Le Racconta Favole e Nana…

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Una piacevole sorpresa… surfando e sguazzando per la rete.

Grazie agli amici di Le Racconta Favole!

Ed ecco altro materiale relativo alla mia dolce balenottera gialla.

PRIMO APPUNTAMENTO CON LA BANANOTTERA DI MARIA LUCIA RICCIOLI, ILLUSTRAZIONI MONICA SALADINO, VERBAVOLANT EDIZIONI. 

Ringrazio di cuore Lucilla Franzò, Luciana Pannuzzo e tutti gli amici della Biblioteca comunale Santa Lucia di Siracusa…

SECONDA LETTURA DEL BELLISSIMO RACCONTO DI MARIA LUCIA RICCIOLI.

LA BANANOTTERA
E non è finita, continuiamo!
ULTIMA LETTURA DELLA BANANOTTERA
E adesso siamo arrivati alla fine della storia. Spero vi sia piaciuta.
Nana, la mia dolce bananottera gialla la cui storia, illustrata da Monica Saladino, è stata pubblicata da VerbaVolant edizioni (grazie a Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro), ha nuotato per scuole e librerie, fiere e mercatini… tra i suoi luoghi preferiti, le biblioteche, luoghi dove le parole vengono custodite e rivivono grazie al lavoro dei bibliotecari.
Ringrazio di cuore due persone speciali che resteranno sempre nel mio cuore: Pino Pennisi e Tanina Zito, che sanno perché.
Qui avete ascoltato la voce di Lucilla Franzò che ha creduto fortemente in questa storia e ha voluto leggerla anche sui social.
Grazie.
A lei e a Luciana Pannuzzo, che ha reso la Biblioteca Santa Lucia una bella oasi.
Per il montaggio di questo video ringrazio Elaine Carmen Bonsangue.

 

Ovunque siamo… and me!

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Proud to announce OVUNQUE SIAMO’S COVID-19-themed DOUBLE issue! While a pandemic is not an easy topic to write about, people put their imaginations to work—as a result, we have something valuable to curate, a snapshot in time. Thank you to everyone who answered the call for submissions—proud to have your contributions! ❤
#OVUNQUESIAMO #Italianamericanwriting

https://ovunquesiamoweb.com/

Onorata e felice – grazie all’amica poetessa, docente e molto altro Michelle Messina Reale – che tre mie poesie e una prosa compaiano su OVUNQUE SIAMO…

Che onore pubblicare le tue parole in OVUNQUE SIAMO! ❤

Cliccate qui sotto sul mio nome…

Maria Lucia Riccioli

balcony

POESIA IN TEMPO DI PANDEMIA

 

La peste degli untori manzoniana

novelle al tempo del Decamerone

Camus e la sua Tangeri infettata

le febbri perniciose del colera

malanni di latrine e di trincee

bacilli dagli archivi della Storia

Scriviamo al tempo del coronavirus

eppure noi non siamo mai cambiati

presuntuosi impauriti ignoranti

come il primo morto di nostra specie

in un giorno prima di tutti i giorni

al tempo della Terra senza nome

Siracusa, 12/03/2020

 

URBI ET ORBI

 

fragile Dio che ti veli di pane

Signore in croce mentre il Cielo piove

pioggia e silenzio denso e surreale

siamo nelle Tue e nelle Sue mani,

Maria Salus Populi Romani

Siracusa, 27/03/2020, venerdì

 

HAIKU

Sembriamo morti

Come semi interrati

Rinasceremo

Siracusa, 13 aprile 2020, Lunedì dell’Angelo

 

ALLA FINESTRA

Il sole sui balconi dopo giorni d’umido e nuvole, gioia inconsapevole di uccelli a salutarlo.

Al merlo e al colombo non interessa della mia prigionia, e neppure ai passeri, al pettirosso furbo, impegnati a cercare cibo – gli umani ne lasciano cadere meno e bisogna faticare per trovarne –, a corteggiarsi, a fare i nidi.

Uno sguardo curioso trapassa i vetri: che ci fa l’umana in gabbia? Le inferriate ci separano.  E un virus misterioso e subdolo.

Il tempo di ricambiare l’occhiata e un colpo d’ali come sbattere di lenzuola mi lascia alla finestra.

Lo smartphone spalanca visi in cui rivedo la mia perplessità. Rispondo cuoro commento, come una comare al balcone, insoddisfatta Bovary protesa verso un mondo che non la vuole.

Windows apre stanze e mondi virtuali.

Faccio lezione e visito facce, quaderni, ebook, camerette e cucine e librerie di alunni e colleghi.

Il rossetto passato di fretta prima del collegamento non mi toglie il disagio di un’estranea familiarità.

La tv è un affaccio su un mondo che mi manca e che temo. Nasconde insidie che sconoscevo e dal divano la finestra parlante stordisce e spaventa, tenta di distrarmi e mi addolora.

Spengo.

Leggo, medito, prego.

Mi specchio in me, ogni pagina è una finestra di parole, un’orazione è un balcone di silenzio su stanze interiori che non prendevano sole da anni, su intime verande orfane di straccio.

Di nuovo mattina.

Energie nuove, trilli da Biancaneve perché gli uccelli in cortile mi rispondano con le piccole gole innocenti, senza mascherina.

 

Bio:

Maria Lucia Riccioli, concittadina di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna (e cerca di imparare, sempre), canta da quando ha memoria (ultimamente, nel coro “Giuseppe De Cicco”), scrive in rete e per “La civetta di Minerva”. Pubblicazioni: il romanzo storico “Ferita all’ala un’allodola” (Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi”, Kaos Festival, finalista, Premio “Alessio Di Giovanni”, segnalazione), la raccolta di cunti siciliani “Quannu ‘u Signuri passava p’ ’o munnu”(Algra Editore), la fiaba “La bananottera” (VerbaVolant edizioni).

84 Charing Cross Road diretto da David Hugh Jones

Film delizioso… storia che avrei voluto scrivere.

Letteralmentelive

Non avevo mai visto questo film e devo dire è un vero gioiellino, da non perdere  soprattutto per gli amanti della letteratura e del gusto del valore della parola scritta.

La storia è tratta dal libro autobiografico , l’omonimo romanzo, di Helene Hanff, una scrittrice americana, (Filadelfia, 1916 – New York, 1997), interpretata da una splendida Anne Bancroft, non troppo realizzata economicamente, che vive a New York. Helen vive di passione per i libri rari e antichi, ma come dice lei stessa si può accontentare anche di quelli di seconda mano in un’edizione pulita perché le edizioni pregiate sono troppo costose. In una delle sue tante ricerche di alcuni libri, reduce da deludenti visite nelle librerie della sua città, scopre attraverso una rivista di settore, una libreria antiquaria di Londra, sita al numero 84 di Charing Cross Road.

84 CHARING CROSS ROAD, Anne Bancroft, 1986

Così Helen per soddisfare la…

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Custodire la Bellezza

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L’ÀNAPO

Alle sponde odo l’acqua colomba,
Ànapo mio; nella memoria geme
al suo cordoglio
uno stormire altissimo.

Sale soavemente a riva,
dopo il gioco coi numi,
un corpo adolescente:

mutevole ha il volto,
su una tibia al moto della luce
rigonfia un grumo vegetale.

Chino ai profondi lieviti
ripatisce ogni fase,
in sé ha la morte in nuziale germe.

 Che hai tu fatto delle maree del sangue,
Signore?  Ciclo di ritorni
vano sulla sua carne,
la notte e il flutto delle stelle.

Ride umano sterile sostanza.

In fresco oblio disceso
nel buio d’erbe giace:
l’amata è un’ombra e origlia
nella sua costola.

Mansueti animali,
le pupille d’aria,
bevono in sogno.

da Salvatore Quasimodo, “Ed è subito sera”, Milano, Mondadori, 1942

Con la lettura di questi versi di Salvatore Quasimodo – sono siracusana quindi queste parole mi giungono familiari e care per la memoria di luoghi condivisi – aderisco all’iniziativa promossa da Naxos Legge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro e dalla sua direttrice Fulvia Toscano.

Grazie per l’invito a dare il mio contributo a seguito del grave atto vandalico compiuto ai danni dei locali del Parco Letterario S.Quasimodo di Roccalumera. Solidale e vicina a chi lotta per custodire e valorizzare la Bellezza.

I miei cunti in biblioteca… il video!

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Ecco il vodeo della diretta del 4 giugno 2020…

Grazie all’Assessorato alle politiche culturali nella persona di Dario Scarfì, a Salvo Pizzo e idealmente a tutti i colleghi della Biblioteca Comunale di Siracusa che mi fanno sentire sempre a casa, a Lucia Corsale e alla sua acutezza che si fa voce e presenza amicale e al mio coraggioso editore Alfio Grasso. Ancora una volta.
📖📚❤
E poi un immenso grazie a chi si è collegato, a chi ha commentato… grazie mille!

https://www.facebook.com/events/291248065388337/

Ringrazio di cuore anche Siracusa news, Nuovo Sud e tutti i giornali on line che hanno passato la notizia…

https://www.virgilio.it/italia/siracusa/notizielocali/siracusa_che_legge_gioved_la_presentazione_del_libro_di_maria_lucia_riccioli-62423622.html

https://www.siracusanews.it/eventi/2020/06/01/nuovo-appuntamento-con-siracusa-che-legge-giovedi-presentazione-del-libro-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/

… leggevo pochi giorni fa che l’insegnante e scrittore Marcello D’Orta, ha scritto sul Corriere della Sera: “Il dialetto nasce dentro, è lingua dell’intimità, dell’habitat, “coscienza terrosa” di un popolo, sta all’individuo parlante come la radice all’albero; nasce nella zolla, si nutre nell’humus, si fonde nella pianta stessa. È, insomma, l’anima di un popolo.” Benedetto Croce scrisse come “molta parte della nostra anima è dialetto”.

Sono perfettamente d’accordo. Ed ecco come il dialetto si collega a quello che per me è un luogo dell’anima.

Le biblioteche sono luoghi che amo… custodi dei libri, case dei libri, oasi di silenzio e studio, casa per le parole che ho scritto.

Ringrazio di cuore Marilina Figura per aver fortemente voluto la mia presenza all’interno del progetto Siracusa che legge online.

Moderatore di questo evento che riguarda il mio secondo libro sarà Salvatore Pizzo della Biblioteca comunale, insieme a Dario Scarfì (Assessorato politiche culturali).

A leggere i miei cunti in dialetto siciliano e a dialogare con me, l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale, che ha in comune con me, tra le altre cose, l’amore per la lingua mater.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Presentazione del libro “QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU” di Maria Lucia Riccioli

Saranno presenti l’autrice, l’editore Alfio Grasso, Lucia Corsale – giornalista, Dario Scarfì – Assessorato Politiche culturali

Modera Salvatore Pizzo Biblioteca comunale

Libri, a “Siracusa che legge” i racconti in siciliano di Maria Lucia Riccioli. Giovedì alle 18

Grazie a Siracusa2000…

“Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è caro al mio cuore per tanti motivi… per la collana Fiori blu di Algra Editore lo hanno curato gli amici colleghi e scrittori Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso, che ci hanno creduto da subito insieme all’editore Alfio Grasso che ha investito sul mio lavoro.

Ecco il trailer…

Preziosa come un dono raro la prefazione di Sebastiano Burgaretta, poeta finissimo e valido etnoantropologo…

ARIA FRESCA

di Sebastiano Burgaretta

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone. L’affabulatrice attenta e documentata, che i suoi precedenti lavori e le sue performance artistico-culturali lasciavano intuire, qui si rivela a tutto tondo.
L’aria fresca che circola in questi versi è quella del Vangelo col suo eterno messaggio di salvezza e di sapienza, sempre vivo e attuale in ogni tempo e per ogni uomo.
Il sapore dell’antico emana dalla valenza creativa e salvifica della parola qui declinata nel siciliano verace di matrice popolare usato, da una parte, e nello speciale registro da cantastorie affabulante adottato, dall’altra. Perciò il lettore si trova evangelicamente invitato a gustare vino d’annata conservato in botti di rovere collaudate in tutta sicurezza.
I racconti della Riccioli si enucleano e si sviluppano in un preciso contesto socio-antropologico di riferimento e assumono la funzione di tante antiparità, nell’accezione guastelliana del termine parità, la cui prospettiva in questa caso dalla Riccioli viene rovesciata. Trionfa, infatti, non la terrena logica dei villani siciliani, cui pure San Pietro, che con Gesù è il protagonista di gran parte dei racconti, sembra strettamente imparentato, ma quella celeste del Vangelo con l’avallo della persona stessa di Cristo. Siamo, in effetti, davanti non a delle “parabole” come quelle presenti nel Vangelo e narrate da Gesù, ma a parabole=parità sapienziali nelle quali Gesù in persona è protagonista, quasi sempre assieme a San Pietro. Gesù pertanto appare come trascinato e coinvolto in un processo di umanizzazione spicciola ad opera di Pietro, indotto quasi nella logica del mondo, senza comunque restarne schiacciato né condizionato. Da qui l’esito complessivo da “antiparità” e la conseguente fisionomia propria di questi racconti=aneddoti, nei quali vive il vangelo popolare, narrato per bocca di una contastorie, nel quale Gesù stesso è protagonista e non narratore-annunciatore. Per questo i racconti vanno letti ad alta voce e, per così dire, eseguiti con una loro propria cadenza e tono da racconto popolare, in fedeltà e in coerenza con un’antica tradizione nostra di Sicilia, cui attingono anche sul piano contenutistico.
Ѐ il prologo, in dodici versi distribuiti in tre quartine a rima incrociata, ad annunciare, con il tono amichevole e accattivante del cantore popolare, l’intendimento, ludico e didascalico al tempo stesso, dell’intera silloge dei quattordici racconti, tutti quanti musicalmente modulati sul ritmo eufonico e conquidente della rima baciata.
L’humus del quale si nutrono questi racconti della Riccioli è puramente terreno, è quello in cui domina la logica del mondo così bene scandagliata dal filtro sapienziale del Qohelet. Come avviene nel testo biblico anche qui, per dirla con Brunetto Salvarani, è contemplata la vastità dell’esistenza “sotto il sole”, producendo una vera e propria teologia dal basso, per cimentarsi in una faticosa navigazione, nelle acque tumultuose del vivere nell’oggi”Qohelet, un eretico nella Bibbia?, Santocono editore 2014): Cu santa pacienza ‘u fici sfogari/ e poi ‘u Signuri accuminciò a parrari:/ «Angilu miu, ora sì ca va beni./ ‘U sacciu, tu penzi ca nun cummeni/ vìviri ‘n terra na ‘sti cundizioni./ N’’o munnu ci su’ ‘i tinti e ci su’ ‘i boni./ Nun è ‘nu ‘Nfennu o ‘na cella ‘i tuttura,/ ma nun è mancu ‘na villeggiatura./ Stari ddà nun è ‘nu divittimentu:/ suffriri e luttari è pi ‘nsignamentu./ Ѐ comu se si pajassi ‘n pedaggiu,/ è scola ‘i vita, ‘u prezzu p’’o passaggiu/ ‘n Pararisu, unni ogni guerra è finuta/ e ‘a luci r’’a virità nun s’astuta»./ L’Angilu a ‘ssu riscussu si cuitò,/ nun prutistò cchiù e l’ali s’’i calò./ “ Fossi è giustu ca ‘u munnu ha’ gghiri accussì…/ Sulu tu, Diu, po’ sapiri picchì”.(Chianci e riri).

Campione di questa faticosa milizia terrena è San Pietro, l’apostolo spavaldo, borbottone, istintivo, che si porta dietro tutto intero il peso della sua umanità: Petru era l’apostulu cchiù curiusu,/ ‘u cchiù sprurenti, ribelli e ‘nsistusu.(U cuntu r’’a saja). Ѐ quello che più di tutti è tentato di seguire la logica spicciola del mondo, ricorrendo anche all’inganno e circuendo il prossimo in nome del suo egoistico interesse personale. Il suo è un egoismo renitente persino di fronte all’evidenza della misericordia (‘A scocca d’’a cipudda). Il temperamento e l’incredulità di Pietro, che emblematicamente assurgono a paradigma di quelli di tutti gli uomini d’ogni tempo, vengono fuori, qua e là pullulando, in molti racconti: ‘U cuccirateddu, in cui l’apostolo è dipinto addirittura come un goloso irrefrenabile; ‘A cruci ‘i San Petru, in cui questi appare più spavaldo e sfrontato che mai, fino quasi alla blasfemia. Non pago d’aver detto a Gesù: Signuri, ‘sta cruci mi pisa!, togliendosi la croce dalle spalle, arriva ad esclamare: Forra cosa ‘i ittalla ‘nt’’a munnizza. Si conferma, insomma, il focoso e fatuo Pietro terreno, lo stesso, per intenderci, che voleva usare le armi, per difendere Gesù al momento della cattura nell’orto del Getsemani (Gv 18, 10-11), ma che poco dopo nel pretorio non esitò a rinnegare per tre volte Gesù. Persino in cielo Pietro si spinge a creare problemi: San Petru pinzò: “Chiamamu o’ Signuri./ ‘Sta facenna è tanticchia ‘mpurigghiata”./Arrivò Gesù. «Ti cuntu ‘a passata./ ‘Stu pasturi nun t’ha canusciutu mai./ Ha pinzatu a travagghiari, a li so’ vai…/ L’aria è gratis? Iddu ha rispiratu/ ma ri tia nenti ci nn’ha ‘ntirissatu./ ‘N Pararisu com’è ca cci pò stari?» ( Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu).
In tutti i racconti è evidente l’intreccio dialettico di carità ed egoismo, luce e ombra, spirito e carne, sapienza del Vangelo e logica del mondo. Non per questo ha la meglio la staticità, anzi è il dinamismo della vita e della positività a dominare. Nulla c’è di statico, tutto è in movimento. Vi si annuncia e vi è presentato un Gesù che va continuamente in giro per il mondo con gli apostoli a evangelizzare la gente:’U Signuri gira ancora p”e strati/ r’’o munnu e soffri p’’e nostri piccati./ Si potta appressu a San Petru e ‘i cumpagni/ e gira tutti ‘i paisi e ‘i campagni (‘U cuntu r’’a saja). Gesù e quanti lo seguono sono sempre in cammino, e quindi sempre umanamente esposti ai problemi e alle tentazioni della vita nell’annuncio difficile del Vangelo: Quannu ‘u Signuri jeva caminannu/ cu l’apostuli p’’o munnu, parrannu/ di lu santu Vangelu pi li strati,/ pi campagni e città, dopu junnati/ sani passati o’ suli, all’acqua e o’ ventu,/ senza riposu, senza aviri abbentu,/ ciccava riparu e ‘n pocu ‘i manciari. (‘A totta e ‘a ritta).
L’annuncio del Vangelo non è agevole, costa sacrifici, perché impegna totalmente, nella sua integralità, l’uomo, il quale in Gesù Cristo incontra il segno di contraddizione profetizzato dal vecchio Simeone: Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori (Lc 2, 34-35). Chi si imbatte in Gesù non può più fingere di non averlo incontrato ed è moralmente chiamato a fare i conti con lui, passando dignitosamente per la strada stretta: ‘U sacciu, nun è facili ‘a strata mia:/ è longa, stritta e tutta ri chianata/ e pari uobba e stotta a’ prima taliata. (‘A totta e ‘a ritta).
Su tutto però trionfa la parola di Gesù, che è salvifica, essendo egli stesso la Parola, la parabola-ponte tra l’uomo e Dio, tra la dimensione terrena e quella celeste, il sacerdote sempre vivo e operante nell’universo. Il sacerdote che invita l’uomo a vivere da quel che è, direbbe Dante, in suo costrutto, ad essere veramente uomo, leale con sé stesso e con Dio, coraggioso nell’ascolto e nell’obbedienza alla propria retta coscienza, quella in cui è Dio la parola in profondità di cuore. Non chiunque dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli (Mt 7, 21). Ѐ il cuore, non la forma esteriore, il regista dell’amore che deve albergare nell’uomo: ‘Stu pasturi nun havi nudda cuppa/ se nun sapeva prieri e nuveni./ Pinzò ‘i priari a comu veni veni:/ Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu,/ Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu./ ‘U lazzu ch’’e ruppa era ‘u rusariu so’./ A la so’ manera iddu a Diu ci pinzò. (Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu). Del resto alla fine della vita saremo tutti giudicati sull’amore (Mt 25, 31-46), come ci ricorda il santo patrono dei poeti di Spagna Giovanni della Croce: Nella sera sarai esaminato sull’amore. Impara ad amare Dio e lascia il tuo modo di fare e di vedere (Avisos y sentencias, 57). E la Riccioli, proprio a chiusura della silloge emblematicamente chiama la Vergine Santissima a suggellare questa profonda verità: Vinni Maria propriu ‘nta ‘ddu mumentu:/ «Petru, ma chi successi? Chi è ca sentu?/ ‘Stu cristianu ‘u vulissutu mannari/ sulu picchì nun sapeva priari?/ ‘A vita so’ ha statu travagghiata/ e onesta, dignitosa e anurata./ Cettu, malu vistutu s’affruntava/ a gghiri ‘n chiesa: c’era cu ‘u mannava!/ ‘A priera so’ ‘u travagghiu ha statu/ ma ha avutu ‘a fidi: cu cci l’ha ‘nsignatu?/ Stava ammenzu e’ pecuri, ‘nt’’a muntagna,/ taliava ‘i biddizzi di la campagna,/ cuntimplava ‘a luna e ‘i stiddi r’’o cielu/ pinzannu a Diu e chissu è ‘u megghiu Vangelu./ Tanti piuzzi s’abbattunu ‘u pettu/ ma pi Diu e ‘u prossimu unn’è ‘u rispettu?». N’’o mentri arrivò ‘u Signuri e sinteva./ «Figghiu, ‘u sai ‘stu pasturi chi faceva?/ C’è ‘n attarinu miu ammenzu a’ strata:/ tanti nun m’addìgnunu ‘i ‘na taliata./ ‘A statua mia è all’acqua e o’ ventu n’’a nnicchia…/ Ci fussi cu si fimmassi tanticchia!/ Tutti ‘i jonna, passannu ‘ill’attarinu,/ iddu nun puttava ciuri o’n luminu:/ batteva fotti ‘n terra ‘u so’ vastuni,/ s’anchinava, ristava ‘nginucchiuni/ pi ‘nu bellu pezzu e poi si nni jeva./ Mai si l’ha scuddatu!». Maria chianceva./ «Vaddati cca». Maria rapìu ‘u so’ mantu./ Quantu macchii ‘i terra! «Pi mia è ‘n vantu./ Tutti ‘i voti ca iddu s’anchinava/ batteva ‘u vastuni, ‘a terra si isava/ e supra o’ me’ mantu jeva a finiri:/ Figghiu, ‘n Pararisu faccillu iri!/ Ogni pugnu ‘i terra è ‘n vasu d’amuri,/ ‘n pinzeri divotu di ‘stu pasturi»./ San Petru taliava ‘u mantu macchiatu./ «Pasturi, tu ‘u cielu t’ha’ miritatu!»./ Gesù era commossu. «Figghiu, veni cca,/ resta ‘n Pararisu pi l’etennità!».

Per questa garanzia di vita basata sull’amore semplice e concreto che “sotto il sole” sappiamo dare, siamo garantiti nei riguardi della morte, che falcia tutti, indistintamente, ma che non per questo ha l’ultima parola, la quale spetta invece a Gesù Cristo, che alla morte ci ha strappato, salvandoci per l’eternità: Ju sugnu ‘a Vita: nun vi scantati!/ Nun v’abbannunu se nun mi lassati./ Putenti è ‘a motti e granni ‘u so’ mantali,/ ma pi cu criri a mia nun c’è cchiù mali,/ né duluri, ‘ngiustizia o suffrimentu:/ p’’e frutti mei quannu sarà ‘u mumentu/ c’è ‘nu giardinu ‘n cielu priparatu/ chinu ri paci, eternu e scunfinatu (L’abburu di ficu).
In questo lavoro della Riccioli, ormai è chiaro, siamo davanti a dei veri e propri apologhi di matrice evangelica e di declinazione popolare, che condannano l’egoismo, i pregiudizi, la stupidità dell’uomo, per affermarne ed esaltarne invece la dignità e la libertà, i valori per cui l’uomo è veramente tale (‘A sacra famigghia); quasi delle parabole sulla potenza e l’efficacia della fede sotto i tratti distintivi della saggezza biblica e popolare al tempo stesso, in una sintesi di creatività artistica che, alla mia attenzione e alla mia memoria, sembra provenire dalla stessa fonte cui attingeva la voce affabulante dell’anziana donna che nella mia infanzia e fanciullezza assieme all’insegnamento dei basilari principi evangelici mi regalò, lei analfabeta ma dal cuore immenso, il gusto per la poesia, il canto e la bellezza.

(Riproduzione riservata)

© Algra editore

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Ricordo la segnalazione d’onore al Premio “Il Convivio”…

http://www.le-ultime-notizie.eu/articulo/giardini-naxos-premiazione-il-convivio-2016/2361304

#imieilibri #mybooks #chocolate #choconchoc #feritaallalaunallodola #quannuusignuripassavapomunnu #labananottera #marialuciariccioli

Ricordo presentatori e recensori, che ringrazio di cuore… qui riporto il link ad una recensione che mi è molto cara…

https://luisellapacco.wordpress.com/2014/08/28/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli/ (la splendida recensione di Luisella Pacco)

Ed ecco altro materiale: grazie a giornalisti e recensori tutti…

http://www.cataniapubblica.tv/buc-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/ (la puntata di BUC in cui sono stata intervistata sul libro)

http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria (la recensione di Anna Di Carlo su NuovoSud)

https://cstbcentro.wordpress.com/2014/10/28/quannu-u-signuri-passava-p-u-munnu/ (io e il CSTB, Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella)

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=258:libro-in-dialetto-della-poetessa-riccioli-storie-in-endecasillabi-a-rima-baciata&catid=17:cultura&Itemid=121 (La Civetta di Minerva)

http://www.reteregione.it/si-cunta-sarraccunta/ (su Reteregione, scritto da Lucia Corsale)

Il 2 luglio 2014 è stata pubblicata la raccolta di “cunti” in dialetto siciliano “Quannu ‘u Signuri piassava p’ ’o munnu”, con prefazione di Sebastiano Burgaretta, immagini di Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale, per i tipi di Algra Editore (collana “Fiori blu”, diretta da Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso), oggetto di un reading presso l’aula consiliare del comune di Solarino il 28 luglio 2014 nell’ambito della mostra “È… vento d’arte” e in occasione del tour della stessa mostra il 5 settembre 2014 l’autrice ha tenuto un nuovo reading presso il Parco culturale “Lucia Migliaccio” di Floridia (SR).

Il 24 settembre 2014 il libro è stato presentato ufficialmente presso la Feltrinelli di Catania dai relatori Sebastiano Burgaretta, poeta ed etnologo, che ne ha curato anche la prefazione, e Orazio Caruso, docente, scrittore, organizzatore culturale, curatore insieme a Maria Rita Pennisi della collana “Fiori Blu” di Algra editore.

Il 27 settembre, presso il MOON di Siracusa, insieme ai poeti e performer Patti Trimble – che ha presentato il lavoro realizzato con Ramzi Harrabi –, Chris Iemulo, Mounir Ben Younes, il libro è stato protagonista del reading “100 Thousand Poets for Change”.

Il 26 ottobre “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato presso il Centro studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa da Maria Bella e Sebastiano Burgaretta (letture curate dall’autrice insieme a Dominella Santoro), mentre il 12 novembre è stato presentato dalla stessa autrice presso la biblioteca del Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Il 27 dicembre presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Marilia Di Giovanni l’autrice ha presentato “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” insieme ad Alfio Grasso. Il volume è stato presentato nuovamente ad Aci Bonaccorsi (CT) presso la Cantina Bonaccorsi insieme al frontman degli Archinuè il 4 gennaio 2015, in occasione delle serate del ciclo delle Domeniche in Cantina, insieme agli Archinuè e al pittore Ezio Fichera.

Il 17 gennaio l’autrice ha presentato il libro assieme a Maria Rita Pennisi presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio ad Acireale, ospite della FIDAPA di Acireale e di BPW Italy, esibendosi anche come cantante eseguendo tre pezzi in dialetto siciliano accompagnata dalla presidente dell’associazione, Vera Pulvirenti.

Il 20 gennaio l’autrice è stata intervistata da Paola Parisi presso gli studi di Auchan – Porte di Catania per il programma “Buoni o cattivi”, trasmesso da Antenna One.

Il 2 marzo, in occasione della manifestazione “Volontariato in… scena” organizzata dalla Rete del volontariato di Catania e dall’Assessorato al Welfare e condotta dall’attrice Egle Doria, l’autrice è stata ospite dell’associazione Tiresia interpretando due cunti da “Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu” presso il Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga.

Il 31 marzo il libro è stato ospite degli studi di ZERONOVE TVin occasione della registrazione della settima puntata del format BUC, una trasmissione sui libri condotta dalla scrittrice Simona Lo Iacono.

Il 9 aprile alle 21.30 e l’11 aprile alle 15.30 è andata in onda l’intervista realizzata da Paola Parisi su “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” per TeleOne e Trs (canale 19 del digitale terrestre). Presentatori Giovanni Nicastro e Luca Seminara.

Il 25 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato al Siracusa Book Festival, il 10 giugno alla Galleria Roma di Siracusa per la rassegna “Cibo & Arte”, il 13 giugno e il 13 luglio al Caffè letterario fridericiano a Rosolini.

Il 17 luglio l’autrice è stata ospite de “I venerdì dell’anima” della Casa del Libro Rosario Mascali e ha letto i suoi cunti in dialetto accompagnata dal maestro Valerio Massaro alla chitarra.

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Il 30 agosto, presso Palazzo Barbagallo a Nicolosi (CT), l’autrice è stata tra gli autori della Notte bianca di Algra editore, evento condotto da Antonella Guglielmino e patrocinato dal Comune di Nicolosi.

Il 18, 19 e 20 settembre l’autrice ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 19 marzo l’autrice è stata protagonista insieme a Donatella Motta di un recital poetico-musicale presso l’AFAM (Associazione Amici della Musica di Floridia), ospite della FIDAPA di Floridia (SR); durante la serata ha declamato alcuni passi del volume di cunti.

Il 20 marzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “’A via dulurusa”, l’autrice ha letto alcuni brani dalla sua raccolta di cunti “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

Il 24 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato ospite di “Save the Beauty”, manifestazione a carattere nazionale, presso il Cortile Verga a Siracusa , in occasione della serata “Sapori letterari”.

Il 3 e il 5 maggio l’autrice – anche in veste di performer – è stata ospite a Floridia in occasione dei festeggiamenti per l’Ascensione (al “Chianu ‘i Masciu Vartulu” e presso il Museo etnografico dedicato a Nunzio Bruno).

Il 9 ottobre l’autrice ha letto uno dei suoi cunti in occasione del Convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR).

Nella categoria Libri editi di poesia, QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio Letterario Il Convivio 2016 – Premio Poesia, Prosa e Arti Figurative e Premio teatrale “Angelo Musco”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella splendida Giardini Naxos domenica 30 ottobre. 

Il 18 novembre, durante la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato, Maria Lucia Riccioli ha parlato dei suoi libri, tra cui proprio “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

È stata coinvolta nelle iniziative della Biblioteca comunale di Siracusa relative al Maggio dei Libri: il 4 giugno 2020, in diretta su Facebook, ha parlato con la giornalista e scrittrice Lucia Corsale dei suoi cunti in dialetto siciliano – moderatori Dario Scarfì dell’Assessorato alle politiche culturali del Comune di Siracusa e Salvatore Pizzo della Biblioteca comunale – e ha letto in anteprima un brano dalla raccolta in uscita per i tipi di Algra Editore, “Munuzzagghi e ratteddi”.

In memoriam L.B. 

I miei cunti in biblioteca…

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https://www.facebook.com/events/291248065388337/

… leggevo pochi giorni fa che l’insegnante e scrittore Marcello D’Orta, ha scritto sul Corriere della Sera: “Il dialetto nasce dentro, è lingua dell’intimità, dell’habitat, “coscienza terrosa” di un popolo, sta all’individuo parlante come la radice all’albero; nasce nella zolla, si nutre nell’humus, si fonde nella pianta stessa. È, insomma, l’anima di un popolo.” Benedetto Croce scrisse come “molta parte della nostra anima è dialetto”.

Sono perfettamente d’accordo. Ed ecco come il dialetto si collega a quello che per me è un luogo dell’anima.

Le biblioteche sono luoghi che amo… custodi dei libri, case dei libri, oasi di silenzio e studio, casa per le parole che ho scritto.

Ringrazio di cuore Marilina Figura per aver fortemente voluto la mia presenza all’interno del progetto Siracusa che legge online.

Moderatore di questo evento che riguarda il mio secondo libro sarà Salvatore Pizzo della Biblioteca comunale, insieme a Dario Scarfì (Assessorato politiche culturali).

A leggere i miei cunti in dialetto siciliano e a dialogare con me, l’amica giornalista e scrittrice Lucia Corsale, che ha in comune con me, tra le altre cose, l’amore per la lingua mater.

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Presentazione del libro “QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU” di Maria Lucia Riccioli

Saranno presenti l’autrice, l’editore Alfio Grasso, Lucia Corsale – giornalista, Dario Scarfì – Assessorato Politiche culturali

Modera Salvatore Pizzo Biblioteca comunale

Libri, a “Siracusa che legge” i racconti in siciliano di Maria Lucia Riccioli. Giovedì alle 18

Grazie a Siracusa2000…

“Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è caro al mio cuore per tanti motivi… per la collana Fiori blu di Algra Editore lo hanno curato gli amici colleghi e scrittori Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso, che ci hanno creduto da subito insieme all’editore Alfio Grasso che ha investito sul mio lavoro.

Ecco il trailer…

Preziosa come un dono raro la prefazione di Sebastiano Burgaretta, poeta finissimo e valido etnoantropologo…

ARIA FRESCA

di Sebastiano Burgaretta

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone. L’affabulatrice attenta e documentata, che i suoi precedenti lavori e le sue performance artistico-culturali lasciavano intuire, qui si rivela a tutto tondo.
L’aria fresca che circola in questi versi è quella del Vangelo col suo eterno messaggio di salvezza e di sapienza, sempre vivo e attuale in ogni tempo e per ogni uomo.
Il sapore dell’antico emana dalla valenza creativa e salvifica della parola qui declinata nel siciliano verace di matrice popolare usato, da una parte, e nello speciale registro da cantastorie affabulante adottato, dall’altra. Perciò il lettore si trova evangelicamente invitato a gustare vino d’annata conservato in botti di rovere collaudate in tutta sicurezza.
I racconti della Riccioli si enucleano e si sviluppano in un preciso contesto socio-antropologico di riferimento e assumono la funzione di tante antiparità, nell’accezione guastelliana del termine parità, la cui prospettiva in questa caso dalla Riccioli viene rovesciata. Trionfa, infatti, non la terrena logica dei villani siciliani, cui pure San Pietro, che con Gesù è il protagonista di gran parte dei racconti, sembra strettamente imparentato, ma quella celeste del Vangelo con l’avallo della persona stessa di Cristo. Siamo, in effetti, davanti non a delle “parabole” come quelle presenti nel Vangelo e narrate da Gesù, ma a parabole=parità sapienziali nelle quali Gesù in persona è protagonista, quasi sempre assieme a San Pietro. Gesù pertanto appare come trascinato e coinvolto in un processo di umanizzazione spicciola ad opera di Pietro, indotto quasi nella logica del mondo, senza comunque restarne schiacciato né condizionato. Da qui l’esito complessivo da “antiparità” e la conseguente fisionomia propria di questi racconti=aneddoti, nei quali vive il vangelo popolare, narrato per bocca di una contastorie, nel quale Gesù stesso è protagonista e non narratore-annunciatore. Per questo i racconti vanno letti ad alta voce e, per così dire, eseguiti con una loro propria cadenza e tono da racconto popolare, in fedeltà e in coerenza con un’antica tradizione nostra di Sicilia, cui attingono anche sul piano contenutistico.
Ѐ il prologo, in dodici versi distribuiti in tre quartine a rima incrociata, ad annunciare, con il tono amichevole e accattivante del cantore popolare, l’intendimento, ludico e didascalico al tempo stesso, dell’intera silloge dei quattordici racconti, tutti quanti musicalmente modulati sul ritmo eufonico e conquidente della rima baciata.
L’humus del quale si nutrono questi racconti della Riccioli è puramente terreno, è quello in cui domina la logica del mondo così bene scandagliata dal filtro sapienziale del Qohelet. Come avviene nel testo biblico anche qui, per dirla con Brunetto Salvarani, è contemplata la vastità dell’esistenza “sotto il sole”, producendo una vera e propria teologia dal basso, per cimentarsi in una faticosa navigazione, nelle acque tumultuose del vivere nell’oggi”Qohelet, un eretico nella Bibbia?, Santocono editore 2014): Cu santa pacienza ‘u fici sfogari/ e poi ‘u Signuri accuminciò a parrari:/ «Angilu miu, ora sì ca va beni./ ‘U sacciu, tu penzi ca nun cummeni/ vìviri ‘n terra na ‘sti cundizioni./ N’’o munnu ci su’ ‘i tinti e ci su’ ‘i boni./ Nun è ‘nu ‘Nfennu o ‘na cella ‘i tuttura,/ ma nun è mancu ‘na villeggiatura./ Stari ddà nun è ‘nu divittimentu:/ suffriri e luttari è pi ‘nsignamentu./ Ѐ comu se si pajassi ‘n pedaggiu,/ è scola ‘i vita, ‘u prezzu p’’o passaggiu/ ‘n Pararisu, unni ogni guerra è finuta/ e ‘a luci r’’a virità nun s’astuta»./ L’Angilu a ‘ssu riscussu si cuitò,/ nun prutistò cchiù e l’ali s’’i calò./ “ Fossi è giustu ca ‘u munnu ha’ gghiri accussì…/ Sulu tu, Diu, po’ sapiri picchì”.(Chianci e riri).

Campione di questa faticosa milizia terrena è San Pietro, l’apostolo spavaldo, borbottone, istintivo, che si porta dietro tutto intero il peso della sua umanità: Petru era l’apostulu cchiù curiusu,/ ‘u cchiù sprurenti, ribelli e ‘nsistusu.(U cuntu r’’a saja). Ѐ quello che più di tutti è tentato di seguire la logica spicciola del mondo, ricorrendo anche all’inganno e circuendo il prossimo in nome del suo egoistico interesse personale. Il suo è un egoismo renitente persino di fronte all’evidenza della misericordia (‘A scocca d’’a cipudda). Il temperamento e l’incredulità di Pietro, che emblematicamente assurgono a paradigma di quelli di tutti gli uomini d’ogni tempo, vengono fuori, qua e là pullulando, in molti racconti: ‘U cuccirateddu, in cui l’apostolo è dipinto addirittura come un goloso irrefrenabile; ‘A cruci ‘i San Petru, in cui questi appare più spavaldo e sfrontato che mai, fino quasi alla blasfemia. Non pago d’aver detto a Gesù: Signuri, ‘sta cruci mi pisa!, togliendosi la croce dalle spalle, arriva ad esclamare: Forra cosa ‘i ittalla ‘nt’’a munnizza. Si conferma, insomma, il focoso e fatuo Pietro terreno, lo stesso, per intenderci, che voleva usare le armi, per difendere Gesù al momento della cattura nell’orto del Getsemani (Gv 18, 10-11), ma che poco dopo nel pretorio non esitò a rinnegare per tre volte Gesù. Persino in cielo Pietro si spinge a creare problemi: San Petru pinzò: “Chiamamu o’ Signuri./ ‘Sta facenna è tanticchia ‘mpurigghiata”./Arrivò Gesù. «Ti cuntu ‘a passata./ ‘Stu pasturi nun t’ha canusciutu mai./ Ha pinzatu a travagghiari, a li so’ vai…/ L’aria è gratis? Iddu ha rispiratu/ ma ri tia nenti ci nn’ha ‘ntirissatu./ ‘N Pararisu com’è ca cci pò stari?» ( Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu).
In tutti i racconti è evidente l’intreccio dialettico di carità ed egoismo, luce e ombra, spirito e carne, sapienza del Vangelo e logica del mondo. Non per questo ha la meglio la staticità, anzi è il dinamismo della vita e della positività a dominare. Nulla c’è di statico, tutto è in movimento. Vi si annuncia e vi è presentato un Gesù che va continuamente in giro per il mondo con gli apostoli a evangelizzare la gente:’U Signuri gira ancora p”e strati/ r’’o munnu e soffri p’’e nostri piccati./ Si potta appressu a San Petru e ‘i cumpagni/ e gira tutti ‘i paisi e ‘i campagni (‘U cuntu r’’a saja). Gesù e quanti lo seguono sono sempre in cammino, e quindi sempre umanamente esposti ai problemi e alle tentazioni della vita nell’annuncio difficile del Vangelo: Quannu ‘u Signuri jeva caminannu/ cu l’apostuli p’’o munnu, parrannu/ di lu santu Vangelu pi li strati,/ pi campagni e città, dopu junnati/ sani passati o’ suli, all’acqua e o’ ventu,/ senza riposu, senza aviri abbentu,/ ciccava riparu e ‘n pocu ‘i manciari. (‘A totta e ‘a ritta).
L’annuncio del Vangelo non è agevole, costa sacrifici, perché impegna totalmente, nella sua integralità, l’uomo, il quale in Gesù Cristo incontra il segno di contraddizione profetizzato dal vecchio Simeone: Egli è qui per la rovina e la resurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori (Lc 2, 34-35). Chi si imbatte in Gesù non può più fingere di non averlo incontrato ed è moralmente chiamato a fare i conti con lui, passando dignitosamente per la strada stretta: ‘U sacciu, nun è facili ‘a strata mia:/ è longa, stritta e tutta ri chianata/ e pari uobba e stotta a’ prima taliata. (‘A totta e ‘a ritta).
Su tutto però trionfa la parola di Gesù, che è salvifica, essendo egli stesso la Parola, la parabola-ponte tra l’uomo e Dio, tra la dimensione terrena e quella celeste, il sacerdote sempre vivo e operante nell’universo. Il sacerdote che invita l’uomo a vivere da quel che è, direbbe Dante, in suo costrutto, ad essere veramente uomo, leale con sé stesso e con Dio, coraggioso nell’ascolto e nell’obbedienza alla propria retta coscienza, quella in cui è Dio la parola in profondità di cuore. Non chiunque dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio, che è nei cieli (Mt 7, 21). Ѐ il cuore, non la forma esteriore, il regista dell’amore che deve albergare nell’uomo: ‘Stu pasturi nun havi nudda cuppa/ se nun sapeva prieri e nuveni./ Pinzò ‘i priari a comu veni veni:/ Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu,/ Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu./ ‘U lazzu ch’’e ruppa era ‘u rusariu so’./ A la so’ manera iddu a Diu ci pinzò. (Panareddu ‘nchiusu e panareddu ‘nzusu). Del resto alla fine della vita saremo tutti giudicati sull’amore (Mt 25, 31-46), come ci ricorda il santo patrono dei poeti di Spagna Giovanni della Croce: Nella sera sarai esaminato sull’amore. Impara ad amare Dio e lascia il tuo modo di fare e di vedere (Avisos y sentencias, 57). E la Riccioli, proprio a chiusura della silloge emblematicamente chiama la Vergine Santissima a suggellare questa profonda verità: Vinni Maria propriu ‘nta ‘ddu mumentu:/ «Petru, ma chi successi? Chi è ca sentu?/ ‘Stu cristianu ‘u vulissutu mannari/ sulu picchì nun sapeva priari?/ ‘A vita so’ ha statu travagghiata/ e onesta, dignitosa e anurata./ Cettu, malu vistutu s’affruntava/ a gghiri ‘n chiesa: c’era cu ‘u mannava!/ ‘A priera so’ ‘u travagghiu ha statu/ ma ha avutu ‘a fidi: cu cci l’ha ‘nsignatu?/ Stava ammenzu e’ pecuri, ‘nt’’a muntagna,/ taliava ‘i biddizzi di la campagna,/ cuntimplava ‘a luna e ‘i stiddi r’’o cielu/ pinzannu a Diu e chissu è ‘u megghiu Vangelu./ Tanti piuzzi s’abbattunu ‘u pettu/ ma pi Diu e ‘u prossimu unn’è ‘u rispettu?». N’’o mentri arrivò ‘u Signuri e sinteva./ «Figghiu, ‘u sai ‘stu pasturi chi faceva?/ C’è ‘n attarinu miu ammenzu a’ strata:/ tanti nun m’addìgnunu ‘i ‘na taliata./ ‘A statua mia è all’acqua e o’ ventu n’’a nnicchia…/ Ci fussi cu si fimmassi tanticchia!/ Tutti ‘i jonna, passannu ‘ill’attarinu,/ iddu nun puttava ciuri o’n luminu:/ batteva fotti ‘n terra ‘u so’ vastuni,/ s’anchinava, ristava ‘nginucchiuni/ pi ‘nu bellu pezzu e poi si nni jeva./ Mai si l’ha scuddatu!». Maria chianceva./ «Vaddati cca». Maria rapìu ‘u so’ mantu./ Quantu macchii ‘i terra! «Pi mia è ‘n vantu./ Tutti ‘i voti ca iddu s’anchinava/ batteva ‘u vastuni, ‘a terra si isava/ e supra o’ me’ mantu jeva a finiri:/ Figghiu, ‘n Pararisu faccillu iri!/ Ogni pugnu ‘i terra è ‘n vasu d’amuri,/ ‘n pinzeri divotu di ‘stu pasturi»./ San Petru taliava ‘u mantu macchiatu./ «Pasturi, tu ‘u cielu t’ha’ miritatu!»./ Gesù era commossu. «Figghiu, veni cca,/ resta ‘n Pararisu pi l’etennità!».

Per questa garanzia di vita basata sull’amore semplice e concreto che “sotto il sole” sappiamo dare, siamo garantiti nei riguardi della morte, che falcia tutti, indistintamente, ma che non per questo ha l’ultima parola, la quale spetta invece a Gesù Cristo, che alla morte ci ha strappato, salvandoci per l’eternità: Ju sugnu ‘a Vita: nun vi scantati!/ Nun v’abbannunu se nun mi lassati./ Putenti è ‘a motti e granni ‘u so’ mantali,/ ma pi cu criri a mia nun c’è cchiù mali,/ né duluri, ‘ngiustizia o suffrimentu:/ p’’e frutti mei quannu sarà ‘u mumentu/ c’è ‘nu giardinu ‘n cielu priparatu/ chinu ri paci, eternu e scunfinatu (L’abburu di ficu).
In questo lavoro della Riccioli, ormai è chiaro, siamo davanti a dei veri e propri apologhi di matrice evangelica e di declinazione popolare, che condannano l’egoismo, i pregiudizi, la stupidità dell’uomo, per affermarne ed esaltarne invece la dignità e la libertà, i valori per cui l’uomo è veramente tale (‘A sacra famigghia); quasi delle parabole sulla potenza e l’efficacia della fede sotto i tratti distintivi della saggezza biblica e popolare al tempo stesso, in una sintesi di creatività artistica che, alla mia attenzione e alla mia memoria, sembra provenire dalla stessa fonte cui attingeva la voce affabulante dell’anziana donna che nella mia infanzia e fanciullezza assieme all’insegnamento dei basilari principi evangelici mi regalò, lei analfabeta ma dal cuore immenso, il gusto per la poesia, il canto e la bellezza.

(Riproduzione riservata)

© Algra editore

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Ricordo la segnalazione d’onore al Premio “Il Convivio”…

http://www.le-ultime-notizie.eu/articulo/giardini-naxos-premiazione-il-convivio-2016/2361304

#imieilibri #mybooks #chocolate #choconchoc #feritaallalaunallodola #quannuusignuripassavapomunnu #labananottera #marialuciariccioli

Ricordo presentatori e recensori, che ringrazio di cuore… qui riporto il link ad una recensione che mi è molto cara…

https://luisellapacco.wordpress.com/2014/08/28/quannu-u-signuri-passava-p-o-munnu-di-maria-lucia-riccioli/ (la splendida recensione di Luisella Pacco)

Ed ecco altro materiale: grazie a giornalisti e recensori tutti…

http://www.cataniapubblica.tv/buc-quannu-u-signuri-passava-po-munnu/ (la puntata di BUC in cui sono stata intervistata sul libro)

http://www.nuovosud.it/24242-cultura-siracusa/quannu-%E2%80%98u-signuri-passava-p%E2%80%99%E2%80%99o-munnu-presentato-siracusa-il-libro-di-maria (la recensione di Anna Di Carlo su NuovoSud)

https://cstbcentro.wordpress.com/2014/10/28/quannu-u-signuri-passava-p-u-munnu/ (io e il CSTB, Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella)

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=258:libro-in-dialetto-della-poetessa-riccioli-storie-in-endecasillabi-a-rima-baciata&catid=17:cultura&Itemid=121 (La Civetta di Minerva)

http://www.reteregione.it/si-cunta-sarraccunta/ (su Reteregione, scritto da Lucia Corsale)

Il 2 luglio 2014 è stata pubblicata la raccolta di “cunti” in dialetto siciliano “Quannu ‘u Signuri piassava p’ ’o munnu”, con prefazione di Sebastiano Burgaretta, immagini di Alessio Grillo e Maria Francesca Di Natale, per i tipi di Algra Editore (collana “Fiori blu”, diretta da Maria Rita Pennisi e Orazio Caruso), oggetto di un reading presso l’aula consiliare del comune di Solarino il 28 luglio 2014 nell’ambito della mostra “È… vento d’arte” e in occasione del tour della stessa mostra il 5 settembre 2014 l’autrice ha tenuto un nuovo reading presso il Parco culturale “Lucia Migliaccio” di Floridia (SR).

Il 24 settembre 2014 il libro è stato presentato ufficialmente presso la Feltrinelli di Catania dai relatori Sebastiano Burgaretta, poeta ed etnologo, che ne ha curato anche la prefazione, e Orazio Caruso, docente, scrittore, organizzatore culturale, curatore insieme a Maria Rita Pennisi della collana “Fiori Blu” di Algra editore.

Il 27 settembre, presso il MOON di Siracusa, insieme ai poeti e performer Patti Trimble – che ha presentato il lavoro realizzato con Ramzi Harrabi –, Chris Iemulo, Mounir Ben Younes, il libro è stato protagonista del reading “100 Thousand Poets for Change”.

Il 26 ottobre “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato presso il Centro studi di tradizioni popolari “Turiddu Bella” di Siracusa da Maria Bella e Sebastiano Burgaretta (letture curate dall’autrice insieme a Dominella Santoro), mentre il 12 novembre è stato presentato dalla stessa autrice presso la biblioteca del Liceo Corbino-Gargallo di Siracusa.

Il 27 dicembre presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Marilia Di Giovanni l’autrice ha presentato “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” insieme ad Alfio Grasso. Il volume è stato presentato nuovamente ad Aci Bonaccorsi (CT) presso la Cantina Bonaccorsi insieme al frontman degli Archinuè il 4 gennaio 2015, in occasione delle serate del ciclo delle Domeniche in Cantina, insieme agli Archinuè e al pittore Ezio Fichera.

Il 17 gennaio l’autrice ha presentato il libro assieme a Maria Rita Pennisi presso la Sala Scacchiera del Resort San Biagio ad Acireale, ospite della FIDAPA di Acireale e di BPW Italy, esibendosi anche come cantante eseguendo tre pezzi in dialetto siciliano accompagnata dalla presidente dell’associazione, Vera Pulvirenti.

Il 20 gennaio l’autrice è stata intervistata da Paola Parisi presso gli studi di Auchan – Porte di Catania per il programma “Buoni o cattivi”, trasmesso da Antenna One.

Il 2 marzo, in occasione della manifestazione “Volontariato in… scena” organizzata dalla Rete del volontariato di Catania e dall’Assessorato al Welfare e condotta dall’attrice Egle Doria, l’autrice è stata ospite dell’associazione Tiresia interpretando due cunti da “Quannu ‘u Signuri passava p’’o munnu” presso il Teatro Stabile di Catania – Teatro Verga.

Il 31 marzo il libro è stato ospite degli studi di ZERONOVE TVin occasione della registrazione della settima puntata del format BUC, una trasmissione sui libri condotta dalla scrittrice Simona Lo Iacono.

Il 9 aprile alle 21.30 e l’11 aprile alle 15.30 è andata in onda l’intervista realizzata da Paola Parisi su “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” per TeleOne e Trs (canale 19 del digitale terrestre). Presentatori Giovanni Nicastro e Luca Seminara.

Il 25 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato presentato al Siracusa Book Festival, il 10 giugno alla Galleria Roma di Siracusa per la rassegna “Cibo & Arte”, il 13 giugno e il 13 luglio al Caffè letterario fridericiano a Rosolini.

Il 17 luglio l’autrice è stata ospite de “I venerdì dell’anima” della Casa del Libro Rosario Mascali e ha letto i suoi cunti in dialetto accompagnata dal maestro Valerio Massaro alla chitarra.

Il 30 agosto, presso Palazzo Barbagallo a Nicolosi (CT), l’autrice è stata tra gli autori della Notte bianca di Algra editore, evento condotto da Antonella Guglielmino e patrocinato dal Comune di Nicolosi.

Il 18, 19 e 20 settembre l’autrice ha preso parte al Catania Book Festival presso il Cortile Platamone.

Il 19 marzo l’autrice è stata protagonista insieme a Donatella Motta di un recital poetico-musicale presso l’AFAM (Associazione Amici della Musica di Floridia), ospite della FIDAPA di Floridia (SR); durante la serata ha declamato alcuni passi del volume di cunti.

Il 20 marzo, in occasione dell’inaugurazione della mostra “’A via dulurusa”, l’autrice ha letto alcuni brani dalla sua raccolta di cunti “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

Il 24 aprile “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu” è stato ospite di “Save the Beauty”, manifestazione a carattere nazionale, presso il Cortile Verga a Siracusa , in occasione della serata “Sapori letterari”.

Il 3 e il 5 maggio l’autrice – anche in veste di performer – è stata ospite a Floridia in occasione dei festeggiamenti per l’Ascensione (al “Chianu ‘i Masciu Vartulu” e presso il Museo etnografico dedicato a Nunzio Bruno).

Il 9 ottobre l’autrice ha letto uno dei suoi cunti in occasione del Convegno regionale del MASCI Sicilia presso il Santuario di Maria Santissima Scala del Paradiso a Noto (SR).

Nella categoria Libri editi di poesia, QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio Letterario Il Convivio 2016 – Premio Poesia, Prosa e Arti Figurative e Premio teatrale “Angelo Musco”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta nella splendida Giardini Naxos domenica 30 ottobre. 

Il 18 novembre, durante la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato, Maria Lucia Riccioli ha parlato dei suoi libri, tra cui proprio “Quannu ‘u Signuri passava p’ ‘o munnu”.

In memoriam L.B. 

Rotaract Club Noto Terra di Eloro e i personaggi illustri del territorio

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Ricevo e pubblico:

Si è svolta ieri l’ultima attività per i presidenti dei RAC di Modica, Noto Terra di Eloro e Paternò alto Simeto.
I 3 presidenti Alice Monaco, Lorenzo Gallo e Salvatore Giuseppe Severino hanno organizzato uno splendido gemellaggio ispirato alla valorizzazione storica delle rispettive città, attraverso l’esame di personaggi noti che hanno apportato grandi contributi alla società.
Per il club di Noto Terra Di Eloro, Giuseppe Puzzo ha elegantemente esposto la vita, le opere e il pensiero di Mariannina Coffa, poetessa dalla travagliata vita sentimentale e familiare che ha però lasciato la propria impronta nella storia attraverso splendide raccolte poetiche; Giuseppe ha poi recitato una propria composizione dedicata a questa figura che per lui è sempre stata di grande ispirazione.
Per il club di Modica, la segretaria Cristiana Falla, ha portato in auge la figura di Tommaso Campailla, filosofo, poeta e medico che, oltre alla pubblicazione di varie opere filosofiche, ha regalato alla città la propria sapienza nella cura della Sifilide; attraverso gli studi e gli scritti del proprio nonno Valentino Guccione, Cristiana ha fieramente raccontato la vita, le scoperte e le opere di quest’uomo che per lungo tempo, purtroppo, non ha ricevuto la gloria che invece merita e che adesso è finalmente di pubblico dominio.
Infine, per il club di Paternò Alto Simeto, Piermanuel Cartalemi ha brillantemente presentato Michelangelo Virgillito, imprenditore e benefattore, il quale, attraverso le proprie capacità imprenditoriali, il proprio acume e l’enorme fede religiosa, ha regalato alla cittadina numerose opere pubbliche di estrema importanza tra cui il Santuario della Madonna della Consolazione, il Vecchio e il Nuovo ospedale civile Santissimo Salvatore, una fonte di acqua potabile e una fondazione “Opera Michelangelo Virgillito” per l’assistenza ai poveri, tutt’ora esistente.
Ringraziamo Federica Piluccio, prefetto del Rotaract Club Noto Terra di Eloro, per aver condotto magistralmente l’evento, le autorità Rotariane, le autorità Rotaractiane e tutti coloro che hanno preso parte all’evento.

Arianna Ruta

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Giuseppe Puzzo, estimatore della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, appassionato del nostro Ottocento letterario e musicale, ha dedicato alla Nostra vari componimenti tra cui questo, che posto in occasione del genetliaco della Coffa (la poetessa è nata infatti il 30 settembre 1841 a Noto).

A MARIANNINA COFFA CARUSO

Poetessa Netina

di Giuseppe Puzzo

O sublime spirito gentile!
L’infelicità fu il calice di tua vita!
Tanto cara a me fosti perché in te il mio io scoprì!
Un affetto a te mi lega
Che sol che nel pregare
manifestare non si può
per le diverse ere in cui il Creatore,
per qual mistero ci creò!

O sublime spirito gentile!
Il tuo Angelo dona a me
perché m’ispiri e canti come te
Patria e Dio, Amor e Umanità!
Ma Iddio piu d’ogni cosa
è al centro di mia Psiche!
Sol per lui è il mio canto,
E il lamento delle fatiche!

O sublime spirito gentile!
Quegli sguardi indefiniti
E il grazioso riso sulle labbra!
Qual lecite apparenze
che occultavano
il sanguinar del cor!
Assai dolente fu in tua vita
l’agghiacciante pena d’amor!
O sublime spirito gentile!
La poetessa e il musicista!
Un amore puro e sacro
Che nell’avello non s’estinse!
So ben ciò che vuol dire
Patire le pene dell’amor!
L’alma brucia e della vita
Ogni voglia spenta è ognor!

O sublime spirito gentile!
Il tuo tormento
Generava immani versi
e, come l’alma mia,
nei tuoi canti il mondo perfetto
lamentando desiavi!
Ma sapevi tutta mesta
Che del Terrestre Paradiso non ci son chiavi!

O sublime spirito gentile
Esiliata dalle mura natie
E le brutali amare nozze!
Delle figlie il crudel trapasso
E l’asfissiante comando del vil rozzo!
Poteva l’alma tua, o Mariannina
Desiderosa della Patria Eterna
non pensare alla morfina?

O sublime spirito gentile
Quanto dolente
E’ il Calvario della terrena vita!
Gli istanti dei tanti dì trascorriamo
Col desio dei Santi
Di volare lieti in cielo;
quella Patria dall’alme pure desiata
a cui vorrei squarciare il velo!

O sublime spirito gentile
pochi furon quelli che ti confortavan!
I tuoi versetti
per l’ amica Enrichetta
a me dicati mesto sento!
Come me il bello amavi
E fra i veleni della vita
La bellezza contemplavi!
O sublime spirito gentile
Indefinite sensazioni
La mia mole tutta assalgono
Quando attraverso via Sallicano, ove spirasti
E la via a te dicata ove venisti al mondo
nella quiete delle serate netine!
Il continuo ricordarti
per me non avrà mai fine!

O sublime spirito gentile
Quando passo dalla villetta d’Ercole
Nel tuo viso in marmo meditando
Lo sguardo non posso che posare!
Mi addolora veder che tanta gente
Lo mira senza saper di tua storia il favellìo!
Possa la tua memoria
Non cadere nell’oblìo!

La bananottera… in biblioteca!

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PRIMO APPUNTAMENTO CON LA BANANOTTERA DI MARIA LUCIA RICCIOLI, ILLUSTRAZIONI MONICA SALADINO, VERBAVOLANT EDIZIONI. 

Ringrazio di cuore Lucilla Franzò, Luciana Pannuzzo e tutti gli amici della Biblioteca comunale Santa Lucia di Siracusa…

SECONDA LETTURA DEL BELLISSIMO RACCONTO DI MARIA LUCIA RICCIOLI.

LA BANANOTTERA
E non è finita, continuiamo!
ULTIMA LETTURA DELLA BANANOTTERA
E adesso siamo arrivati alla fine della storia. Spero vi sia piaciuta.
Nana, la mia dolce bananottera gialla la cui storia, illustrata da Monica Saladino, è stata pubblicata da VerbaVolant edizioni (grazie a Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro), ha nuotato per scuole e librerie, fiere e mercatini… tra i suoi luoghi preferiti, le biblioteche, luoghi dove le parole vengono custodite e rivivono grazie al lavoro dei bibliotecari.
Ringrazio di cuore due persone speciali che resteranno sempre nel mio cuore: Pino Pennisi e Tanina Zito, che sanno perché.
Qui avete ascoltato la voce di Lucilla Franzò che ha creduto fortemente in questa storia e ha voluto leggerla anche sui social.
Grazie.
A lei e a Luciana Pannuzzo, che ha reso la Biblioteca Santa Lucia una bella oasi.
Per il montaggio di questo video ringrazio Elaine Carmen Bonsangue.

 

L’allegra brigata – conclusione

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Il mio video per l’iniziativa…

Grazie.
Carissime amiche, carissimi amici,come forse saprete si è sciolta ieri la nostra allegra brigata: si è infatti conclusa la lettura collettiva a distanza del Decameron di Boccaccio. Ci consentirete dunque di essere un po’ nostalgici…

Si è trattato di una vera e propria impresa collettiva, che ha coinvolto tutte e tutti voi, e che siamo felici e orgogliosi di aver condiviso insieme: oltre 450 lettori e lettrici da tre continenti diversi, 59 giorni, 10 brani musicali inediti, 158 video per un totale di quasi 200 ore di girato, per quella che è la prima lettura completa del Decameron disponibile online.

È stato anche – e soprattutto – il nostro modo per stare vicini, per ritrovare amici e amiche lontani, e affrontare insieme un tempo inedito e drammatico. Il divertimento e la festa, che accompagnano sempre le nostre letture collettive, hanno convissuto, sin dai primi giorni, con l’angoscia e il dolore. Proprio come i dieci giovani protagonisti del Decameron, abbiamo provato a usare la letteratura come esorcismo. Ma proprio come nel Decameron, mentre molti e molte di noi avevano il privilegio di proteggersi nelle proprie case e nei propri mondi segreti, il dolore per la perdita, la paura di una fine serpeggiavano nei cuori di tanti.

Vorremmo ringraziarvi, di cuore, per aver accolto il nostro invito anche in un tempo così cupo: la vostra passione e il vostro impegno sono stati per noi una fonte continua di motivazione. Vi siamo grati, e speriamo che la nostra amicizia non finisca qui. Siamo grati anche alla Scuola Normale, che è stata ciò che è sempre: una luce che non si spegne, un esempio, una casa accogliente. Solo la vocazione civile e il lavoro creativo, appassionato e generoso di molti hanno permesso di immaginare, costruire e gestire questa impresa così complessa.

Al termine del Decameron, l’alba sveglia i giovani: è l’alba di un tempo nuovo, un’alba bellissima, illustrata per noi dal nostro amico Gipi. Anche noi, oggi, ci risvegliamo all’alba di un tempo parzialmente nuovo: e come sempre, la scomparsa dell’angoscia provata durante la notte ci porta sollievo e allegria. Ma durante questa notte, molte persone hanno perso la vita, i propri cari, un lavoro, una fonte di dignità. Quest’alba nuova, e questa lettura, sono dedicate a tutti e tutte loro.

Dove c’è buio e incertezza
ma insieme chiarore, incanto
dove c’è gioia, benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là, in un altro luogo e ovunque
felicità nell’infelicità

il team delle Letture della Normale

Guarda il video del finale del «Decameron»
Vedi tutti i video della lettura
Esplora la mappa italiana delle provenienze dei lettori
Esplora la mappa mondiale delle provenienze dei lettori

All’iniziativa hanno preso parte lettori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e dall’estero; voci e video sono arrivati da ben tre continenti diversi, Europa, Asia, America – dall’Argentina a Dubai, dalla Germania a New York, da Los Angeles al Regno Unito. I dettagli su #NormaleNewshttps://bit.ly/2T6CN1D

https://www.facebook.com/scuolanormale/

La Normale ha organizzato le letture a distanza tramite i suoi canali social e il suo canale YouTube, per continuare a stare insieme nonostante l’isolamento. 450 I lettori coinvolti.

Pisa, 14 maggio 2020.

Si è conclusa martedì sera, 12 maggio, alle 21 la lettura collettiva a distanza del Decameron di Giovanni Boccaccio, promossa nello scorso mese di marzo dagli allievi e dalle allieve della Scuola Normale Superiore. La lettura rientra in una delle più note tradizioni della Normale, che ogni anno raduna a Pisa centinaia di lettori e lettrici per leggere insieme, ad alta voce, un capolavoro della letteratura italiana o straniera. Le Letture della Normale (questo il nome dell’iniziativa) sono anche un modo per creare una forma di socialità attorno alla cultura, per abbattere le barriere: tutti possono leggere, senza vincoli d’età, di genere, di provenienza.

Infatti hanno risposto all’ invito lettori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e dall’estero; voci e video sono arrivati da ben tre continenti diversi, Europa, Asia, America – dall’Argentina a Dubai, dalla Germania a New York, da Los Angeles al Regno Unito. Una lettura anche intergenerazionale: uomini e donne di tutte le età hanno offerto il loro contributo per dare voce ad un grande classico che si è rivelato straordinario terreno di incontro di volti, luoghi, età, mondi distanti ma per un momento così vicini.

La Normale ha organizzato la lettura tramite i suoi canali social e il suo canale YouTube: oltre 450 lettori e lettrici si sono uniti idealmente, e hanno prestato la loro voce alle pagine di Boccaccio.

Il risultato è stata una vera e propria maratona, della durata di 59 giorni: ogni giorno (comprese le domeniche, la Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio), la Normale ha diffuso due o tre video, per un totale di 158 video e di quasi 200 ore di girato, tutte disponibili, ora, sul canale YouTube della Normale, in quella che è la prima lettura collettiva integrale del Decameron disponibile online.

Migliaia anche le visualizzazioni, con un pubblico molto vasto e affezionato: nei due mesi della lettura, il canale YouTube della Normale ha visto un balzo in avanti estremamente significativo nel numero degli iscritti. Tutti i video sono disponibili online, sul canale YouTube della Normale, in una playlist dedicata.

In più, in questa edizione virtuale le Letture sono state anche canto: dieci artisti della musica indipendente italiana hanno regalato alla Normale e a tutti i lettori e gli ascoltatori del Decameron dieci brani inediti, ognuno dei quali interpreta una delle dieci canzoni finali che concludono ciascuna giornata di novelle. Dal jazz (con Petra Magoni Frida Bollani Magoni) al rock indie (con Esterina e i Campos), dal folk (con la Serpe d’Oro) fino alla musica elettronica (con l’idolo del pubblico più giovane, Giancane). Questi dieci brani diverranno presto un disco: il primo cd che trasforma in musica le canzoni dei giovani protagonisti del Decameron.

Tra i molti doni arrivati dai molti amici delle Letture della Normale non c’è soltanto la musica: gli ultimi due tedofori della maratona sono stati infatti un grandissimo attore e un grandissimo artista. L’ultima pagina del Decameron è stata letta da Sandro Lombardi, attore otto volte premio Ubu, e l’alba che sorge su Firenze è stata illustrata dall’illustratore e regista Gipi, primo fumettista a essere finalista del premio Strega nel 2014.

Questa edizione virtuale delle Letture della Normale – di così straordinario impatto – è stata resa possibile dal lavoro di allieve ed allievi e alumni del corso ordinario e di perfezionamento della Scuola (Giorgio Di DomenicoEdoardo GalfrèFrancesco MorosiGiorgio MotisiDaniele MustoMargherita NimisMarcello ReggianiChiara SchiratoMarco Signori) con la guida e il coordinamento registico di Giovanni Guerrieri (I Sacchi di Sabbia) e il supporto tecnico al mixaggio audio e montaggio video di Andrea Freccioni (SNS).

In risposta alle recenti decisioni delle autorità italiane in merito all’emergenza covid-19, e nella speranza di ritrovarsi a settembre per la canonica lettura annuale, la Scuola Normale Superiore ha pensato di organizzare una lettura straordinaria: a distanza!

Il testo che leggeremo insieme a partire dalla metà di marzo è uno dei testi fondamentali della letteratura italiana, oggi piuttosto attuale: il «Decameron» di Giovanni Boccaccio. Proprio come i dieci protagonisti del Decameron, ci terremo compagnia – anche se a distanza – con le cento novelle, che ci racconteremo utilizzando le nuove tecnologie: ogni lettore e lettrice avrà un piccolo brano, che potrà leggere in video; una volta ricevuti i video, li legheremo insieme, e ogni giorno pubblicheremo due novelle sui canali social della SNS e sulla pagina Facebook delle Letture della Normale.

Naturalmente, non c’è limite al numero di partecipanti, e non ci sono capacità pregresse necessarie: come sempre, il bello è stare insieme, anche se a distanza! Se volete partecipare con noi a questa nuova impresa, SCRIVETE A DECAMERON@SNS.IT ENTRO E NON OLTRE LE ORE 24 DI LUNEDÌ 16 MARZO: a mano a mano che riceveremo le vostre adesioni, vi assegneremo un piccolo brano, con le istruzioni per partecipare e la data di consegna del vostro video.

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

Fino all’11 maggio due novelle al giorno dell’opera di Giovanni Boccaccio sulle pagine social della Scuola Normale.

Pisa, 16 marzo 2020.

Non saranno sette nobili ragazze e tre giovani uomini a far parte dell’allegra brigata che racconterà le 100 novelle del Decameron, ma molti di più. Sono oltre 300 le persone “reclutate” dall’Italia ma anche dall’estero per intraprendere la lettura, naturalmente a distanza, del capolavoro di Giovanni Boccaccio.

Da oggi lunedì 16 marzo fino a martedì 11 maggio  ogni giorno, sulla pagina Facebook delle Letture della Normale e sul canale YouTube saranno pubblicati i video girati da lettori e lettrici, per un totale di circa due novelle al giorno. La pubblicazione seguirà orari fissi (le 11, le 18,30 e talvolta anche le 15), illustrati nel programma generale delle letture. L’iniziativa si intitola, appunto, “L’allegra brigata, lettura collettiva a distanza del Decameron“.

Le “Letture della Normale” sono una lunga tradizione di condivisione e cultura. Ogni anno, gli allievi e le allieve della Scuola Normale organizzano una lettura collettiva dedicata a un grande capolavoro della letteratura, italiana o mondiale. L’ultima occasione si è verificata la scorsa estate nel Palazzo della Carovana della Normale, a Pisa, con gli Idilli le Operette morali di Leopardi.

Stavolta, come i giovani che nell’opera boccaccesca decidono di lasciare Firenze e rifugiarsi in campagna per sfuggire al contagio della peste e al degrado morale, i lettori e i fruitori intraprenderanno questa impresa, per riscoprire il piacere della lettura e dell’ascolto delle migliori pagine della letteratura italiana, e condividerlo insieme.

https://normalenews.sns.it/unallegra-brigata-di-300-persone-intraprende-da-oggi-la-lettura-del-decameron-a-distanza?fbclid=IwAR2ntG57Wts8WrNIq_U5mkscaXrjdqtClAFk3yOBYJBL_BEyJT5BuNYPMaI

Il testo è disponibile qui:

http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000267?fbclid=IwAR0x4zB8e5YgiBGwIs1FPOreE8sTP-TuefoJKZPjEixn1dALL6UfEiuZE_8

Potevo non raccogliere questo invito?

https://www.facebook.com/scuolanormale/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARCKzkebeDADrWYmB35w5SwW1mfRcedRKFVPIWvlxCIg8ZFFi3qBW-m_0cwXYMBM4YjwEXhaG-PsHOYA

Fiera e felice di aver partecipato!

L’allegra brigata – decima giornata

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All’iniziativa hanno preso parte lettori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e dall’estero; voci e video sono arrivati da ben tre continenti diversi, Europa, Asia, America – dall’Argentina a Dubai, dalla Germania a New York, da Los Angeles al Regno Unito. I dettagli su #NormaleNewshttps://bit.ly/2T6CN1D

https://www.facebook.com/scuolanormale/

La Normale ha organizzato le letture a distanza tramite i suoi canali social e il suo canale YouTube, per continuare a stare insieme nonostante l’isolamento. 450 I lettori coinvolti.

Pisa, 14 maggio 2020.

Si è conclusa martedì sera, 12 maggio, alle 21 la lettura collettiva a distanza del Decameron di Giovanni Boccaccio, promossa nello scorso mese di marzo dagli allievi e dalle allieve della Scuola Normale Superiore. La lettura rientra in una delle più note tradizioni della Normale, che ogni anno raduna a Pisa centinaia di lettori e lettrici per leggere insieme, ad alta voce, un capolavoro della letteratura italiana o straniera. Le Letture della Normale (questo il nome dell’iniziativa) sono anche un modo per creare una forma di socialità attorno alla cultura, per abbattere le barriere: tutti possono leggere, senza vincoli d’età, di genere, di provenienza.

Infatti hanno risposto all’ invito lettori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e dall’estero; voci e video sono arrivati da ben tre continenti diversi, Europa, Asia, America – dall’Argentina a Dubai, dalla Germania a New York, da Los Angeles al Regno Unito. Una lettura anche intergenerazionale: uomini e donne di tutte le età hanno offerto il loro contributo per dare voce ad un grande classico che si è rivelato straordinario terreno di incontro di volti, luoghi, età, mondi distanti ma per un momento così vicini.

La Normale ha organizzato la lettura tramite i suoi canali social e il suo canale YouTube: oltre 450 lettori e lettrici si sono uniti idealmente, e hanno prestato la loro voce alle pagine di Boccaccio.

Il risultato è stata una vera e propria maratona, della durata di 59 giorni: ogni giorno (comprese le domeniche, la Pasqua, il 25 aprile, il primo maggio), la Normale ha diffuso due o tre video, per un totale di 158 video e di quasi 200 ore di girato, tutte disponibili, ora, sul canale YouTube della Normale, in quella che è la prima lettura collettiva integrale del Decameron disponibile online.

Migliaia anche le visualizzazioni, con un pubblico molto vasto e affezionato: nei due mesi della lettura, il canale YouTube della Normale ha visto un balzo in avanti estremamente significativo nel numero degli iscritti. Tutti i video sono disponibili online, sul canale YouTube della Normale, in una playlist dedicata.

In più, in questa edizione virtuale le Letture sono state anche canto: dieci artisti della musica indipendente italiana hanno regalato alla Normale e a tutti i lettori e gli ascoltatori del Decameron dieci brani inediti, ognuno dei quali interpreta una delle dieci canzoni finali che concludono ciascuna giornata di novelle. Dal jazz (con Petra Magoni Frida Bollani Magoni) al rock indie (con Esterina e i Campos), dal folk (con la Serpe d’Oro) fino alla musica elettronica (con l’idolo del pubblico più giovane, Giancane). Questi dieci brani diverranno presto un disco: il primo cd che trasforma in musica le canzoni dei giovani protagonisti del Decameron.

Tra i molti doni arrivati dai molti amici delle Letture della Normale non c’è soltanto la musica: gli ultimi due tedofori della maratona sono stati infatti un grandissimo attore e un grandissimo artista. L’ultima pagina del Decameron è stata letta da Sandro Lombardi, attore otto volte premio Ubu, e l’alba che sorge su Firenze è stata illustrata dall’illustratore e regista Gipi, primo fumettista a essere finalista del premio Strega nel 2014.

Questa edizione virtuale delle Letture della Normale – di così straordinario impatto – è stata resa possibile dal lavoro di allieve ed allievi e alumni del corso ordinario e di perfezionamento della Scuola (Giorgio Di DomenicoEdoardo GalfrèFrancesco MorosiGiorgio MotisiDaniele MustoMargherita NimisMarcello ReggianiChiara SchiratoMarco Signori) con la guida e il coordinamento registico di Giovanni Guerrieri (I Sacchi di Sabbia) e il supporto tecnico al mixaggio audio e montaggio video di Andrea Freccioni (SNS).

In risposta alle recenti decisioni delle autorità italiane in merito all’emergenza covid-19, e nella speranza di ritrovarsi a settembre per la canonica lettura annuale, la Scuola Normale Superiore ha pensato di organizzare una lettura straordinaria: a distanza!

Il testo che leggeremo insieme a partire dalla metà di marzo è uno dei testi fondamentali della letteratura italiana, oggi piuttosto attuale: il «Decameron» di Giovanni Boccaccio. Proprio come i dieci protagonisti del Decameron, ci terremo compagnia – anche se a distanza – con le cento novelle, che ci racconteremo utilizzando le nuove tecnologie: ogni lettore e lettrice avrà un piccolo brano, che potrà leggere in video; una volta ricevuti i video, li legheremo insieme, e ogni giorno pubblicheremo due novelle sui canali social della SNS e sulla pagina Facebook delle Letture della Normale.

Naturalmente, non c’è limite al numero di partecipanti, e non ci sono capacità pregresse necessarie: come sempre, il bello è stare insieme, anche se a distanza! Se volete partecipare con noi a questa nuova impresa, SCRIVETE A DECAMERON@SNS.IT ENTRO E NON OLTRE LE ORE 24 DI LUNEDÌ 16 MARZO: a mano a mano che riceveremo le vostre adesioni, vi assegneremo un piccolo brano, con le istruzioni per partecipare e la data di consegna del vostro video.

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa

Fino all’11 maggio due novelle al giorno dell’opera di Giovanni Boccaccio sulle pagine social della Scuola Normale.

Pisa, 16 marzo 2020.

Non saranno sette nobili ragazze e tre giovani uomini a far parte dell’allegra brigata che racconterà le 100 novelle del Decameron, ma molti di più. Sono oltre 300 le persone “reclutate” dall’Italia ma anche dall’estero per intraprendere la lettura, naturalmente a distanza, del capolavoro di Giovanni Boccaccio.

Da oggi lunedì 16 marzo fino a martedì 11 maggio  ogni giorno, sulla pagina Facebook delle Letture della Normale e sul canale YouTube saranno pubblicati i video girati da lettori e lettrici, per un totale di circa due novelle al giorno. La pubblicazione seguirà orari fissi (le 11, le 18,30 e talvolta anche le 15), illustrati nel programma generale delle letture. L’iniziativa si intitola, appunto, “L’allegra brigata, lettura collettiva a distanza del Decameron“.

Le “Letture della Normale” sono una lunga tradizione di condivisione e cultura. Ogni anno, gli allievi e le allieve della Scuola Normale organizzano una lettura collettiva dedicata a un grande capolavoro della letteratura, italiana o mondiale. L’ultima occasione si è verificata la scorsa estate nel Palazzo della Carovana della Normale, a Pisa, con gli Idilli le Operette morali di Leopardi.

Stavolta, come i giovani che nell’opera boccaccesca decidono di lasciare Firenze e rifugiarsi in campagna per sfuggire al contagio della peste e al degrado morale, i lettori e i fruitori intraprenderanno questa impresa, per riscoprire il piacere della lettura e dell’ascolto delle migliori pagine della letteratura italiana, e condividerlo insieme.

https://normalenews.sns.it/unallegra-brigata-di-300-persone-intraprende-da-oggi-la-lettura-del-decameron-a-distanza?fbclid=IwAR2ntG57Wts8WrNIq_U5mkscaXrjdqtClAFk3yOBYJBL_BEyJT5BuNYPMaI

Il testo è disponibile qui:

http://www.bibliotecaitaliana.it/testo/bibit000267?fbclid=IwAR0x4zB8e5YgiBGwIs1FPOreE8sTP-TuefoJKZPjEixn1dALL6UfEiuZE_8

Potevo non raccogliere questo invito?

https://www.facebook.com/scuolanormale/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARCKzkebeDADrWYmB35w5SwW1mfRcedRKFVPIWvlxCIg8ZFFi3qBW-m_0cwXYMBM4YjwEXhaG-PsHOYA

https://www.facebook.com/scuolanormale/

Ecco la decima giornata…

#LaNormaleDaTe #iorestoacasa