Note Tricolori

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https://www.facebook.com/NoteTricolori2020

Ecco il gruppo Facebook dedicato ad una nuova realtà, non meno vera perché virtuale…

Durante la pandemia ho partecipato a VC6, ovvero Virtual Choir 6, il progetto corale virtuale di Eric Whitacre.

Il video di SING GENTLY ha raggiunto un milione di visualizzazioni in una sola settimana… per non parlare delle interviste, dei programmi radiofonici televisivi e on line in cui si è parlato di questo fenomeno davvero globale: 17572 coristi di 129 paesi del mondo!

The countdown is on… https://youtu.be/InULYfJHKI0

May we stand together, always,
May our voice be strong.
May we hear the singing and
May we always sing along.

🎹🎼🎵🎶🎙🎚🎛🎤🎧

 

https://www.facebook.com/groups/virtualchoir6/

https://www.facebook.com/groups/3272079262811968/

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric?fbclid=IwAR3u_zNyZCAGPpJQccgHm1k1tDqjg0Xt8xcyoKA54ZoNthidJdsn-4UOXeU (un fotomosaico carinissimo su Musically)

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric?fbclid=IwAR3u_zNyZCAGPpJQccgHm1k1tDqjg0Xt8xcyoKA54ZoNthidJdsn-4UOXeU# Here I ammmmmmmmmmmmmm!

https://mosaically.com/photomosaic/23578c1b-4a24-44e3-af62-61a33f17a50e?fbclid=IwAR1cH-olEjF9J0k72O_dH33fOJB7DNyNug06gA0VsI2rPCMpp4PUnK1Vxdg

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https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?fbclid=IwAR0ypj0lY24kLBEoVU3BH4B3furUYwcRqTnI4UbXPF-hS079KayAzlFJ-X4&mid=19i_TUMjK2_gYyjTsHh5j6kqfIyUwEwer&ll=39.50525792958635%2C18.33733918437497&z=6 (io nella mappa italiana)

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?fbclid=IwAR3kpicWG6VVCQHuiLxzRrUHPB8grr-nNEmOD57H-YvQQctOtJ665mnXOx0&mid=1KKwIbm3KjDULnL0Va0gIz6OkMbvirCrn&ll=38.14653814389585%2C14.37683260468749&z=7 (VC6 map)

E adesso, come una costola di VC6, ecco nascere il progetto NOTE TRICOLORI…

13/09/2020 Save this date!
Oggi presentiamo il nostro primo brano inedito “Dança dos pássaros”, poesia del nostro basso Arturo Aversente e musica di Laura Brambilla, alla quale diamo il nostro più grande ringraziamento nel creare il montaggio audio-video ma anche per la composizione di questa fantastica melodia.
Enjoy it!
Note Tricolori – Italian Virtual Choir 🎶 💚 🤍 ❤️ 🎶
“Dança dos pássaros”
Testo di Arturo Aversente ©2017
Musica di Laura Brambilla ©2020
P.S. si raccomanda ascolto in cuffie 🎧
 
 
 
SOPRANI
Didem Oezyurt
Flaminia Bizzarri
Laura Brambilla
Bernardetta Mainas
Sara Cabriolu
Silvia Nofri
 
CONTRALTI
 
Carmela Micalizzi
Elisabetta Cuzzolin
Francesca Meliota
Gabriella Cangialosi
Raffaella Vitale
 
TENORI
 
Roberta E. Sonnino
Alessio Faedda
Emanuele Piras
Giovanni Longobardi
 
BASSI
 
Lauro Casali
Ovidio Dascalete
Antonio Massarini 
Arturo Aversente
 
Montaggio audio/ video Laura Brambilla
 
E non è finita… stay tuned perché arriveranno altre sorprese!
 
Ecco altro materiale su VC6…
 
So happy and proud to be part of this!
Music is the unspoken language that makes us ONE.

Last Christmas, with the a cappella choir “Giuseppe De Cicco” directed by maestro Maria Carmela De Cicco, I sang “Lux Aurumque” written by the American composer Eric Whitacre.

Me and my colleague Marta Miccoli were the earlly sopranos, that actually perform the role of an eventual soloist: what a great emotion to keep firm those long notes, the breaths and most of all to say NATUS, singing the birth of Light, that Christ who is born, Light of the Father and of the Holy Spirit for the world…

After that, the strange and restless times of Covid 19. 

Uncertainties, fears, hope.

And this challenge, of which I real almost in passing, was it just “a challenge”? No, a way to test me, to learn a new piece. 

Together with 17.571 people from 129 countries.

Singers from all over the world… united in the name of music and gentleness, yes.

Because we are in need of sweetness and kindness and gentleness and consolation, in times of coronavirus.

We need to do something, to play and make music TOGETHER, as Ezio Bosso (never too mourned) insided to say.

And here I am!

https://www.classical-music.com/news/eric-whitacre-to-release-new-work-for-virtual-choir/?fbclid=IwAR3hyuKUzpyCnh-8p7CTVSUbQuf8DsxA3-T9vkkmA9kgfcskASb34Aw4scg

https://blog.google/products/youtube/virtual-choir-6/?fbclid=IwAR0cObblKUDw64YoGnYywQyqqt7pPV688YtJet1WGqgciKJiVmN5t6BhrCI

https://www.bbc.co.uk/sounds/play/w3cszvbh

https://www.yourclassical.org/programs/performance-today/episodes/2020/07/29?fbclid=IwAR2rp7Hs2srr0oFAe_sFT1iBAL2tC5EkXdkryaSf952Yh6QEswSGBy3Cli0

Episode 39: The Birth and Maturation of the Virtual Choir with Eric Whitacre

https://www.nammfoundation.org/articles/2020-07-31/eric-whitacres-virtual-choir-6-unites-time-crisis-and-isolation

Watch Sing Gently by a virtual choir of 17,572 singers!

A friend passed along this video of 17,572 singers from 129 countries performing Eric Whitacre’s “Sing Gently,” and included a poem by Bertolt Brecht

In the dark times
Will there also be singing?
Yes, there will also be singing
About the dark times.
– Bertolt Brecht, motto to Svendborg Poems, 1939

“It turns out singing is a perfect way to spread coronavirus. So, what’s a choral singer to do? Well, one could join a virtual choir, and that’s what over 17,000 people did.” — NPR

https://view.newsletters.cnn.com/messages/15975812096902abfedd01630/raw?utm_term=15975812096902abfedd01630&utm_source=Five%20Things%20for%20Sunday%2C%20Aug%2016%202020&utm_medium=email&utm_campaign=236321_1597581209693&bt_ee=MQhZxTrLVEDSSFOyXJWWNJGBFXi2plv0Nnhjxw57YzkisOCH7bkDEryiKL1TAAd4&bt_ts=1597581209693&fbclid=IwAR1zQr2Qa_V5L6HvWRdJtmIFmF6U6R-SEvrh0l9SZGEQvIJNu9U-ZYoDA5Q

Sing Gently is now in print; check out the dedication! Thank you all, each and every one of you who participated, for bringing this piece — and ten years of virtual choirs — to life.
The sheet music is now available for preorder from the Hal Leonard website. Woo hoo!
 
Let’s “play”!
 
 
 
CBS Sunday Morning with Jane Pauly… a little preview!
 
 

THINKTANK

Virtual Choir 6 Media Coverage

July 16, 2020

We’ll be updating this list as we become aware of more moments and features.

Come potete vedere, nella sezione MEDIA COVERAGE di VC6 è citato anche il mio articolo – scritto sia in Italiano che in Inglese – per LA CIVETTA DI MINERVA…

 

I cori virtuali in tempo di pandemia: “Possa il nostro canto essere musica per gli altri”

In tempo di pandemia sono stati molteplici e variegati i progetti “social”: letture condivise, video di sensibilizzazione, protesta, riflessione, solidarietà, flash mob dai balconi, dalle finestre, dai terrazzi… arte, poesia, teatro. Musica.
Uno dei fenomeni che anche i sociologi stanno studiando è quello dei cori virtuali, che non sono certo nati in tempo di Covid ma sicuramente hanno subito un’accelerazione esponenziale: per un gruppo vocale la quarantena ha rappresentato l’impossibilità di provare ed esibirsi – nelle scuole e nelle università, nei centri culturali, nelle chiese e in genere negli edifici sacri, in teatro.
Come ovviare a questa sosta forzata? La tecnologia, spesso accusata di isolare e dividere le persone, ha offerto la possibilità di provare virtualmente – impossibile ricreare online la magia delle prove d’insieme, dell’intrecciarsi delle singole frequenze, dei respiri, degli sguardi tra coristi e tra coro e direttore, ma tant’è – e di registrare la propria linea vocale da mixare insieme a quelle dei colleghi, non necessariamente dello stesso gruppo o paese, per interpretare un brano classico o contemporaneo, magari scritto per l’occasione.
Eric Whitacre, compositore americano, vincitore di un Grammy per l’album “Light & Gold”, non è di certo nuovo a questo tipo di esperienza, anzi possiamo dire che ne sia stato quasi uno dei pionieri: il suo progetto “Virtual Choir” quest’anno è giunto alla sua sesta edizione, resa però speciale e per certi versi irripetibile dal periodo in cui è stata progettata e poi è giunta in porto.

Sing Gently”, il brano composto da Eric Whitacre proprio per evidenziare quanto sia grande il potere della musica, capace di sollevare mente cuore e spirito, di fare di tante individualità una comunità, di creare connessioni ponti canali di comunicazione ad ogni livello, da quello meramente fisico ad altri più sottili, è stato infatti cantato da un coro virtuale che comprende 17572 coristi da centoventinove paesi del mondo; la première mondiale del video è stata trasmessa in diretta su YouTube il 19 luglio ed è stata anticipata, accompagnata e seguita da interviste, trasmissioni televisive, radiofoniche e in streaming, come quelle su CBS Sunday, Classic FM (UK) e De Muziekfabriek su Radio 4 (Paesi Bassi), articoli come quello su Forbes.
Un evento senza precedenti: cantanti professionisti e dilettanti hanno provato, studiato per giorni e settimane confrontandosi con Eric Whitacre, con il suo staff e con colleghi dall’altra parte del mondo pronti a incoraggiare, a collaborare per il progetto comune senza protagonismi ma con il desiderio di dare il meglio di sé, consapevoli che in un coro il tutto è maggiore della somma delle parti, che età etnia aspetto fisico condizione sociale convinzioni politiche cultura religione non sono etichette ma colori di un affresco (l’aspetto inclusivo del progetto non è poco significativo: il brano è stato eseguito anche nella versione in ASL, Lingua Americana dei Segni, e la versione in Braille ha permesso di cantarlo anche ai coristi con disabilità visive).
Ecco il link al video di “Sing Gently”, la cui grafica è basata sull’arte giapponese del kintsugi – letteralmente “riparare con l’oro”, dato che il brano è basato sul potere catartico della musica, capace di lenire le ferite dello spirito con la dolcezza del canto: https://www.youtube.com/watch?v=InULYfJHKI0

Mi si permetta una notazione personale: è difficile spiegare cosa abbia rappresentato per me la partecipazione a questo progetto. Conoscevo già un pezzo di Whitacre, “Lux Aurumque”, che avevo cantato lo scorso Natale con il coro polifonico europeo “Giuseppe De Cicco”, ma “Sing Gently” è stato il mio inno della pandemia, il mio modo per restare connessa anche solo tramite pc telefono e cuffiette al mondo della coralità e della musica – che insieme alla letteratura è il pane della mia anima -: studiare il pezzo, fare vocalizzi e scale, chattare sul gruppo Facebook dedicato a “Virtual Choir 6” con coristi di tutto il mondo sentendomi parte di una famiglia corale e non una monade, creare insieme ad altri coristi italiani una costola di VC6, “Note tricolori” (ricordo qui le siciliane del progetto, Carmela Micalizzi, Giusi Nasello e Raffaella Vitale), avere la possibilità di seguire le discussioni tra maestri e musicisti, seguire le loro lezioni di canto, poter rivolgere loro delle domande, sapere che grazie alla scientifica magia dei fusi orari tutto il globo stava imparando “Sing Gently” proprio come me che pensavo alla Didattica a Distanza, che pulivo cucinavo leggevo con la linea vocale del pezzo in testa… ecco, tutto questo mi ha donato gioia. E la consapevolezza che il mio piccolo mattone, insieme a quello di altre 17571 persone, lascerà una piccola impronta vocale nell’etere, una sorta di eredità vocale, di “testamento” sonoro per chi vorrà lasciarsi cullare dalle parole – che qui tento di parafrasare molto liberamente – e dalle note di Eric Whitacre: “Che possiamo sempre cantare insieme / Che la nostra voce sia dolce / Possa il nostro canto essere musica per gli altri / E che possa sempre sollevare gli altri / Cantate, cantate, gentilmente, sempre / Cantate, cantate a una sola voce, sempre / Che possiamo rimanere saldi e forti / Che possiamo sempre ascoltare il canto / e che possiamo sempre cantare assieme”.

 

In time of pandemic manifold and variegated have been the “social” projects: shared readings, awareness or protest or reflection or solidarity videos, flash mob from the balconies, windows, terraces… art, poetry, theatre. Music.

One of the phenomena that sociologists are also studying is that of virtual choirs, which are certainly not born in Covid’s time but certainly have undergone an exponential acceleration: for a vocal group the quarantine represented the impossibility of reharsaling and performing – in schools and universities, in cultural centers, in churches and in general in sacred buildings, in the theatres.

How can we avoid this forced stop? Technology, often accused of isolating and dividing people, has offered the possibility to reharsal virtually – impossible to recreate online the magic of ensemble rehearsals, of the intertwining of individual frequencies, of breaths, of the looks between choristers and between choir and conductor, but anyway – and to record your own vocal line to mix together with those of colleagues, not necessarily from the same group or country, to interpret a classic or contemporary piece, perhaps written for the occasion.

Eric Whitacre, American composer, winner of a Grammy Award for the album “Light & Gold”, is certainly not new to this type of experience, indeed we can say that he was almost one of the pioneers: his project “Virtual Choir” this year has reached its sixth edition, however made special and in some ways unrepeatable from the period in which it was designed and then came to port.

“Sing Gently”, the song composed by Eric Whitacre precisely to highlight how great the power of music is, capable of raising mind, heart and spirit, of making many individuals a community, of creating connections, bridges of communication channels at all levels, from the purely physical one to others more subtle, was in fact sung by a virtual choir that includes 17572 choristers from one hundred and twenty-nine countries of the world; the world premiere of the video was broadcast live on YouTube on July 19 and was anticipated, accompanied and followed by interviews, television, radio and streaming broadcasts, such as those on CBS Sunday, Classic FM (UK) and De Muziekfabriek on Radio 4 (Netherlands), articles like the one on Forbes.

An unprecedented event: professional and amateur singers have tried, studied for days and weeks comparing themselves with Eric Whitacre, with his staff and with colleagues on the other side of the world ready to encourage, to collaborate for the common project without protagonists but with the desire to give the best of oneself, aware that in a choir the whole is greater than the sum of the parts, that age ethnicity physical aspect social condition political beliefs culture religion are not labels but colors of a fresco (the inclusive aspect of the project is very significant: the song was also performed in the version in ASL, American Sign Language, and the Braille version allowed choristers with visual impairments to sing it too).

Here is the link to the video for “Sing Gently”, whose graphics are based on the Japanese art of kintsugi – literally “repairing with gold”, given that the song is based on the cathartic power of music, capable of alleviating the wounds of the spirit with the sweetness of: https://www.youtube.com/watch?v=InULYfJHKI0

Allow me a personal notation: it is difficult to explain what participation in this project represented for me. I already knew a piece of Whitacre, “Lux Aurumque”, which I had sung last Christmas with the European polyphonic choir “Giuseppe De Cicco”, but “Sing Gently” was my anthem of the pandemic, my way to stay connected even if only via PC phone and headphones to the world of choral and music – which together with literature is the bread of my soul -: study the piece, make vocalizations and scales, chat on the Facebook group dedicated to “Virtual Choir 6” with choristers from all over the world feeling like part of a choral family and not a monad, create together with other Italian choristers a rib of VC6, “Note tricolori” (I remember the Sicilians of the project, Carmela Micalizzi, Giusi Nasello and Raffaella Vitale), to have the opportunity to follow discussions between teachers and musicians, following their singing lessons, being able to ask them questions, knowing that thanks to the scientific magic of time zones, the whole globe was learning “Sing Gently” just like me, who was thinking of The Distance Learning, which I cleaned cooking, I read with the vocal line of the piece in the head… here, all this has given me joy. And the awareness that my little brick, together with that of 17571 other people, will leave a small vocal imprint in the ether, a sort of vocal inheritance, of sound “testament” for those who want to be lulled by words – which I try to paraphrase here very freely – and from the notes of Eric Whitacre: “May we sing together, always, / May our voice be soft, / May our singing be music for others, / and may it keeps others aloft. / Sing gently, always, / sing gently as one. / May we stand together, always, / May our voice be strong, / May we hear the singing, always, / and may we always sing along. / Sing gently, always, / Sing gently as one”.

 

 

Sicilia Dime Novels: l’antologia in tour

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Sai cos’è e come si scrive una buona Dime?
Hai il dono della sintesi?
Sai raccontare in 3000 caratteri spazi inclusi, una storia avvincente?
Partecipa al MINIDIME 2020 e se la giuria giudicherà vincitrice la tua Minidime avrai l’onore di essere pubblicato nella nostra seconda Antologia.
Leggi bene il regolamento.
Forza.
MDIME

La seconda Antologia conterrà il The Best della seconda edizione del Contest recentemente conclusasi più la migliore Minidime del Minidime 2020. Non è necessario aver partecipato né alla prima, né alla seconda edizione del Contest principale. Questo è un evento una tantum che, assegna un solo premio a chi si attiene maggiormente al concetto di DIME NOVELS in soli 3000 caratteri spazi inclusi.

Intanto parte il tour delle presentazioni dell’antologia della prima edizione del concorso letterario.

Nuove variazioni al nostro Tour Settembrino di presentazione dell’Antologia 2019.
Resta immutata la data di Mascalucia, Venerdi 11 settembre ore 20,30 alla Delegazione di Massannunziata.
Cambia la data di Enna che viene anticipata a Domenica 13 settembre alle ore 16,30 nella splendida cornice del Lago Nicoletti, ospiti del Circolo Velico Tre Laghi di Enna.
Immutata la data del 24 settembre a Giarre alle ore 18,30.

Mdoc

https://mascaluciadoc.org/2020/09/13/sicilia-dime-novels-arriva-la-prima-presentazione-dellantologia/?fbclid=IwAR1BUJ7gOOSAVAyPv1mXs2MtM_c-RtCOi7ITSP9xZf9-3mt7ZYMbr70Jlrc (la prima presentazione…)

La seconda presentazione: https://mascaluciadoc.org/2020/09/16/sicilia-dime-novels-atterra-anche-a-enna-la-seconda-presentazione-dellantologia/?fbclid=IwAR2eAYqa_4aL44jHZBz1Y3HRSpfl3-68M74XfuR6El-6oNSESIRFCYjyLHU

Ecco altro materiale sul contest, che mi ha regalato tante soddisfazioni ed emozioni.

https://mascaluciadoc.org/2020/08/03/scatti-dal-contest-sicilia-dime-novels/?fbclid=IwAR029Q3tVhH6SWHz6o2sK752ATjxkaKN-6uyvVK5o-hVtT71xii2ezrXqFc (gli scatti della serata di premiazione)

L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali e primo piano, il seguente testo "SICILIA DIME NOVELS Secondo Posto Maria Lucia Riccioli"

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi e fiore

Maria Lucia Riccioli è la seconda classificata con una bellissima e struggente DIME.
Dato statistico del Contest: la scrittrice siracusana era arrivata seconda anche lo scorso anno.

L'immagine può contenere: 1 persona, occhiali, il seguente testo "MASCALUCIA DOC Albo d'oro Sicilia Dime Novels Secondi classificati 2019 MARIALUCIA RICCIOLI 2020 MARIA LUCIA RICCIOLI"

Curiosità di Sicilia Dime Novels.
Ha dell’incredibile il percorso di Maria Lucia Riccioli a Sicilia Dime Novels.
Due partecipazioni, due volte ad un passo dalla vittoria.
Non è sfortuna, ma talento purissimo.
Due Giurie assolutamente diverse, hanno valutato i testi dell’autrice siracusana di altissimo livello.
Abbiamo visto Maria Lucia assolutamente soddisfatta e raggiante per l’esito.
Una scrittrice eccezionale.
MDIME

Una serata mascaluciota all’insegna della letteratura, della musica e del teatro…
Sono reduce dalla serata di premiazione del concorso letterario SICILIA DIME NOVELS curato dall’associazione MASCALUCIA DOC, che mi accoglie con calore una seconda volta, dopo la mia conquista del podio (secondo posto) con il mio racconto, una fanfiction dedicata ad Andrea Camilleri appena scomparso, “Un caffè per il commissario” (che mi è valsa tra l’altro la menzione nella bibliografia camilleriana! http://www.vigata.org/bibliografia/biblios.shtml).

2020

a cura di Mascalucia Doc A.C.

Sicilia Dime Novels

Algra

Con il racconto di Maria Lucia Riccioli Un caffè per il commissario, con protagonista il Commissario Montalbano.

(photo courtesy Maria Fiorito)
Come ha simpaticamente affermato Flaminia Belfiore, donna dal garbo raro, sempre elegante e professionale, una vera colonna del nostro giornalismo televisivo e non solo, ormai sono il Toto Cutugno del concorso letterario: anche stavolta ho conquistato la seconda posizione nella sezione racconti, con la mia dime SUL FILO DELLA MEMORIA.
Rubo queste immagini dalla pagina di Pennagramma, circolo letterario, insieme al loro rendiconto della serata…
Successo di pubblico alla premiazione della seconda edizione del contest letterario Sicilia Dime Novels che avuto luogo martedì 28 luglio al Parco Manenti di Mascalucia (CT). Numerosi gli scrittori premiati per i loro racconti: lo scrittore del Circolo Letterario Pennagramma, Clemente Cipresso, a cui è stato conferito il Premio Camilleri per il racconto dal titolo “Sopra il filo di una ragnatela”; lo scrittore Antonino Impellizzeri a cui è stato conferito il Premio Cutrufelli per il racconto dal titolo “Pratiche d’ufficio”; la scrittrice Daniela Ginex che si è aggiudicata il terzo posto con il racconto dal titolo “Il miracolo”, la scrittrice Maria Lucia Riccioli a cui è stato assegnato il penultimo posto con il racconto dal titolo “Sul filo della memoria”, e infine lo scrittore Christian Leone Magrì vincitore del Premio Sicilia Dime Novels 2020 con il racconto dal titolo “Chiudo gli occhi e respiro”. Presenti all’evento letterario anche gli scrittori del Circolo Mario Cunsolo, Alessandro Granieri Galilei e i suoi simpatizzanti.
Francesca Calì e Flaminia Belfiore, presentatrici della serata…
Sì, perché il 28 luglio 2020 alle ore 21 si è tenuta la serata di premiazione della seconda edizione di SICILIA DIME NOVELS, il concorso letterario organizzato da Mascalucia DOC…
Un vero piacere incontrare di nuovo i giurati dell’associazione, il pubblico mascalucioto, la signora Gigliola Reyna – che in occasione dell’assegnazione della prima edizione del premio intitolato al compagno di una vita all’insegna del teatro, il mai troppo compianto Giovanni Cutrufelli, ha narrato alcuni episodi di vita con la verve e la classe che la contraddistinguono -, il mio editore Alfio Grasso insieme ad Alessandra Motta e Rossella Grasso… Grazia Calanna, autrice del libro per bambini IL GATTO FIGARO – gatti, musica, Catania e Teatro Bellini, what else? – e conoscere alcuni tra i vecchi e nuovi partecipanti del contest.
Pregevoli inoltre gli interventi di Paola Marchese con il suo omaggio ad Ennio Morricone, dei Nonoise e del Teatro Stabile Mascalucia.
LA SICILIA,  5 AGOSTO 2020
ECCO I 59 TITOLI DI DIME CHE SI SONO CONTESI I PRIMI TRE POSTI DEL CONTEST ED I PREMI SPECIALI INTITOLATI AD ANDREA CAMILLERI E GIOVANNI CUTRUFELLI.
La Giuria ha valutato esclusivamente i testi di queste DIME, senza conoscere il nome dell’autore.
L’accoppiamento DIME/AUTORE è stato conosciuto solamente la sera del 28.
1 L’AROMA DEL BASILICO
2 SOPRA IL FILO DI UNA RAGNATELA
3 RIBELLATI ALL’ILLEGALITA’
4 AMORE SENZA TEMPO
5 IL SAPORE DI UNA VITA, SULLE COSTE DEL MARE
6 UN PACCO DALL’AMERICA
7 L’AMORE AL TEMPO DEL CORONAVIRUS
8 LA BABBA MELINA
9 LA FEDE DI ANITA
10 PORTO OGNINA
11 PANDEMIE
12 L’UOMO CON LA VALIGIA
13 CUORENERO
14 IL CIRCO DEL ‘46
15 GENTE DI SICILIA
16 SUL FILO DELLA MEMORIA
17 IL MIRACOLO
18 LA RAGAZZA CHE HA CAMBIATO LA STORIA
19 LIBERA
20 LETTERA DALL’ALDILA’
21 A PICCIRIDDA VADDATA
22 RACCONTAMI
23 IL FAZZOLETTO DI SETA
24 UN SICILIANO A PARIGI
25 L’APE E IL GIRASOLE
26 IL VELO NERO
27 CHIUDO GLI OCCHI E RESPIRO
28 PER UN CANCELLO DIMENTICATO APERTO
29 NA’ MANNA RO CIELU
30 TELO MARE
31 PLUMERIE
32 PIOGGIA DI RICORDI
33 GNA’ NUNZIA
34 CU CAMPA VECCHIU SI FA
35 I DUE AMICI
36 NEDDU
37 VENEZIA NEI MIEI RICORDI
38 VITA, MORTE E MIRACOLI
39 L’AMORE DI PEPPINA
40 NE VIDI COSE CHE VOI PALEMMITANI
41 CAPRA HIRCUS
42 POESIA D’AMORE
43 FORTUNATA
44 UN’INFANZIA
45 IL PROFESSORE
46 LE PRATICHE D’UFFICIO
47 I FIGLI PREDILETTI
48 IL DONO DI SOFIA
49 LA VERA STORIA DI CARIDDI
50 COME TI INGANNO ARCHIMEDE
51 LO STROZZACOLLO DI GUCCI
52 ADDIO ARETUSA
53 IL TEMPO DI UNA ROSA
54 REQUIEM
55 TUTTI I CONSIGLI PRENDILI
56 E TENEBRIS TANTIS
57 L’ALBURU STORTU SI ADDRIZZA QUANNU E’ NICU
58 NINA
59 TRINCEA
MDIME
L'immagine può contenere: il seguente testo "MASC MASCALUCIA DOC SICILIA DIME NOVELS"
Ecco i 24 TITOLI CHE HANNO PARTECIPATO ALLA SEZIONE SPECIALE “C’ERA UNA VOLTA IN SICILIA…!” e sul cui testo ha lavorato la Giuria, all’oscuro di chi fosse l’autore.
1 LE DUE VITE DI BIMBA
2 IL CANTASTORIE
3 ANGELINO CHE VOLEVA VOLARE
4 STORIA DI PIRATI
5 CELESTE E LA SUA MAMMA
6 IL CUORE DI GAMMAZITA
7 LA STORIA DI MARIUZZA
8 PILLO, PORCELLINO BLU
9 IL SOGNO DI POLIFEMO
10 UN POSTO INCANTATO
11 L’ALBERO DELLE STORIE
12 TERRA DI BIDDIZZA
13 LO SPAZIO DEL CUORE
14 COLAPESCE, PINNABELLA E IL MARE INQUINATO
15 LA GROTTA DI MIMMI
16 IL CAVALIERE CON LA ROSA IN MANO
17 IL TOPO LETTORE E LA NOCE MAGICA
18 DA FARFALLA A VERME
19 ANNIBALE MARIA DI FRANCIA
20 L’ORCO E IL PRINCIPESCE
21 UN PROGETTO MERAVIGLIOSO
22 PERLA E IL CORALLINO FLUORESCENTE
23 GIUFA’ VA A CACCIA
24 SOGNO DI UNA LEGGENDA
Nessuna descrizione della foto disponibile.
Agata Montesanto ha vinto la sezione Speciale “C’era una volta in Sicilia…” con “Un progetto meraviglioso”.

Il prestigioso Premio Speciale dedicato ad Andrea Camilleri è stato aggiudicato alla splendida “Sopra il filo di una ragnatela” di Clemente Cipresso.

Antonino Impellizzeri è il vincitore del Premio Speciale dedicato a Giovanni Cutrufelli.
La sua Dime “Le pratiche d’ufficio” è stata giudicata come la più consona ad un adattamento teatrale o cinematografico.
Christian Leone Magri vince la seconda edizione del Contest “Sicilia DIME NOVELS” con la votatissima Dime “Chiudo gli occhi e respiro”.
Daniela Ginex con la sua Dime “Il miracolo” completa il trio delle meraviglie del Contest classificandosi al terzo posto.
Brava.
Ecco uno dei commenti sulla serata…
Un pensiero speciale è stato dedicato a Moreno Burattini, che l’anno scorso aveva donato al contest un video augurale e la prefazione dell’antologia e che quest’anno – fresco sposo tra l’altro: auguriamo a lui e alla sua radiosa austeniana signora ogni felicità – si è messo in gioco regalando a SICILIA DIME NOVELS un suo scritto, naturalmente fuori concorso come le dime dei giurati e dei membri di MASCALUCIA DOC che hanno voluto misurarsi con il giudizio di chi sapeva di votare sia i concorrenti regolari che gli “ousider”.
Le bellissime foto di Maria Regina Betti…
Ecco altro materiale sul premio, in attesa dell’uscita del secondo volume di SICILIA DIME NOVELS.
Buongiorno a tutti e buona domenica di fine maggio!
Il Maggio dei Libri volge al termine, voglio ringraziarvi tutti per l’attenzione mostrata nei confronti delle nostre iniziative.
Non sta a me ricordarvi quanto sia importante sostenere l’editoria locale in questo periodo di crisi ma, più di questo, diffondere la cultura e dedicare tutto il il nostro supporto a un aspetto dell’esistenza che è fondamentale per tutti. Come dicevo a inizio mese, ognuno di noi non può prescindere dal godimento della bellezza, qualunque sia il mezzo che ci doni questo appagamento. Amate la cultura, diffondete la bellezza e difendete le meraviglie della nostra terra.

Vi ricordo che i testi Algra suggeriti durante il mese sono soltanto una piccola selezione, ma potete trovare tutto il catalogo sul sito:

http://www.algraeditore.it/

Buone letture a tutti!

#ilboscaiolo#algraeditore#maggiodeilibri#selezioni#suggerimenti#cosaleggere#ticonsigliounlibro#cultura#bellezza#lettura#editoria#leggisiciliano

Come potete vedere, tra i libri consigliati c’è proprio SICILIA DIME NOVELS!

Edicola World Paper, via Etnea 71 a Mascalucia

Abbiamo rifornito nuovamente l’edicola World Paper di via Etnea 71 Mascalucia, dopo il Sold-out della nostra Antologia.
Quindi è di nuovo possibile trovare il nostro libro.
Inoltre i primi DUE acquirenti della nostra Antologia riceveranno in omaggio, l’esclusiva sacca con il logo della nostra Associazione.
Fate presto perché solo DUE saranno i fortunatissimi.

L’anno scorso ho partecipato alla prima edizione di questo concorso letterario e mi sono classificata seconda… ecco l’antologia, pubblicata da Algra Editore…

Mascalucia DOC-Sicilia DIME Novels

Ed ecco le notizie sulla nuova edizione del concorso:

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Oggi, domenica 19 Aprile 2020, diamo l’ AVVIO UFFICIALE della Seconda Edizione del Contest “Sicilia DIME Novels”.
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Dopo il successo della Prima Edizione, a proposito l’Antologia è già pubblicata e disponibile su richiesta, abbiamo deciso di rituffarci nel mondo della scrittura breve creativa, offrendo a tutti gli amici autori ma anche a tutti coloro che interagiranno con il Contest per la prima volta, una nuova possibilità di cimentarsi nel loro hobby preferito offrendoci nuove ed esaltanti emozioni.
E’ desiderio di Mascalucia DOC AC, accrescere la qualità e la visibilità letteraria del Contest, dandone la massima diffusione nazionale possibile.
Ringraziamo pertanto chi si offrirà spontaneamente a dare una mano nel condividere i nostri comunicati in siti, Pagine e blog nazionali ed esteri, al fine di far conoscere in maniera piu’ capillare, l’interesse attorno al Contest.
Ci sono alcune NOVITA’ rispetto alla precedente edizione.
Le piu’ significative le illustriamo qui in forma sintetica, ma sono meglio esplicitate sul nostro sito www.mascaluciadoc.org a cui potrete accedere, cliccando sugli appositi link sotto.

ECCO LE PRINCIPALI NOVITA’ DEL CONTEST 2020 :

🔴Età minima di partecipazione : anni 16 con il consenso scritto di entrambi i genitori.
🔴Lunghezza massima degli elaborati in concorso: 10.000 caratteri (diecimila) spazi inclusi.
🔴Istituzione di una SEZIONE SPECIALE DEL CONTEST intitolata “C’era una volta in Sicilia…” dedicata ai racconti brevi per bambini , con alcune limitazioni di lunghezza testo e con l’obbligatorietà di allegare da 1 a max 3 illustrazioni inedite, ad ogni racconto.
🔴Facoltà, all’atto dell’ iscrizione gratuita al Contest, di poter scegliere se partecipare al Contest principale “Sicilia Dime Novels” oppure alla Sezione Speciale del Contest “C’era una volta in Sicilia…”, oppure ad entrambe.
🔴SCADENZA PRESENTAZIONE ELABORATI :
30 GIUGNO 2020 ORE 22.00
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Ecco i LINK su cui potete trovare tutte le informazioni in dettaglio:
🔴Messaggio di indizione del Contest da parte del Presidente di Mascalucia DOC AC :
https://mascaluciadoc.org/2020/04/13/come-partecipare/

🔴Regolamento Contest 2020 (scaricabile se volete in PDF)
https://mascaluciadoc.org/2020/04/13/regolamento/

🔴MODULI DI PARTECIPAZIONE :
https://mascaluciadoc.org/2020/04/15/casella-1/

🔴Linee Guida per le Giurie:
https://mascaluciadoc.org/2020/04/15/casella-2/

TUTTI I COMUNICATI INERENTI IL CONTEST VERRANNO DIFFUSI ONLINE SULLE PAGINE :

-MASCALUCIA DOC-SICILIA DIME NOVELS
-MASCALUCIA DOC

Ci attendiamo una entusiastica partecipazione.
Private a stupirci ed emozionarci ancora

MASCALUCIA DOC AC
SICILIA DIME NOVELS

Video autori della prima edizione…

Abbiamo chiesto ai 32 autori della nostra antologia di mettersi in gioco, filmarsi durante questa reclusione mentre leggono alcune righe della loro Sicilia Dime Novels. Vi mostriamo la prima parte.

Attenzione, ci pregiamo della presenza del grande Moreno Burattini!

Ci sono anch’io… 😀

“UN CAFFÈ PER IL COMMISSARIO”, è la Dime apprezzatissima dalla giuria del Contest ma anche dalla nostra Associazione. L’autrice è Maria Lucia Riccioli. Abbiamo il piacere e l’onore di presentarvi una grande artista.
Francesca
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Maria Lucia Riccioli, nata nella città di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna Lettere nei Licei ed è stata docente di Lingua italiana e scrittura creativa del corso propedeutico al Seminario arcivescovile di Siracusa.
Corista e soprano solista in vari gruppi vocali, ha composto anche testi per musica ed ha inciso cd di classici natalizi e a tema religioso. Attualmente fa parte del Coro polifonico europeo “Giuseppe De Cicco”.
Scrive da sempre, in dialetto siciliano e in lingua, in versi e in prosa: aforismi, fiabe, novelle, racconti.
È stata semifinalista al II Campionato nazionale della lingua italiana condotto da Luciano Rispoli (TMC).
Molti dei suoi lavori sono stati pubblicati su periodici e antologie e sul web. Oltre all’impegno culturale nell’organizzazione di conferenze, recital e incontri letterari, scrive per “La civetta di Minerva” e ha scritto su “Notabilis” e sui litblog “Letteratitudine” e “Letteratu”.
Vincitrice di concorsi, tra cui quello per le migliori recensioni dei romanzi di Agatha Christie de “Il Corriere della sera”, RomaNoir e le sfide letterarie di Porsche Italia, il suo racconto “Dossier Pinocchio”, vincitore di “Carabinieri in giallo 4”, ha aperto l’omonima antologia edita ne I Gialli Mondadori, serie oro (luglio 2011).

Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Ferita all’ala un’allodola”, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi”, apprezzato da pubblico e critica e rappresentato in forma di monologo presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese (TO).
Il libro è stato rieditato nel giugno 2013, è giunto finalista al Kaos Festival di Montallegro (AG) nel gennaio 2014 e ha ricevuto una segnalazione di merito dalla presidenza del Premio “Alessio Di Giovanni” a Raffadali (AG) nel settembre 2014.
Nel 2014 è stata pubblicata la sua raccolta di cunti siciliani “Quannu ‘u Signuri passava p’ ’o munnu”(Algra Editore), che ha ricevuto un riconoscimento come finalista con segnalazione d’onore della sezione libri editi di poesia nell’ambito del Premio “Poesia, Prosa e Arti figurative” e premio teatrale “Angelo Musco” – Il Convivio 2016.
Al Salone del Libro di Torino del maggio 2015 ha presentato la sua fiaba “La bananottera” (VerbaVolant edizioni), protagonista di concorsi letterari e progetti per le scuole.
Citazione preferita: IN OMNIBUS REQUIEM QUAESIVI ET NUSQUAM INVENI NISI IN ANGULO CUM LIBRO.

Ecco i volti degli autori… stay tuned!

Ed eccomi qui:

🎨Schizzi di Dime🎨

Uno dei racconti che più ci ha fatto discutere.
Sarà vero? È un plagio?
No, non lo è.
È solo frutto della testolina dell’autrice che ha colpito nel segno!
Francesca
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-Ce ne hai messo di tempo ad alzarti, Commissà. Me lo offri un caffè?
-Lei…davero qua è? Niente, devo essere ancora addurmisciuto.
-Sveglio sei, commissà. Fidati. Se non lo so io…
La risatedda di Andrea Camilleri, saputa, intelligente, con un’ombra appena di malizia, era inconfondibile.
-Che c’è? Ti fagliano le parole?-
-Tutto questo non è possibile. Lei non…dovrebbe essere qui. Il commissariato, Montelusa, Vigata, io stesso…non siamo reali. Lei ci ha creati, ci ha scritti…

Il commissario Montalbano dott. Salvo strammò.

E ce ne voleva, per uno sbirro come lui abituato a vedere e sentire la qualunque.

Ma chisto no.

Per leggere il racconto nella sua interezza, aspettiamo l’antologia che verrà edita da un partner d’eccezione del concorso… lo scopriremo alla fine del post!

Emozionata e felice di ricevere questo riconoscimento con una fanfiction dedicata al commissario Montalbano e soprattutto al suo autore, Andrea Camilleri, che durante la serata di premiazione è stato ricordato e celebrato – grazie anche alla presenza di Salvo Santonocito e Gigliola Reyna, interpreti mascalucioti della fiction di Rai 1 (tra l’altro con IO SONO ANDREINA Simona Zagarella si è aggiudicata lo speciale premio “Andrea Camilleri” per il racconto con la maggiore valenza sociale.

Una delle punte di diamante del Contest è stato sicuramente lo scrittore Moreno Burattini, membro onorario della giuria che, seppur non presente, ci ha deliziato con una sua presenza in video che abbiamo proposto alla gremitissima Sala della Delegazione Comunale di Massannunziata.
MASCALUCIA DOC AC

Che emozione sapere che Moreno Burattini – tra i creatori di Zagor, un mito della mia infanzia – ha letto i racconti come membro onorario della giuria!

ALGRA Editore tra i sostenitori del concorso letterario Sicilia Dime Novels

“Sono felice di lavorare con materie prime che non si esauriranno mai: i sogni, la fantasia e la curiosità”. Questa è la dichiarazione di Alfio Grasso resa ad una giornalista un pò di anni fa parlando della sua professione. In piena sintonia con il modus operandi dell’Associazione Culturale Mascalucia Doc, Alfio Grasso e la sua casa editrice ALGRA, entrano a far parte dell’ambizioso progetto “SICILIA DIME NOVELS”, un concorso letterario aperto a tutti, gratuito e con lo scopo di promuovere la cultura del e sul nostro territorio.

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https://morenoburattini.blogspot.com/2020/05/sicilia-dime-novels.html?fbclid=IwAR08thkpo5NrD-9J_1gIltfvGrmSO-cazY_BQr086-UuJ08oVNN4GSPCLDk

Le preziose parole di Moreno Burattini, che cita perfino il mio racconto!

MARTEDÌ 5 MAGGIO 2020

SICILIA DIME NOVELS

Se ci sono all’ascolto dei cultori dei miei racconti, magari convinti dai 26 contenuti in “Dall’altra parte” (Cut-Up), sappiano che uno inedito è stato pubblicato nell’antologia “Sicilia Dime Novels” (il libro che tengo in mano nella foto qua sopra), del quale ho scritto anche la prefazione. A parte la mia, sono belle (se non di più) anche tutte le altre 31 storie.
Di che cosa si tratta? Due parole per spiegarlo. Le mie frequenti visite Sicilia in occasione di Etna Comics mi hanno guadagnato l’amicizia (salda come la roccia effusiva) di un buon numero di catanesi. Tra questi, l’infaticabile Giuseppe Reina, animatore di mille attività in Rete e sul suo territorio. In particolare, da un po’ di tempo a questa parte, Giuseppe è presidente dell’associazione culturale Mascalucia Doc, dal nome della località etnea dove ha sede. Proprio questa associazione ha dato vita, nel corso del 2019, a un contest letterario intitolato “Sicilia Dime Novels“, ovvero un concorso per storie brevi scritte da non professionisti, quindi fresche e spontanee, legate al territorio siciliano (ma non necessariamente). Mi venne chiesto di far parte della giuria, seppur distante, cosa che ho accettato di buon grado, trovandomi peraltro in eccellente compagnia.
Gli organizzatori credevano di ricevere un piccolo numero di adesioni, dato che il concorso era alla sua prima edizione, e considerando come Mascalucia non sia (ed è un vero peccato) al centro del mondo. Invece, inopinatamente, i racconti in lizza sono stati numerosissimi. Tra i premi in palio, la pubblicazione dei testi piazzati ai primi posti in classifica in un libro pubblicato a carico dell’associazione. Alla fine il libro è uscito raccogliendo 32 racconti, tra cui uno mio. Non perché abbia partecipato alla gara (essendo uno dei giudici), ma perché mi è stato chiesto di aggiungerne uno. Ho scritto una short story intitolata “L’esploratore“, con protagonista un astronauta approdato su pianeta ostile. Non c’entra molto con la Sicilia, ma mi hanno detto che andava bene lo stesso. Immagino che se un giorno scriverò un seguito di “Dall’altra parte“, anche questo racconto potrà entrarvi a far parte. Per “Sicilia Dime Novels” ho scritto una prefazione, che riporto in fondo a questo articolo, dato che serve a inquadrare meglio che cosa si intende per “dime novel”.
Gli altri 31 racconti sono, quasi tutti, invece, legati alla Sicilia, tutti in modo diverso. Talvolta si tratta di ricordi d’infanzia, in altri di racconti di famiglia risalenti a molto tempo fa e quindi riferibili a una terra che sembra non esserci più ma che continua a esserci appunto nelle memorie. Talvolta si sente una struggente nostalgia di sapori, odori, profumi, rumori, paesaggi. Ci sono poi le storie di fantasmi, le rievocazioni storiche, gli incontri immaginari con famosi scrittori siciliani. Davvero insospettabile il talento di scrittrici (in maggioranza) e scrittori non professionisti, ma con tanta voglia di raccontare. Carta, copertina, rilegatura, grafica e stampa del libro sono inappuntabili.
L’Associazione Mascalucia DOC, che ha pubblicato il libro (frutto di un contest letterario) senza scopo di lucro, mi ha comunicato una serie di link a siti in cui è possibile acquistare l’antologia online:
RACCONTI DA QUATTRO SOLDI
Prefazione di Moreno Burattini
Perché il titolo “Sicilia Dime Novel” dato al contest da cui nasce questa antologia? Sulla parola “Sicilia” non ci sono dubbi, dato che il torneo fra scrittori è stato organizzato a Mascalucia, ridente borgo sulle pendici dell’Etna. Ma “Dime Novel”? Letteralmente, il termine significa “romanzi da dieci centesimi”. Furono un fenomeno editoriale diffuso negli Stati Uniti a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, che però trova le sue radici in una analoga e precedente produzione inglese, quella dei “penny dreadful”, cioè “orrore da uno spicciolo”. Si trattò di un tipo di narrativa che, a partire dagli anni Trenta del diciannovesimo secolo, proponeva storie a puntate, con periodicità perlopiù settimanale, al costo di un penny per fascicolo. La definizione comprende una grande varietà di pubblicazioni, specializzate in romanzi avventurosi, a volte molto truculenti, sempre comunque scritti in tono sensazionalistico, puntando a sorprendere, inorridire, commuovere o comunque turbare il pubblico, composto soprattutto da acquirenti delle classi povere. Gli agili opuscoli potevano essere venduti a buon mercato anche perché venivano stampati su carta molto scadente, ricavata dalla cosiddetta “polpa” di cellulosa, la stessa da cui deriva il termine “pulp”, che indica la produzione artistica più popolare. 
La risposta americana ai “penny dreadful” furono appunto  i “dime novel”. Le caratteristiche erano molto simili, ma le tematiche furono adattate ai gusti dei lettori del Nuovo Mondo. In particolare, si inaugurò un filone di storie avventurose e drammatiche ambientate nelle terre di frontiera, e in particolare fra i pellerossa. Quello che viene considerato il primo esempio di “dime novel”, datato 1860, si intitolò “Malaeska: la moglie indiana del cacciatore bianco”. Si tendeva a rivolgersi a lettori giovani e facilmente impressionabili e si narrava l’eterna lotta del bene contro il male, condita con truci elementi orrorifici. Questi racconti finirono presto per essere seriali, cioè per proporre sempre nuove avventure di uno stesso eroe, come Buffalo Bill o Davy Crockett. Ovviamente la produzione non riguardò soltanto tematiche western, ma anche quelle poliziesche, e molti titoli riguardavano ambientazioni da bassifondi urbani. 
Venendo ad anni più recenti, con la definizione di “pulp magazine” si sono identificate alcune riviste di genere americane come “Weird Tales”, pubblicata a Chicago a partire dal 1923 e destinata a contenere racconti horror e fantastici: vi scrissero sopra autori come Robert Ervin Howard, Howard Phillips Lovecraft e Clark Ashton Smith. Già in precedenza, nel 1920, era nata però “Black Mask”, una rivista prevalentemente poliziesca ma che in realtà presentava, come recitava una pubblicità dell’epoca, “le migliori storie di avventura, i migliori mystery, le migliori storie romantiche e dell’occulto”. Data 1926 è invece “Amazing Stories”, con racconti di genere fantascientifico. Queste e (molte) altre testate del genere diedero il via anche a una vastissima produzione di fumetti “weird” (cioè, “bizzarri”) pubblicati su riviste come “Teles fron the crypt” (1950) o  “Creepy” (1964), per citare soltanto due fra le più illustri. Insomma, stiamo parlando di una incredibilmente vasta produzione di racconti brevi, per lo più horror e con un finale a sorpresa: un genere che può vantare perfino Edgar Allan Poe tra i suoi precursori. 
A rigor di termine, “novel” non significa “novella”, ma “romanzo”. Tuttavia, i dieci centesimo della parola “dime” rimandano alla brevità del racconto. Personalmente ho sempre avuto una autentica passione per i racconti brevi (con una preferenza per quelli fulminanti) di scrittori come Isaac Asimov, Ray Bradbury o Roald Dahl, ma anche Jack London, Ambrose Bierce, Giorgio Scerbanenco o più accademicamente quotati quali Raymond Carver. Esiste tutta una produzione letteraria di novelle e short stories ingiustamente meno considerata di quella dei romanzi. Io stesso sono autore di molti racconti scritti nel corso degli anni, una trentina dei quali sono stati raccolti di recente in una antologia intitolata “Dall’altra parte”. 
Il motivo per cui, in Italia, le antologie di racconti sono meno vendute dei romanzi, non sono mai riuscito a capirlo fino in fondo. Le short stories sono come le ciliegie, una tira l’altra, si adattano alla lettura in treno, si possono gustare durante le attese nelle sale d’aspetto, si riesce ad assaporarle in ordine sparso e quando se me ha voglia. Per di più, scrivere bene racconti belli è difficile, perché il dono della sintesi è raro come quello dell’affabulazione. Un racconto è tanto più è bello quanto più è breve, nel senso che ogni parola è pesata, misurata, calibrata, e quindi scelta o scartata.  “Essere brevi richiede tempo”, scrisse una volta John Dufresne.
La narrativa nasce con le prime tecniche affabulatorie evolute insieme prime manifestazioni del linguaggio: di ritorno da una battuta di caccia, i nostri progenitori si narravano l’un l’altro l’accaduto e, probabilmente, ognuno ci aggiungeva del proprio. I più bravi a raccontare (con i gesti, oltre che con i versi gutturali) finivano per essere, allora come ai giorni nostri, i più ascoltati. La tradizione delle novelle raccontate durante le veglie serali attorno al fuoco (nei millenni passati in cui non c’era la televisione) ha dato vita alle favole e a tutte quelle storie di cui il “Decamerone” o il “Novellino” (antologie rispettivamente del Trecento e del Quattrocento) ci hanno tramandato la testimonianza. Novelle spesso legate alla vita popolare, alle leggende del territorio. 
La Sicilia ha una fortissima tradizione di novellatori, e basterà citare i nomi di Verga, Pirandello e Camilleri (autori di straordinari racconti) per convincersene senza bisogno di dire altro – perché anche in una prefazione si deve cercare di essere brevi. Resta da segnalare la partecipazione davvero straordinaria al contest di Mascalucia, tanto più sorprendente se ci considera che la manifestazione, di cui questo libro è il degno prodotto, ha avuto finora una sola edizione e non ha goduto di particolari forme di promozione. Le tante opere giunte testimoniano la voglia di raccontare e raccontarsi che c’è in giro, e l’amore verso la parola scritta e letta che ancora resiste in tempi di “flash fiction” proposta sui social. I racconti raccolti in questa antologia, selezionati da una attenta giuria che ha lavorato per tutta l’estate del 2019, dimostrano anche il talento dei non professionisti, che nasce da un dono naturale esercitato attraverso tante letture. Perché non si riesce a scrivere, se non si sa leggere.

Il mio inizio di 2020 per La Civetta di Minerva

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Quest’anno ci ha messi particolarmente alla prova… per un quindicinale d’inchiesta, che fatica ad avere sponsor, che si impelaga in inchieste difficili, la pandemia ha significato reiventarsi. Il sito è stato rinnovato e potenziato, visitatelo!

… sto riordinando gli articoli scritti per LA CIVETTA DI MINERVA – col cartaceo andavo di ritagli – ed ecco cosa ho trovato nel sito del giornale:

Nel cercare e trovare parole – quelle dell’eredità siciliana, dei versi della famiglia c’è l’essenza della poesia di Maria Bella Raudino

Percorsi letterari degli iblei: la voce di Stefania Campo

Percorsi letterari degli iblei: la voce di Stefania Campo
Maria Lucia Riccioli

“La Civetta di Minerva” ha incontrato – virtualmente, dato il periodo che stiamo vivendo, anche se
un incontro reale c’è stato, l’anno scorso, in occasione del convegno “Donne di/ per Ragusa” su
Mariannina Coffa, Maria Paternò Arezzo e Maria Occhipinti – l’onorevole Stefania Campo,
deputata regionale, a proposito dell’iniziativa sui “Percorsi letterari degli Iblei”.
Com’è nato questo progetto?
Parte da un disegno di legge varato dall’Assemblea Regionale Siciliana che porta come prima firma
il mio nome, e punta a promuovere percorsi culturali, narrativi, turistici, enogastronomici nelle
case natali e nei luoghi d’infanzia e di vita degli autori siciliani. Un percorso che coniughi storia e
memoria, cultura e turismo, attraverso l’individuazione di itinerari che si intreccino con le vite
degli autori che hanno segnato la storia della letteratura italiana del Novecento e di quella
contemporanea.
Quali sono gli autori che vi siete proposti di far conoscere sia agli specialisti che a un “pubblico”
più vasto?
Il nostro territorio vanta una grande ricchezza letteraria, non è di certo una novità, ma solo
studiando specifiche tracce delle biografie dei vari autori e tracciando una mappa che ne individui i
luoghi che ne hanno caratterizzato la produzione letteraria ci siamo veramente resi conto di quanti
autori abbiano scritto a vario titolo la Sicilia descrivendone la loro bellezza ed esaltandone sia il
tessuto sociale e di costume che l’aspetto architettonico e paesaggistico.
Tra gli scrittori individuati abbiamo personalità della grande cultura italiana ed europea, di epoche
molto diverse, poeti, saggisti, registi e giornalisti. Insieme allo storico dell’arte e dottore in
italianistica, Andrea Guastella, e allo storico della letteratura Stefano Vaccaro che stanno dando il
proprio contributo culturale e scientifico (ringrazio personalmente Stefano Vaccaro, studioso di
vaglia e operatore culturale, autore tra l’altro del pregevole saggio “Silfide, maga e sirena. L’ideale
femminile nella letteratura italiana dell’Ottocento”, Il Convivio Editore, n.d.r.), sono stati
individuati i percorsi di Andrea Camilleri, Mariannina Coffa, Giuseppe Fava (con I siciliani e
Cappelli); Maria Occhipinti; Carlo Levi (da Prefazione a una donna di Ragusa); Mario Luzi (da Il
sonno della ragione); Guido Piovene (da Viaggio in Italia); Emanuele Schembari (Il Poligono
circoscritto); Giovanni Spampinato (da L’Ora 28-29 maggio 1969); Vann’Antò (da A pici). A Modica
si potranno ripercorrere le strade di Franco Antonio Belgiorno (da Ballata del pane che fu);
Tommaso Campailla; Francesco Lanza (da Mimi e altre cose); Benedetto Ciaceri; Nino Martoglio
(da Centona); Giuseppe Pitrè (da Usi natalizi e funebri del popolo siciliano); Raffaele Poidomani (da
Carrubbe e cavalieri). L’itinerario di Scicli con il suo magnifico barocco e con l’impareggiabile
Andrea Camilleri; Vincenzo Consolo (da Di qua del faro e La rinascita del Val di Noto); Piero
Guccione (da La dolcezza delle cose); Pier Paolo Pasolini (da Vie nuove n. 22); Elio Vittorini (da Le
città del mondo). Quindi ecco Pozzallo con Vitaliano Brancati (da Il nonno in Tutti i racconti); Enrico

Cavacchioli (da Cavalcando il sole); Giorgio La Pira (da Lettere a Salvatore Pugliatti), per passare a
Comiso con Gesualdo Bufalino (da Comiso viva e Una città teatro) e Salvatore Fiume (da Viva
Gioconda). E ancora Monterosso Almo e Giarratana con Italo Calvino (Fiabe italiane e I due
compari mulattieri); Ispica con Luigi Capuana; Chiaramonte Gulfi con Serafino Amabile Guastella e
Vincenzo Rabito (da Terra matta); Santa Croce Camerina con Enzo Leopardi (da L’inganno della
rosa); Vittoria, con Emanuele Mandarà (da Rischio di noi) e con Leonardo Sciascia (da La contea di
Modica), ad Acate Carlo Addario (passeggiata storica). Questa ricerca ha voluto mettere in risalto
alcuni aspetti del nostro territorio: leggiamo tra le righe il tessuto sociale ragusano ottocentesco
descritto da una donna come Mariannina Coffa, la protesta di Maria Occhipinti con “i moti del Non
si parte”, i racconti della fiorente Contea di Modica, ma anche la bellezza di Scicli e gli affascinanti
passi letterari su Comiso di Gesualdo Bufalino. Si passa da illustri personalità legate al mondo della
nobiltà, della cultura e della politica ad autori narrativi che hanno raccontato e descritto il tessuto
produttivo che da sempre ha caratterizzato la nostra ricchezza. Non mancano autori che hanno
denunciato il mondo sommerso della criminalità come il giornalista Giovanni Spampinato o
Leonardo Sciascia.
Ne viene fuori un quadro d’insieme che ci restituisce una dettagliata e complessa narrazione del
nostro territorio.
Come si inserisce a suo modo di vedere il progetto in questa stranissima particolare incerta Fase
2?
Proprio in questa particolarissima fase dobbiamo iniziare a investire sul futuro e pensare alla
ripartenza. L’offerta culturale e il marketing turistico sono di fondamentale importanza e ci
permettono di destagionalizzare i flussi turistici offrendo proposte che rappresentino il valore
aggiunto della nostra terra. “Il percorso degli scrittori” si inserisce in questa fase: può essere
oggetto di studio e anche opportunità, chiaramente, per la costruzione di un “ricchissimo e
stupefacente percorso”, fatto di eventi, di case museo, di fondazioni, di enogastronomia, e tanto
tanto altro ancora.
(Domanda molto tendenziosa): a quali di questi personaggi è legata maggiormente?
Alcuni autori sono nati e cresciuti negli Iblei e, ovviamente, ci descrivono un realtà che appartiene
alla loro quotidianità, altri a vario titolo sono passati da questi luoghi, li abbiamo accolti e ospitati
per un periodo; la loro visione è diversa: è quella di un visitatore ammaliato che descrive le
bellezze appena scoperte, e poi c’è anche chi è stato legato ai nostri luoghi da rapporti di
parentela o di lavoro e che ha parlato del nostro territorio descrivendone anche le realtà più
sommerse – memorabile il passo di Sciascia da La contea di Modica dove parla della “città babba”.
Infine abbiamo preso in considerazione anche un autore che nulla ha avuto a che fare con i nostri
luoghi ma grazie ad una famosa fiction, indirettamente ne è diventato uno dei protagonisti
principali. Proprio a lui sono particolarmente legata perché è un autore che ha dato al nostro
territorio ibleo un’immensa visibilità nel mondo: si tratta naturalmente di Andrea Camilleri. A
quasi un anno dalla sua scomparsa mi piace ricordarlo proprio in questo contesto del nostro
percorso letterario.

Camilleri amava spesso inventare o storpiare i nomi dei luoghi, ed è così che abbiamo Vigàta,
Marinella, Montelusa, e grazie alla fiction di Sironi certe distanze si sono accorciate: i suoi luoghi di
fantasia si sono concretizzati e sono divenuti fisicamente tangibili, sparsi come gioielli sul territorio
ibleo, trasformatosi in pochi anni in un grande e variegato set all’aperto, dove Montelusa è
riconducibile a Ragusa Ibla, Vigàta a Scicli, Marinella a Punta Secca nel comune di Santa Croce
Camerina.

Ci eravamo già occupati di Giada Scarpato, salutando la pubblicazione di una sua raccolta di poesie. Ricordiamo anche l’impegno culturale nell’ideazione e nella realizzazione del primo “Festival dei Giovani Musicisti” di Belvedere, che ha unito musica, lirica, scrittura (proprio in quell’occasione sono stati letti delicati e passionali frammenti della produzione testuale di Giada Scarpato, alla ricerca della sintesi emozionale col suo testo “Sfumature di Porpora”. Lì, dove il colore rappresenta l’apice delle umane debolezze, azioni, elevazioni: “Sono spezzoni forti, che rappresentano esperienze da interpretare, un manuale psicologico da consultare per ritrovarsi un po’ ”.
Adesso “La Civetta di Minerva” festeggia con la giovane artista l’uscita del suo nuovo singolo.

Parlaci della tua nuova canzone.
Aggrappati a te”: questo è il titolo del mio brano. Il testo e la melodia sono stati composti da me qualche anno fa, l’arrangiamento da Sistema Musica. L’ho tenuto sottochiave perché ci tenevo molto e volevo trovare il miglior modo per farlo uscire allo scoperto, come una cosa preziosa che si ha paura di perdere, ma in questo periodo ho sentito proprio l’esigenza di farlo uscire allo scoperto e non potevo non seguire il mio cuore.

Qual è la connessione tra il brano e la tua concezione della musica?
Il testo parla della musica e della corruzione nel mondo in generale, anche estesa a questo settore; quando dico nel testo: “Mi riconosco dentro te” mi riferisco proprio a lei… sì, le do del tu, do del tu alla musica, che per me è un essere spirituale vivente che fa accendere il mio animo, e la speranza di cui si parla nel brano è realizzare i miei sogni musicali, in modo che universalmente parlando il mondo intero possa conoscere chi sono e cosa ho da dare. Ma il mondo ahimè a volte è spietato… Non perché lo sia nella sua natura ma perché gli uomini lo hanno corrotto, hanno contraffatto tutto, e ciò che è vero e che proviene dall’anima nella sua natura più emozionante non viene premiato ma messo a tacere. Ecco: con questo testo io non voglio tacere! Io voglio parlare! E voglio dire chiaramente che i corrotti non devono avere la meglio su ciò che veramente merita di andare in alto, il mondo (inteso entità di esseri corrotti) ci tiene imprigionati, e noi non vediamo le cose come sono, il mondo vuole inculcarci realtà che non esistono, ma siamo noi con la nostra coscienza che dobbiamo capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, il mondo corrotto non deve avere la meglio su ciò che merita di essere divulgato. Posso dire che vivo e lotto per LEI, la Musica.

Come hai vissuto da “artista” il periodo della quarantena?
Con il fenomeno del Covid devo dire che ho riscoperto ancor di più la musica, stranamente… E volevo metterla in luce in questo periodo, per dare speranza e rinascita alle persone. Il titolo del testo, “Aggrappati a te“, ha un grande significato: aggrapparci sempre a noi stessi, a quell’amore che in noi stessi è importante, e ci permetterà di rialzarci in ogni situazione difficile. Se ci affidiamo alla nostra forza, alle nostre gambe che ci sostengono e ci tirano su, noi possiamo innalzarci su di esse e sollevarci.

Ecco il link al video di Giada Scarpato: https://www.youtube.com/watch?v=Dd7zRhbOBec

“La Civetta di Minerva” aveva salutato lo “sbarco” a Siracusa dell’OBS, l’Orchestra Barocca Siciliana

I cori virtuali in tempo di pandemia: “Possa il nostro canto essere musica per gli altri”

 

Viaggio nell’area aretusea

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È uscito, per i tipi dell’Editore Armando Siciliano, il mio nuovo libro di critica letteraria, pagine 271, costo 20 euro,
“Viaggio nell’area aretusea. Percorsi di poesia narrativa saggistica , ove mi occupo di alcuni poeti, scrittori e saggisti dell’area aretusea del Sud est siciliano: Giovanna Alecci – Giuseppe Blandino – Nicola Bono – Corrado Calvo – Luca Campi – Corrado Di Pietro – Angelo Fortuna – Salvatore Ignaccolo – Pina Magro – Piero Meli – Gioia Pace – Ignazia Iemmolo Portelli – Maria Lucia Riccioli – Annalisa Stancanelli – Stefano Trombatore.
Prossimamente sono in programma due presentazioni: a Rosolini e a Siracusa
Queste le parole di Domenico Pisana…

Ringrazio ancora una volta

Domenico Pisana

per avermi inserita in questa sua raccolta di lavori critici…

Essere recensiti fa piacere, ma essere oggetto di esame stilistico, narratologico, storiografico, essere indicati come “rappresentanti” letterari della propria area geoletteraria di riferimento è veramente gratificante.

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.radiortm.it%2F2020%2F06%2F29%2Fviaggio-nellarea-aretusea-il-nuovo-libro-di-domenico-pisana%2F%3Ffbclid%3DIwAR1fMq6mij7WjtWLRk4ytfh-hnIdKn43r___k4PhDn1YjBHwvLEF_W0NzCg&h=AT3SAY3Axdj0iZikT2_TtcZrgCYAMXMg9MWhLagW8CGmbEU-lwKCKPaz3U7XOfkOCs3Afck9dpHlSwmMbbpUl5AP5t-YlkdCS61zQxnVMo80EX6_tmj0U9WCTqeOohLV&__tn__=H-R&c%5B0%5D=AT3zrS3NQI6BEYhjnP7uJf0eYIkInr2AZScz7LyTuBxVVkf9gf1B98kOJ6gftE1n1TdODjRKNV9Xa9XaGckUmLKh7RgAvZCo6-4ZHmCVwXEij0d67qPxeJerS5NmgMxaGrQBKyNwgV-K1B8Igdp_

L’Editore Armando Siciliano pubblicherà nei prossimi giorni un nuovo libro di critica letteraria di Domenico Pisana.
“Viaggio nell’area aretusea. Percorsi di poesia narrativa saggistica , 271 pagine, è il titolo del volume, ove Pisana si occupa di alcuni poeti, scrittori e saggisti dell’area aretusea del Sud est siciliano:  Giovanna Alecci – Giuseppe Blandino – Nicola Bono – Corrado Calvo – Luca Campi – Corrado Di Pietro – Angelo Fortuna – Salvatore Ignaccolo – Pina Magro – Piero Meli – Gioia Pace – Ignazia Iemmolo Portelli – Maria Lucia Riccioli – Annalisa Stancanelli – Stefano Trombatore.
L’opera è un percorso che fa interagire sensibilità letterarie diverse, ma animato dal bisogno di mettere in luce “l’identità collettiva” contemporanea di un’area geografica della Sicilia, quella che viaggia tra gli iblei e l’aretuseo, ove, come già in passato, è presente una vivacità culturale rilevante, di cui gli autori presi in esame sono una testimonianza apprezzabile nella sua oggettiva espressione. Il lavoro critico punta lo sguardo sia su opere poetiche, sia di narrativa e saggistica, focalizzando le coordinate portanti ed essenziali dei testi presi in esame, i quali si integrano nell’unità di una dichiarazione di congruenza ad un insieme, ad una prospettiva cognitiva, filosofica, antropologica, etica ed estetica, di cui il poeta o lo scrittore è implicitamente portatore.
“Se – ci dice Domenico Pisana citando lo scrittore Samuel Johnson – ‘la peggiore cosa che si possa fare a uno scrittore è non parlare delle sue opere’, la scelta, per noi, di parlare di questi autori contemporanei operanti nell’area siracusana, rappresenta il bisogno di costruire una “testualità della cultura” alla luce dell’impegno letterario di ognuno, proteso a implementare la crescita umana, sociale e culturale del territorio del Sud est della Sicilia”.
Il saggio offre di ogni autore brevi note biografiche e un’antologica  di testi che disegna i “mondi possibili” di un patrimonio letterario declinato con creazioni artistiche efficaci e stimolanti. Le poesie o i racconti scelti sono parti della struttura generativa dell’opera, e tendono a evidenziarne i livelli costitutivi: tematico, ideologico, simbolico, stilistico, metanarrativo, discorsivo.
“Questi autori del siracusano – prosegue Pisana – sono poeti e scrittori accomunati dal linguaggio dell’essere, della spiritualità, dei principi etici, dei valori, e che con le loro opere forniscono un importante contributo di riflessione alla società contemporanea, sollecitando il bisogno di diventare costruttori di bellezza testimoniata attraverso il nesso tra etica ed estetica che pervade ogni forma di arte e letteratura”.

https://www.ondaiblea.it/index.php/it/sapere/libri/10597-%20%E2%80%B9viaggio-nell%E2%80%99area-aretusea%E2%80%BA-il-nuovo-libro-di-domenico-pisana?fbclid=IwAR2yP5vd56IAMvEk2L9dQzbn3r6I7i-6JloC1FJaYa1wv7ovTSm9e8Nb3cQ

https://www.google.com/search?q=viaggio+nell%27area+aretusea&rlz=1C1AVNA_enIT559IT562&oq=viaggio+nell%27area+aretusea&aqs=chrome..69i57j69i60l2.9352j0j4&sourceid=chrome&ie=UTF-8

Ringrazio Domenico Pisana per la graditissima sorpresa…

Vi posto altro materiale…

https://www.ecodegliblei.it/MODICA-LA-VICENDA-DI-MARIANNINA-COFFA-IN-UN-ROMANZO-DI-MARIA-LUCIA-RICCIOLI.htm

http://www.ragusaoggi.it/il-dramma-esistenziale-della-poetessa-m-coffa1841/

https://associazioneeuterpe.com/tag/sicilia/

E’ uscito il nuovo numero della rivista “Euterpe”: il coraggio delle donne

E’ uscito il nuovo numero della rivista “Euterpe”: il coraggio delle donne

E’ uscito il nuovo numero della rivista di letteratura “Euterpe”, il n°27 che proponeva quale tematica di riferimento “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella letteratura, storia e arte”.

A questo numero hanno collaborato: ALIPRANDI Mario, AMARAL Ana Luísa, APA Livia, ASPREA Pasquale, BALDI Massimo, BARDI Stefano, BARENDSON Samantha, BENASSI Luca, BERGNA Anna, BIOLCATI Cristina, BOLLA Giorgio, BISUTTI Donatella, BONANNI Lucia, BONFIGLIO Anna Maria, BUFFONI Franco, CALDIROLA Stefano, CARDILLO Lucia, CARMINA Luigi Pio, CASTAGNOLI Elisabetta, CASUSCELLI Francesco, CASULA Carla Maria, CECCARELLI Liviana, CHIARELLO Maria Salvatrice, CHIARELLO Rosa Maria, CIMARELLI Marinella, CIMINO Tommaso, COPPARI Elena, CORIGLIANO Maddalena, COSSU Marisa, CUPERTINO Lucia, CURZI Valtero, D’AMICO Maria Luisa, DALL’OLIO Anna Maria, DAMIANI Claudio, DAVINIO Caterina, DE GIOVANNI Neria, DE MAGLIE Assunta, DEL MORO Francesca,  DE ROSA Mario, DE STASIO Carmen, DEMI Cinzia, DI IANNI Ida, DI IORIO Rosanna, DI PALMA Claudia, DI SALVATORE Rosa Maria, DI SORA Amedeo, DOMBURG-SANCRISTOFORO Anna Maria, DOMENIGHINI Luciano, FABBRI Angela, FERAZZOLI Andrea, FERRARIS Maria Grazia, FERRERI TIBERIO Tina, FOIS Massimiliano, FOLLACCHIO Diletta, FRESU Grazia, FUSCO Loretta, GABBANELLI Alessandra, GIANGOIA Rosa Elisa, GRECO Angela, GRIFFO Eufemia, GRILLO Emma Giuliana, GUIDOLIN Giuseppe, INNOCENZI Francesca, KEMENY Tomaso, LANDI Chiara, LANIA Cristina, LEONE Ivana, LEALI Maddalena, LINGUAGLOSSA Giorgio, LOSITO Antonietta, LUZZIO Francesca, MAFFIA Dante, MAGGIO Gabriella, MANGIAMELI Antonio, MANNA Anna, MARCUCCIO Emanuele, MARELLI Dario, MARTILLOTTO Francesco, MASSARI Raffaella, MELILLO ANTONIO, MELONI Valentina, MESSINA Raffaele, MONGARDI Gabriella, MONTALI Alessandra, MOREAL Liliana, MOSCE’ Alessandro, MUSICCO Mirella, NARDI Lucia, NICOLOSI Ada, OPPIO Danila, PACILIO Rita, PARDINI Nazario, PAVANELLO Lenny, PELLEGRINI Stefania, PERRONE Cinzia, PIETROPAOLI Alessandro, PISANA Domenico, PITORRI Paolo, PIZZALA Gabriella, PORSTER Brenda, PREDILETTO Vincenzo, PROSPERO Alessandra, RAMPINI Nazarena, RUGGIU Mariangela, SABIA Mara, SANTARELLI Anna, SANTINELLI Franca, SARTARELLI Vittorio, SCAVOLINI Tania, SIROTTI Andrea, SOLDINI Maurizio, SPURIO Lorenzo, STANZIONE Rita, TOFFOLI Davide, VALENTE Maria Laura, VALERI Walter, VALLI Donato, VARGIU Laura, VENEZIA Paola, VESCHI Michele, VITALE Carlos,VIVINETTO Giovanna Cristina, ZANARELLA Michela, ZAVANONE Guido.

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Particolarmente pregevoli i contributi per le rubriche articoli/critica letteraria, segnaliamo i contenuti della rubrica “Ermeneusi”:

ARTICOLI

MARIA LUISA D’AMICO – “Ritratto di una donna coraggiosa: Frida Kahlo”

AMEDEO DI SORA – “Eleonora Duse: il teatro come vita”

CINZIA DEMI – “Il rumore del pennino: Petronilla Paolini Massimi (1663-1726)”

GRAZIA FRESU – “Le madri coi fazzoletti bianchi”

ALESSANDRA GABBANELLI – “Una poetessa del 1500: Gaspara Stampa”

ANNA MANNA – “Il grande affresco barocco nelle inquietudini regali di Cristina di Svezia”

ANNA MARIA BONFIGLIO – “Selma Lagerlof, la prima donna Premio Nobel per la letteratura”

CINZIA PERRONE – “Artemisia Gentileschi: una femminista ante-litteram”

MARISA COSSU – “Grazia Deledda”

ELENA COPPARI – “Anaïs Nin: il coraggio di esprimere la propria sensualità”

FRANCA SANTINELLI – “Stamira, l’eroe di Ancona”

FRANCO BUFFONI – “Emily Dickinson”

LENNY PAVANELLO – “Louisa May Alcott, Margaret Mitchell e Jane Austen: la voce delle donne”

ALESSANDRO PIETROPAOLI – “Jane Austen e l’idea di romanzo al femminile”

TINA FERRERI TIBERIO – “Maria Montessori, donna coraggiosa e anticonformista”

LORETTA FUSCO – “Tina Modotti, tra genio e passione”

FRANCESCA LUZZIO – “Profili da spolverare: la siciliana Maria Alaimo”

LORENZO SPURIO – “Ricordo minimo della poetessa Renata Sellani”

MADDALENA LEALI – “Ritratto di Christine de Pizan (1365-1431)”

CRITICA LETTERARIA 

MARA SABIA – “Di poesia e resilienza: ritratto di Alda Merini”

DILETTA FOLLACCHIO – “Le Novelle orientali di Marguerite Yourcenar e il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu”

NERIA DE GIOVANNI – “Grazia Deledda: il coraggio di credere al proprio destino”

VALTERO CURZI – “Ipazia, Eloisa e Frieda Kahlo: il coraggio di vivere al femminile”

DAVIDE TOFFOLI – “Il fascino, sempre rinnovato e indelebile, delle bulbare.  Sull’opera antologica della poetessa Biancamaria Frabotta”

MASSIMILIANO FOIS – “Rina De Liguoro, diva fulgente del cinema silenzioso”

LUCIA BONANNI – “Vita interiore, immaginario e creatività nelle opere di Lauren Simonutti e Anne Sexton”

EUFEMIA GRIFFO – “Jane Austen e quella sottile seducente ironia”

STEFANO BARDI – “Scritture “spirituali”. Note a margine sulle esperienze

letterarie di Patrizia Valduga, Francesca Duranti e Marguerite Yourcenar”

PAOLO PITORRI – “Chi era Sylvia Plath? La campana di vetro e la sua costellazione”

GIORGIO LINGUAGLOSSA – “Una ermeneutica sopra una poesia inedita di Donatella Costantina Giancaspero”

MARIA GRAZIA FERRARIS – “Cristina, ovvero la ricerca della felicità”

LORENZO SPURIO – “Nella casa di Maria Costa. La poetessa messinese attraverso l’universo oggettuale che ha lasciato e il ricordo commosso dell’artista Pippo Crea”

CARMEN DE STASIO – “Virginia Woolf – leggère impressioni: breve viaggio in Le Onde

MARIA LAURA VALENTE – “Joryū nikki bungaku. Un approfondimento sulla letteratura   diaristica femminile di epoca Heian”

La rivista può essere letta e scaricata in formato pdf cliccando qui.

E’ anche possibile leggerla in formato ISSU (consigliato per tablet e smarphone) cliccando qui.

Come da editoriale si ricorda che:

  • Il vecchio sito della rivista non sarà più raggiungibile perché verrà soppresso. Tutti i materiali in esso contenuti sono stati caricati in una sezione dedicata del sito dell’Associazione Culturale Euterpe dove potranno essere consultati e raggiunti a partire da questo link.
  • A partire da questo numero dedicheremo ogni qual volta un evento pubblico per presentare i contenuti della rivista dove gli autori saranno invitati a partecipare intervenendo con una breve esposizione dei loro testi o lettura di stralci. La presentazione di questo 27esimo numero si terrà a Senigallia (AN) il 8 settembre 2018 presso il Palazzetto Baviera alle ore 17:30. Nella pagina che segue è possibile prendere visione della locandina dell’evento con tutte le informazioni logistiche. Gli autori che vorranno partecipare sono invitati a darne comunicazione a mezzo mail, confermando la loro presenza, almeno 5 giorni prima, di modo da poter organizzare adeguatamente la scaletta.
  • Il prossimo numero della rivista avrà come tema al quale sarà possibile ispirarsi “Musica e letteratura: influenza e contaminazioni”. L’invio dei materiali dovrà avvenire entro il 20-12-2018. Il relativo evento del prossimo numero su FB è presente a questo link.
Presentata l’opera di MARIA LUCIA RICCIOLI

La storia di Mariannina Coffa diventa romanzo
Ha presentato a Modica, nell’ambito del XII sabato letterario del Caffè Quasimodo (nella foto), il suo primo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, insignito del Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” e apprezzato da pubblico e critica, MARIA LUCIA RICCIOLI, insegnante di lettere negli istituti superiori e scrittrice. Il volume è stato introdotto da Domenico Pisana, Presidente del Caffè Quasimodo, che ha focalizzato le due cifre semantiche del romanzo, ossia “la mediazione” e “la creazione”, che plasmano tutto il testo nei tre livelli in cui esso si sviluppa: a) il livello storico, b) il livello narrativo, c) il livello letterario. “Questo romanzo, ha affermato Pisana, ci dà un affresco del quadro storico della seconda metà dell’‘800 siciliano; ci consegna la vicenda umana della poetessa netina MARIAnnina Coffa nella sua drammatica realtà, con una scrittura dove verità e realtà diventano la sostanza del romanzo. MARIA LUCIA RICCIOLI – ha proseguito Pisana – ha avuto coraggio, e questo romanzo, alla sua seconda edizione, la ripaga perché lei, pur tenendo conto dell’ ampia bibliografia e di tante altre ricerche da lei effettuate sulla figura di M. Coffa, riesce, con la sua narrazione, ad esprimere un ‘quid’ di novità sulla poetessa netina, di forza espressiva grazie ad una grafia letteraria davvero coinvolgente, elegante e ricca di pathos d’animo”. Le letture distese e piacevoli di Franca Cavallo e Antonella Monaca e le dolci e delicate musiche del giovanissimo pianista Stefano Cintoli hanno creato un’ atmosfera di ascolto e di respiro poetico.
Adriana Occhipinti

05/03/2015

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Grazie davvero agli amici del Caffè Letterario “Salvatore Quasimodo”, in primis a Domenico Pisana per la sua dotta e intensa relazione, ad Antonella Monaca e a Franca Cavallo – amica poetessa come Elia Scionti e Gianni Di Giorgio con i quali ho avuto modo di intrecciare un sodalizio poetico in occasione del premio poetico dedicato all’Immacolata, proprio qui a Siracusa, dagli amici comuni della compagnia Vaccaro- Mauceri, storici pupari aretusei – per le letture molto sentite, al pianista Stefano Cintoli, giovanissimo ma dal tocco delicato ed emozionante.

Io e l’amica Lucia Corsale, giornalista e scrittrice, siamo state accolte con entusiasmo e sincero interesse in una cornice splendida, quella dello storico Palazzo della Cultura di Viale Umberto I a Modica, antica sede del Tribunale: doppia emozione quindi.

Essere ospiti di un circolo dedicato al premio Nobel così fratello della nostra Siracusa – Modica era provincia aretusea, non lo scordiamo, oltre al fatto che Quasimodo fu cognato del nostro Elio Vittorini – e parlare nel luogo che probabilmente ha visto come protagonisti del foro il padre e il fratello di Mariannina Coffa, entrambi avvocati.

Ecco altro materiale…

http://www.laspia.it/dramma-esistenziale-poetessa-coffa-sabato-letterario-quasimodo-modica-ospite-maria-lucia-riccioli/ (grazie all’autore Paolo Borrometi).

Ecco la splendida locandina…

LOCANDINA SERATA 28 FEBBRAIO

Tutti voi conoscete il mio interesse per la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso.

Ho scritto un romanzo storico su di lei, FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, pubblicato per i tipi di Perrone Lab nel 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario deòll’Unità d’Italia.

Il romanzo è poi stato ripubblicato per i tipi de L’Erudita editrice nel 2013.

Il libro è stato presentato a Siracusa presso il Palazzo della Cultura di Siracusa (Palazzo Impellizzeri) da Luigi La Rosa e Simona Lo Iacono il 27 febbraio 2011.

Successivamente è partita la tournée di presentazioni che ha toccato Acireale (Istituto Brunelleschi, Fidapa), Catania (Istituto Lombardo Radice, Cafè de Flore), Palermo (Libreria Modusvivendi), Raffadali (Le Cuspidi), Siracusa (Liceo “M.F. Quintiliano”, Istituto comprensivo “Paolo Orsi”), Roma (Chiesa di Santa Lucia al Gonfalone).

È stata tra i relatori del convegno dedicato a Mariannina Coffa con un intervento sul trattamento romanzesco della poetessa (Noto, Palazzo Impellizzeri, Archivio di Stato, 12 aprile 2011).

Un dibattito sul suo romanzo e le donne del Risorgimento è uscito su “Letteratitudine” e su “Flannery”; il libro è stato recensito, tra gli altri, da Luigi La Rosa su “Centonove”, dalla scrittrice e giornalista Lucia Corsale (La Sicilia), da Maria Rita Pennisi (La Sicilia), dallo scrittore e giornalista Remo Bassini (La Nuova Sesia), da Loredana Faraci (La Repubblica, edizione di Palermo), da Luisella Pacco (Konrad).

Il romanzo è entrato nella top five relativa alla narrativa più venduta in Sicilia (La Repubblica, edizione di Palermo, 15 maggio 2011) ed è stato segnalato dal libraio Stefano Palumbo come libro rappresentativo della scrittura siciliana sempre su La Repubblica – Palermo.

È stata invitata al Letterando InFest di Sciacca, durante il quale ha presentato il romanzo insieme ad Elena Doni del gruppo “Controparola”, collettivo di giornaliste e scrittrici fondato da Dacia Maraini.

In occasione de “Il Maggio dei Libri 2012”, campagna nazionale per la promozione della lettura patrocinata dall’Unesco e dalla Presidenza della Repubblica, ha vinto il concorso letterario per incipit di romanzi editi “InciZine – Regalami un incipit”, organizzato da Scripta volant e dall’Associazione culturale “Aliantide”. Una volanzine con l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stata distribuita gratuitamente in tutta Italia durante le manifestazioni collegate all’iniziativa.

Il 13 ottobre 2012 è stata premiata come vincitrice ex aequo della sezione “Frammenti letterari” nell’ambito del premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi” per il suo romanzo “Ferita all’ala un’allodola”.

In occasione del convegno nazionale del 21 – 22 dicembre 2012 dedicato al bicentenario di Matteo Raeli ospitato al Palazzo Trigona di Noto un brano di “Ferita all’ala un’allodola” è stato inserito in un pannello e nel catalogo della mostra realizzata da docenti e allievi del Liceo “Matteo Raeli” di Noto.

Nell’aprile 2013 l’incipit di “Ferita all’ala un’allodola” è stato pubblicato, insieme alla sinossi e alla biografia dell’autrice, sul primo numero della rivista on line a cartacea POST SCRIPTA, a cura dell’associazione Aliantide.

Il romanzo è stato presentato durante la mostra-mercato “Io valgo” organizzata dalla FIDAPA di Siracusa presso i locali della Provincia regionale dal 21 al 23 maggio 2013 ed è stato rieditato nel giugno 2013 dalla casa editrice L’Erudita.

Il 9 giugno del 2013 l’autrice ha presentato il proprio lavoro editoriale presso il complesso di San Domenico a Palermo in occasione di “Una marina di libri”, manifestazione organizzata da Navarra Editore.  Ha preso parte inoltre all’estemporanea di scrittura presso la Cappella di Santa Barbara nell’ambito della stessa kermesse.

Il 29 giugno 2013 ha preso parte alla manifestazione “I Festa del Libro di Siracusa”, organizzata dalla Biblioteca comunale di Siracusa e da Tempo solidale: è stata protagonista di un incontro con i lettori ed è stata una delle autrici coinvolte nell’incontro-dibattito degli scrittori siracusani con la cittadinanza.

Nel gennaio 2014 è risultata finalista, insieme – tra gli altri – a Beatrice Monroy e agli scrittori di Leima edizioni, del Kaos festival di Montallegro (AG) con il suo romanzo.

L’8 febbraio 2014 presso la Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa si è tenuta una conversazione tra l’autrice e la scrittrice Annamaria Piccione a proposito della riedizione di “Ferita all’ala un’allodola”.

Il 14 febbraio 2014, presso la Sala Gagliardi di Noto, è stata tra le relatrici di “Semaforo rosa”, convegno dedicato a “Mariannina e le altre” insieme a Marinella Fiume, avvocate, psicologhe e scrittrici sul tema della violenza contro le donne in nome di Mariannina Coffa. L’evento è stato promosso dal Comune di Noto con il coordinamento artistico dell’associazione “Lighea”.

Il 13 maggio ha svolto una conferenza sul suo romanzo per la Fildis Teocrito di Siracusa presso l’I.T.C. “Alessandro Rizza” di Siracusa con il violinista Danilo Pistone.

1l 14 settembre 2014 nell’ambito del Premio letterario nazionale “Alessio Di Giovanni” il suo romanzo ha ricevuto una segnalazione di merito vincendo il premio della Presidenza.

Il 7 novembre 2014 ha preso parte al convegno “Sguardi plurali” dedicato a Mariannina Coffa nell’ambito della manifestazione “Noto per Mariannina”, conversando con Marinella Fiume e Biagio Iacono sull’epistolario curato dagli stessi ed è stata intervistata da Vincenzo Rosana per “Tutto su Noto”.

Il 28 febbraio 2015, presso il Palazzo della Cultura di Modica, è stata ospite del XII appuntamento del Caffè letterario “Salvatore Quasimodo” presieduto da Domenico Pisana, che ha introdotto l’autrice e il romanzo “Ferita all’ala un’allodola” insieme a Lucia Corsale, con letture a cura di Franca Cavallo e Antonella Monica, musiche a cura del pianista Stefano Cintoli.

Il 7 novembre 2015, in qualità di giurata della terza edizione del concorso letterario “Inchiostro e anima” dedicato alla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa Caruso e organizzato da “La carovana degli artisti”, ha presenziato presso la sala Gagliardi di Noto (SR) alla cerimonia di premiazione; un suo racconto e un suo scritto di ringraziamenti hanno aperto il volume antologico pubblicato in occasione della manifestazione.

Il 4 maggio, presso la Sala Gagliardi di Noto (SR) ha presenziato in qualità di relatrice e di autrice di uno dei saggi presenti nel volume (“Intorno a Voglio il mio cielo – La scoperta di un inedito sulla Coffa”) alla presentazione di “Sguardi plurali” (a cura di Marinella Fiume, Armando Siciliano Editore), atti dell’omonimo convegno di studi sulla poetessa e patriota netina Mariannina Coffa.

Il 26 agosto è stata tra gli autori partecipanti alla sesta edizione della rassegna “Poeti e scrittori del Val di Noto a confronto”, organizzata dalla Libreria editrice Urso e dedicata a Mariannina Coffa, Ibn Hamdis e Giovanni Fronte.

Il 1 ottobre, in qualità di giurata del concorso letterario internazionale “Inchiostro e anima”, quarta edizione, intitolato alla memoria della poetessa e patriota netina Mariannina Coffa, ha presenziato alla cerimonia di premiazione presso il Salone delle feste di Palazzo Nicolaci a Noto (SR). Un suo inedito sulla poetessa ha aperto l’antologia degli elaborati premiati.

Il 18 novembre ha registrato la quinta puntata della trasmissione di Telecittà (ch 654) “Libri in città”, dedicata ai libri e agli autori siracusani e non, condotta da Claudia De Luca e dal professor Luigi Amato.

Il 17 gennaio 2017 è stata invitata presso la Feltrinelli Musica e Libri di Catania per la presentazione del volume “Letteratitudine 3”, uscito per i tipi di LiberAria in occasione dei dieci anni del litblog di Massimo Maugeri; all’interno del volume è presente una sua lettera a Mariannina Coffa; il volume è stato presentato ad Adrano (SR) e Siracusa, prime tappe di un lungo tour di presentazioni.

Il 25 marzo, ospite del Rotaract di Noto sezione Terra di Eloro, ha tenuto una conferenza intitolata “Mariannina Coffa – Una donna, tante donne (La Poetessa dell’Ottocento parla alle donne di oggi)” presso la Biblioteca comunale “Principe di Villadorata” a Noto (SR), relatrice Federica Piluccio, con le musiche eseguite dal maestro Gabriele Bosco.

Il 18 agosto e il 25 agosto, rispettivamente ad Avola e a Noto, ha preso parte a delle letture poetiche organizzate dalla Libreria editrice Urso, leggendo propri testi inediti e delle poetesse Mariannina Coffa e Wislawa Szymborska.

Il 25 novembre 2017, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presso il Teatro Vecchio Mercato di Gassino Torinese (TO), per la regia di Tommaso Massimo Rotella, Teresa Caporale ha interpretato la poetessa e patriota netina Mariannina Coffa nello spettacolo “Il mio nome è Psiche”, ispirato al romanzo “Ferita all’ala un’allodola”, evento prodotto dall’associazione culturale “Magdeleine G” nell’ambito della stagione “Un’Italia in provincia”, patrocinato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, circuito regionale multidisciplinare, e dal Comune di Gassino Torinese.

Sul numero 27 (agosto 2018) dell’aperiodico tematico di letteratura online “Euterpe”, avente come tema “Il coraggio delle donne: profili ed esperienze femminili nella storia, letteratura ed arte”, è uscita la recensione di Domenico Pisana intitolata “La “poetessa maledetta” Mariannina Coffa nel romanzo Ferita all’ala un’allodola di Maria Lucia Riccioli.

Vi ricordo alcuni link:

http://www.nbtv.it/10.html

Su YouTube:

http://www.youtube.com/watch?list=PL1zqe4wSTDjd2DDsSUzguww9lhdZLyD0B&v=EIAOqrUfyxI&feature=player_embedded (l’intervista di Vincenzo Rosana di NBTV per cui ringrazio ancora sia lui che la collega Ivana Scarpetta. Il programma si chiama IN 10 MINUTI ed è un’occasione frizzante e ghiotta per parlare di argomenti di attualità e cultura rispettando il limite dei dieci minuti, il cui scadere viene sottolineato da un gong).

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2011/03/14/unita-italia-e-le-donne-nel-risorgimento-italiano/

//www.carlomuratori.it/public/Ombra-adorata-carlo-muratori.mp3

Che mi valse l’ingegno, il core e l’arte
Se te perdendo ogni Ciel perdei?
Se il nume che fu vita ai sogni miei
Mi condanna tacendo e si diparte?

Oh se vedrai queste dolenti carte
Che d’un alito ignoto accendi e bei
Saprai ch’ove sospiri, e piangi e sei
Ivi piange il mio core a parte a parte.

Saprai ch’io t’amo, ed è miracol novo
La vita mia…perchè son morta e vivo,
E là dove non sei non ritrovo!

Saprai, ch’ombra adorata, a me d’accanto
Ti riveggio pur sempre o sogno o scrivo
E più che il labro tuo trovo il tuo pianto.

Testo di Mariannina Coffa (Noto 1841-1878)
Musica, arrangiamento e direzione di Carlo Muratori

http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2012/07/19/in-radio-con-massimo-maugeri/

Chiudo in dolcezza come ho cominciato… libri e cioccolata di Modica!

20150301_162356[1]

http://www.lacivettapress.it/online/index.php?option=com_content&view=article&id=656:tutto-un-fiorire-di-iniziative-per-la-giornata-del-libro-a-p

Per saperne di più su Domenico Pisana…

https://domenicopisana.myblog.it/

 

Io nella bibliografia camilleriana!

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Una soddisfazione incredibile per me: essere nella bibliografia camilleriana per il mio racconto “Un caffè per il commissario” premiato nell’ambito del concorso “Sicilia Dime Novels” e pubblicato nella raccolta omonima edita da Algra Editore (e prefata da Moreno Burattini).

Saluto e ringrazio il Camilleri Fans Club, gli amici dell’associazione Mascalucia Doc e l’editore Alfio Grasso.

http://www.vigata.org/bibliografia/biblios.shtml?fbclid=IwAR01Z1SkR5Ik_TQybWZ_c2hT5EDbeqyDy_MGOCFOMj2jpI7vIeckDK1PBZo

2020

a cura di Mascalucia Doc A.C.

Sicilia Dime Novels

Algra

Con il racconto di Maria Lucia Riccioli Un caffè per il commissario, con protagonista il Commissario Montalbano.

http://www.vigata.org/bibliografia/siciliadimenovels.shtml

Sicilia Dime Novels

32 brevi storie di pura emozione

Narrativa: Sicilia Dime Novels

Autore a cura di Mascalucia Doc A.C.
Prezzo € 15,00
Pagine 176
Data di pubblicazione 24 marzo 2020
Editore Algra
Collana
Con il racconto di Maria Lucia Riccioli Un caffè per il commissario, con protagonista il Commissario Montalbano.

Racconti di Daniela Albano, Stefania Avola, Christian Balsamo, Cristina Basile, Maria Regina Betti, Moreno Burattini, Francesca Calì, Alfia Contino, Francesco Cusa, Paolo Alessandro D’Angelo, Mirko Di Bella, Gioacchino Di Giovanni, Enzo Di Maria, Luisa Distefano, Daniela Ginex, Patrizia Grasso, Tindaro Guadagnini, Daniela Maccarrone, Concetta Maria Negretti, Maribella Piana, Francesco Rapisarda, Giuseppe Reina, Riccardo Renda, Grazia Restivo, Maria Lucia Riccioli, Francesca Sanfilippo, Maria Grazia Sapienza, Grazia Scuderi, Carmelina Toscano, Simona Zagarella, Clelia Zarbà, Anastasia Zuccarello.

Mascalucia Doc A.C. nasce il 1° settembre 2018 dall’esigenza di ufficializzare le attività che un gruppo di volontari, già da cinque anni, svolgeva sul territorio etneo. Il suo scopo primario è la valorizzazione e la diffusione della cultura e dell’arte in tutte le sue forme. Strumento chiave dell’associazione è la pagina Facebook “Mascalucia Doc”, con oltre 14.500 like (febbraio 2020), che consente di lavorare quotidianamente sul territorio con notizie, segnalazioni dei cittadini, ma anche interviste e dirette live per scoprire aspetti o personaggi sempre nuovi e interessanti. Altro fiore all’occhiello dell’associazione è il sito http://www.mascaluciadoc.org, l’unico portale virtuale che raccoglie ricerche storiche, censimenti di monumenti, chiese ed edicole votive, biografie, news, eventi e molto altro.

http://www.vigata.org/rassegna_stampa/2010/giu10.shtml

Non solo: grazie all’ineffabile Stefano Bartezzaghi – la sua rubrica di enigmistica è una gioia per il cervello – scopro che nella bibliografia camilleriana ci sto anche per i miei giochi verbali…

La Repubblica, 30.6.2010
Lessico e nuvole
Quel ramo del lago di Vigata
Con qualche coraggio, Maria Lucia Riccioli si mette sulla scia di Varaldo e compone le sue ottave manzoniane.
Oggi vediamo la prima, che è a’ la manière de Andrea Camilleri
Stefano Bartezzaghi

ALLA CAMILLERI
A scascione del nobile Rotrico
che s’amminchia picchì voli a Lucia,
ci ammatte, a Renzo, già nu bello intrico
tra parrini, rivolte e malatìa.
Come finìu? A chi ffari lo dico?
Stu bellu libru ca mi piaci a mia
aggiusta tuttu: a peste finita
Renzo si maritò cu la sò zita.
Sto leggendo RICCARDINO, prenotato da tempo e preso in libreria stamattina.

Anzi ho preso l’edizione speciale con le due versioni – la filologa che è in me non ne ha potuto fare a meno.

camilleri montalbano sellerio

lo ringrazio Camilleri per le ore di riflessione e felicità che mi ha regalato e che mi donerà ancora al solo rileggerlo.

Un narratore, innanzitutto. Che si fa leggere. Che ha portato lustro alla Sicilia – sì, i manierismi, sì, i luoghi comuni… ma c’è una sorta di amore/odio per chi vende tanto, per chi scala le classifiche. Io penso che il tempo ristabilirà le sorti della letteratura.

Ricordo con piacere le prime dei Montalbano al Teatro Vasquez di Siracusa, con Cesare Bocci, Luca Zingaretti, Alberto Sironi, Angelo Russo e Peppino Mazzotta, il nostro Lo Verde… ricordo lo Sciacca Film Festival del 2011, quando ho conosciuto Rocco Mortelliti e ho visto la prima de LA SCOMPARSA DI PATO’ insieme all’amica Cetta Brancato, a Emidio Greco, ad Elena Doni e alle sue donne risorgimentali… e IL PIMPIGALLO a Noto con Nino Frassica e Alessandra Mortelliti…

Nel 1994 in cui usciva il primo Montalbano cambiavano alcune cose nella mia vita e la mia scrittura in erba si incontrava con la sua.

Ora è tempo di andare oltre.

Oltre le polemiche, oltre le disquisizioni sul “camillerese”… oltre.

Pensate che qualcuno, leggendo il mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, ci avrebbe trovato un’ascendenza camilleriana (nel linguaggio misto tra italiano e siciliano…). Avrei molto da dire ma dato il successo mainstream del maestro di Porto Empedocle lo prendo come un complimento.

Mi manca. Tanto.

La sua voce tabaccosa e funnùta di grotta, i suoi racconti, la sua capacità affabulatoria…

E adesso, un omaggio. Scritto tanti anni fa, ma che non mi sembra inopportuno offrire di nuovo adesso.

Il sito letterario su cui apparve per la prima volta non c’è più. Altro motivo di nostalgia.

La promessa di Montalbano – prima parte

S’arrisbigliò malamente.
Vagnatizzo, anzi assammarato di sudore.
Meno male che se l’era insognato!
Qualcuno gli aveva sparato in pieno petto e come diceva Freud – varda che minchia di pensate e non erano manco le cinco della matina – anche se i latri sono finti la paura è reale.
Il respiro si calmò, il battito tornò regolare. Squasi si diede del deficiente.
Stai invecchiando, Montalba’.
Dalle persiane non filtrava ancora manco una filàma di luce. L’aria era sirèna, anche troppo. Immobile.
La cosa che lo colpì maggiormente, però, fu il silenzio. Tutto taceva.
Anche il frigorifero, che certe notti scassava la minchia con quell’attacca e stacca delicato come un trattore nella grecchia, se ne stava – e qua ci vuole – come un quarto di pollo, muto e pazinzioso, là nella cucina, dove pure il ralògio a muro pareva essersi venduto le lancette.
Di riprendere sonno manco a pensarlo. Tambasiare casa casa in attesa che facesse iorno? Macari leggere quàlichi pagina del libro che si era accattato aieri e che stava ancora sul comodino avvolto nel cellofan.
Vederlo accussì gli fece una mala impressione, come di morto pronto per il cascione. O come quei poveri immigrati che dopo un viaggio in mare che manco l’Odissea, morti di fame e di sete, li ammogghiano in quella metallina che pare carta di uovo di Pasqua per non farli crepare di freddo.

Niente, non era cosa.
Restò qualche minuto a rivoltarsi come una delle cutulette di Adelina. Poi si stuffò.
E che è?
Le gambe parevano di ricotta e la testa principiò a firriargli come un tuppetto. Un tuppetto. Lo assugliò una nostalgia assurda e struggente per i giochi che faceva quand’era picciliddro. Che strano. Lui che al passato non ci pinsàva squasi mai, e d’improvviso s’arricordò pirchì. Come una botta in testa, l’assalì non il ricordo, non l’immagine, ma la prisènza viva di so’ matre. Biunna, bella da stare male, bella come forse non era mai stata. Sentì sulla varva non fatta una carizza, una. Fresca e tiepida nell’istisso tempo. Voleva affirrare quella mano e tinirasilla stritta, vasarla…
Riaprì gli occhi umidi e si ritrovò a stringere l’aria.

Al commissariato tirava un’aria strana.
Se ne accorse subito, manco il tempo di entrare.
– Ah dottori, ah dottori dottori! Ma lei qua è? O Madonna mia! Mariamariamariamari…
Catarella gli cadde davanti, preda di un sintòmo inspiegabile.
– Ma certo che sono io, Catare’!
Lo aiutò a susìrisi, gli pruì un bicchiere d’acqua.
– Ah dottori dottori!
Daccapo la litania. Forse il “signori e guistori” aveva fatto più burdello del solito, al telefono, e Catarella se n’era risentito.
– Ho capito! Ah, bestia che sugnu! Vossia è il gimello, il dottori Arturo!
Montalbano strammò.
– Il gemello di chi?
– Ah, dottor Arturo? Ma chi ci pare il momento di babbiare, quisto?
Montalbano si picchiò la fronte. Fu come un lampo nel ciriveddro. “Io ho un gemello che si chiama Arturo”. Tempo fa s’era messo a garrusiare al telefono inventandosi un fantomatico fratello gemello che ora rispuntava come un cadavere mal sepolto. Maledì la propria natura di tragediatore e le botte di metafisica stupidità di Catarella.
– Io sono, Catare’!
Agatino Catarella si fece serio. Con la manica della divisa asciugò occhi e guance, poi si ciusciò il naso con un fazzoletto, lo ripose a lento in sacchetta.
– Non babbiasse con mia, dottori Arturo. Io al commissario Montalbano ci voleva bene, ha capito? Ci avrei dato l’istissa vita mia, ca non vale niente a paro di quella sua, pi salvarlo. Ma non fu sorte.
A chi cerca? Al dottori Augello? Aspettassi ca ci lo chiamo.

Cosi ri Pirinnellu.
Roba da Pirandello. Così avrebbe commentato un analfabeta di Montelusa, Vigàta e dintorni al trovarsi in mezzo a una situazione grottesca come quella che Montalbano dott. Salvo stava vivendo dalle cinco di quella matìna.
– Mimì, vuoi degnarti cortesemente di spiegarmi che cosa sta succedendo in questo commissariato? Credo di avere diritto ad una relazione circostanziata dei fatti.
Il dottor Augello conosceva la pericolosità di certi toni apparentemente tutti scocchi e maniglie del suo capo e ne prevenne lo scoppio d’ira funesta. Montalbano però non si spiegava la reticenza circospetta, per non dire imbarazzata, del tono, dei gesti, dello sguardo del suo vice e amico.
– C’è che… che tu, Salvo, sei morto sparato alle cinco di stamatìna e ancora non abbiamo manco l’ùmmira di un sospetto, di una pista…
Mimì Augello l’abbrazzò e principiò a singhiozzare come un picciliddro.
– Salvù! Salvù!
– Mimì!
– Salvù…
– Mimì! Lasciami che mi ammazzi pi daveru!

La porta scatasciò. Catarella non ebbe manco il tempo di arriparàrisi la caduta e venne giù, porta e cardini compresi, la maniglia ancora in mano.
– Sono arrivate, dottori Augello. La signora Beba e la signorina Livia.
Livia? Ma se era partita due giorni fa, dopo una litigata apocalittica? Che fa, tornava a chiedergli scusa?
– Falle accomodare.
Montalbano provò pena nel vedere gli occhi di Livia, abbottati, gonfi, come di chi abbia pianto tutta la notte senza un momento di riposo.
Cimiàva come un àrvolo sorpreso da una tempesta improvvisa e si lasciò cadere su una sedia, la mano stretta a quella di Beba che piangeva senza ritegno.
– Ah, tu qua sei? Brutto bastardo, devi avere sempre tu l’ultima parola! Neanche il tempo di salutarti…
Scoppiò in lacrime, un fiotto di dolore lamintòso, assoluto, che straziava l’anima.
Montalbano non seppe che dire, il cuore gonfio di una compassione che era amore e ancora di più, l’impotenza disperata di chi non può asciugare le lacrime di uno ca chiangi pi tia.

Basta, basta.
Gli toccò ascoltare Beba che si chiedeva come avrebbe fatto a raccontare tutto a Salvuccio, il picciliddro che Montalbano aveva battezzato e che portava l’istisso nome so’.
Dovette assupparsi la faccia devastata di Fazio, che non riusciva a spiccicare parola e si grattava la testa come se volesse scipparsela.
Se lo figurò pronto a declinare le sue generalità: Montalbano dottor Salvatore detto Salvo, fu… nato a Catania nel 1950, il…
Avrebbe sopportato che gli elencasse uno per uno tutti gli abitanti di Vigàta, che scassinasse l’Ufficio anagrafe e gli contasse le storie dei paesani fino alla settima generazione, pur di non vederlo in quello stato.
Quando s’appresentò, trafelata ma sempre abbagliante, una Ingrid addolorata e incredula, seguita da Anna Ferrara con prole al seguito – Non avevo a chi lasciarli, appena ho saputo sono corsa qua – Montalbano non ce la fece più.

La promessa di Montalbano – seconda e ultima parte

Uscì da quello che era stato il suo ufficio senza che nessuno tentasse di trattenerlo.
Avrebbe registrato nell’anima solo gli sguardi di tutti – Livia, Beba, Mimì, Ingrid, Anna, Fazio e tutti gli uomini del commissariato – sgomenti, addolorati, pieni d’amore affetto rimpianto stima, che cosa? Come si chiama quel filo che ci tiene legati a questa vita gli uni gli altri? Quello che quando si spezza ci trancia il petto qua, all’altezza del cuore?

Nella sala d’aspetto c’era un assembramento che Catarella era incapace di sciogliere e tantomeno di contenere.
Eppure questa gente lui la conosceva. O meglio, l’aveva conosciuta. In altre e ben diverse circostanza, si potrebbe dire così.
– Condoglianze, dottor Montalbano.
– Commissario…
– Mi dispiace tanto.
Tutti che gli stringevano la mano, gli toccavano un braccio, una spalla. Quella era… oddio. Michela Licalzi. Splendida, una vera billizza, un sorriso malizioso stampato sul volto. Incontrò i suoi occhi e il sorriso si tinse di una mesta dolcezza. Le gambe per un attimo gli fagliarono. Fatima. La pelle ambrata riluceva di una serena perfezione. Lo trafisse con uno sguardo che sapeva di gratitudine e compassione, poi lo baciò su una guancia. Il cavaliere Misuraca, arzillo il passo, splendente la dentiera. Gli strinse la mano che manco un picciotto. E poi…
Mio Dio.
Giugiù.

Aveva bisogno d’aria e se ne andò a fare la solita passiàta al molo.
Manco il familiare, amico scoglio gli fu d’aiuto.
Il mare pareva fermo, come se le onde non avessero gana di arrivare fino alla pilaia, al porto, laggiù, fino alla vertigine della Scala dei Turchi.
Che era tutta quella storia?
Livia, Mimì, tutti quanti che lo chiangìvano per morto… tutti i catàferi delle indagini passate che gli venivano incontro, vivi e vegeti, per fargli le condoglianze.
Calma e gesso, Montalba’.
Qua c’è una sola cosa da fare.

A Vigàta ancora qualche cabina tilifonica è sopravvissuta all’avanzare di cellulari e computer che fanno da televisione, telefono e se la fottono loro che cosa.
Montalbano, notoriamente allergico a queste manifestazioni del nuovo che avanza come una ruspa e abbatte quel mondo cui s’era faticosamente abituato e al quale spesso con nostalgia e rimpianto s’aggrappava, entrò furtivo nella prima che gli venne a tiro.
Che strano, ricordava il numero a mente anche se non lo componeva da anni.
– Pronto?
La voce incatarrata, che sembrava emanare volute di fumo anche a distanza di chilometri, era quella.
– Montalbano sono.
– Ah. Ma lo sa che ore sono? Io a quest’ora riposo. Dovrebbe saperlo.
– E io me ne stracatafotto.
Per dirla tutta, non so manco che ore sono, ma questo non lo disse.
– Ma si può sapere che sta succedendo? Ha idea in quale burdello mi ha messo?
– Mi pare che sia lei a cacciarsi nei guazzabugli, nei pasticciacci più brutti, per dirla con Gadda. Perché ne dà la colpa a me?
– Non siamo qui per parlare di letteratura.
– Ah no?
Pausa.
Già una volta Montalbano s’era ribellato ad un destino da pupo per fare a suo modo. E non era stata l’ultima.
Sospiro.
– Non può continuare così.
– Anche i personaggi letterari muoiono, lo sa Montalbano?
– Spesso continuano a vivere dopo la morte di chi li ha creati. E lei lo sa meglio di me.
Sospiro dall’altra parte del filo. E due.
Poi silenzio.
Come gli capitava sempre quand’era al telefono, Montalbano venne aggredito dalla paura assurda di trovarsi a parlare da solo in un universo vuoto e muto. Principiò a gridare.
– Pronto! Pronto!
Pronto una minchia. Non si sentiva pronto ad uscire di scena. Dillo, Montalba’. Non ti scantare. A morire. Ecco, l’aveva pensato. L’aveva detto.
– Non voglio morire.
Non sarebbe stato sicuro, dopo, d’averle realmente pronunciate, quelle parole.
Ma dall’altra parte del filo, forse, Andrea Camilleri le aveva sentite.
Montalbano attese. Una parola, magari un insulto. Niente.
– Pronto! Pronto!
Gli giunse quello che non s’aspettava. Una risata. Soffocata all’inizio, poi sempre più fragorosa e piena.
– Ma veramente credeva che le avrei permesso di andarsene prima di me?
Sospiro. E tre.
– Non le posso nascondere nulla, vero? Bene. Mi ascolti senza interrompere, poi riagganci e non mi scassi ulteriormente i cabasisi perché ho già deciso.
Montalbano s’azzittì pure mentalmente. Non era il momento di quistionare.
– In cassaforte, a casa mia, c’è già il manoscritto del mio ultimo romanzo che la riguarda. Le mie ultime volontà stabiliscono che venga pubblicato solo dopo la mia morte. E visto che è mia intenzione campare come minimo fino a cent’anni, lei può dormire sogni tranquilli. Se ci riesce.
Uno sfaglio momentaneo della voce? Un colpo di tosse? Cos’era? Un singhiozzo, forse.
– La saluto, Montalba’.
– Aspetti, aspetti. Solo una cosa.
– Veda che non sono il dottore Pasquano. Si sbrighi.
– Non voglio chiederle nulla. Le prometto una cosa.
– Che cosa?
– Non la farò pentire della sua decisione. Arrivederci.
Era meglio addio? Forse. Meglio non dirlo. La commozione gli artigliava la gola.
– E grazie.
Clic.

Passò dalla trattoria “San Calogero” ma resistette.
Tornò a casa.
Aveva chiamato Mimì e Fazio, e magari Catarella. Chiangeva, rideva, l’avevano preso per pazzo ma chi se ne fotte. Aveva chiamato Livia.
– Non sono morto, hai visto?
– Ma che c’è? Se è uno scherzo vedi che è cretino. Vuoi farmi dispetto?
– No, è successo che ti amo.

Nel forno c’era una parmigiana da resuscitare un carico di morti ammazzati, ma non ne toccò neanche un poco.
Si andò a corcare.
S’addormiscì di botto, come se gli avessero sparato.

Sorpresa! Anche LA PROMESSA DI MONTALBANO è stata accolto come apocrifo nella bibliografia camilleriana!

2014

Maria Lucia Riccioli

La promessa di Montalbano
Prima parte / Seconda parte

LetteraTu
6/20 settembre 2014

Una fanfiction in due puntate

E poi l’anno scorso, una bellissima sorpresa. Il mio racconto “Un caffè per il commissario” si piazza secondo al Sicilia Dime Novels contest…

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Neanche a dirlo, è una fan fiction dedicata a Camilleri che era appena scomparso.

L’antologia relativa al premio è edita da Algra Editore e lì potrete trovarvi il mio racconto.

Un caffè per il commissario | Maria Lucia Riccioli

Ve ne offro un’anticipazione…

UN CAFFÈ PER IL COMMISSARIO

 

Il commissario Montalbano dott. Salvo strammò.

E ce ne voleva, per uno sbirro come lui abituato a vedere e sentire la qualunque.

Ma chisto no.

 

L’aria di mare sapeva di state, longa e calda.

Il profumo del cafè l’aveva raggiunto fino al letto. I linzòla frischi di bucato – ah, santa Adelina! – l’avevano cullato come un principi. Il sonno era stato longo e senza mali sogni. La matinata – niente telefonate dalla Questura, nessuna rottura di cabbasisi – s’apprisintava bene, per una volta.

Magari ci poteva scappare una bella nuotata prima di mettersi in macchina per andare da Marinella a Vigàta, giusto il tempo di salutare i ragazzi prima di partire. Livia non l’aspettava, ma sarebbe stata contenta della sorpresa.

Si susì.

Fu quello che vide nella verandina a farlo strammare.

Assittato su una delle segge, appoggiato a un bastone più per vezzo che per necessità, sigaretta in bocca, coppola in testa, una tazzina ancora vuota davanti, c’era nientedimeno che Andrea Camilleri, lo scrittore.

– Ce ne hai messo di tempo ad alzarti, commissa’. Me lo offri, un cafè?

 

Virtual choir 6: Sing Gently

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1 MILIONE DI VISUALIZZAZIONI in una settimana!

Sing Gently is also featured on the @applemusic Choral Chill playlist. Super cool. A big thanks to Apple Music for giving us such incredible visibility this week!

Amazon Prime Music playlist…

VC6 at the top of the charts! And the string quartet version at #3. 

Even better, we peaked at #44 yesterday on the Top 100 — that is all genres, pop, hip hop, world, etc. Counting Sam Glicklich on piano and yours truly as conductor, there are 17,574 of us with a hit single. Bravo everyone!

Woo hoo!! Sing Gently is now available for streaming and download worldwide. The full version (featuring all 17,572 singers) and the string quartet version are available everywhere (you can even stream the HQ version on Tidal). And the video is available for purchase on @applemusic. Bravo everyone!

Tutto è cominciato così…

The countdown is on… https://youtu.be/InULYfJHKI0

May we stand together, always,
May our voice be strong.
May we hear the singing and
May we always sing along.

Lo scorso Natale, insieme al coro polifonico “Giuseppe De Cicco” diretto dal maestro Maria Carmela De Cicco, ho interpretato “Lux Aurumque” del compositore Eric Whitacre.

Io e la collega Marta Miccoli eravamo i soprani primi, che in sostanza interpretano la parte dell’eventuale solista: che emozione tenere quelle note lunghe coordinando i fiati e soprattutto dire NATUS, cantando la nascita della Luce, quel Cristo che nasce, Luce del Padre per il mondo…

Poi, i tempi strani e inquieti del coronavirus.

Incertezze, paure, speranza.

E questa sfida, letta quasi di sfuggita, una “challenge”? No, un modo per mettermi alla prova, per imparare un nuovo brano.

Insieme a 17.572 persone da 129 paesi.

Coristi di tutto il mondo… uniti nel nome della musica e della gentilezza, sì.

Perché di dolcezza e gentilezza e consolazione e conforto e calore abbiamo bisogno, in tempi di Covid.

Di fare qualcosa, di fare musica INSIEME, come insisteva a dire il mai troppo compianto Ezio Bosso.

Ed eccomi qui.

Eccomi… Siracusa!

🎹🎼🎵🎶🎙🎚🎛🎤🎧
 

https://www.facebook.com/groups/virtualchoir6/

https://www.facebook.com/groups/3272079262811968/

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric?fbclid=IwAR3u_zNyZCAGPpJQccgHm1k1tDqjg0Xt8xcyoKA54ZoNthidJdsn-4UOXeU (un fotomosaico carinissimo su Musically)

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric

https://mosaically.com/photomosaic/WeAreOneWithEric?fbclid=IwAR3u_zNyZCAGPpJQccgHm1k1tDqjg0Xt8xcyoKA54ZoNthidJdsn-4UOXeU# Here I ammmmmmmmmmmmmm!

https://mosaically.com/photomosaic/23578c1b-4a24-44e3-af62-61a33f17a50e?fbclid=IwAR1cH-olEjF9J0k72O_dH33fOJB7DNyNug06gA0VsI2rPCMpp4PUnK1Vxdg

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mlriccioli

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?fbclid=IwAR0ypj0lY24kLBEoVU3BH4B3furUYwcRqTnI4UbXPF-hS079KayAzlFJ-X4&mid=19i_TUMjK2_gYyjTsHh5j6kqfIyUwEwer&ll=39.50525792958635%2C18.33733918437497&z=6 (io nella mappa italiana)

https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?fbclid=IwAR3kpicWG6VVCQHuiLxzRrUHPB8grr-nNEmOD57H-YvQQctOtJ665mnXOx0&mid=1KKwIbm3KjDULnL0Va0gIz6OkMbvirCrn&ll=38.14653814389585%2C14.37683260468749&z=7 (VC6 map)

Another important part of the puzzle is nearing completion too: the final credits.  We’ve always used rolling-credits before, but this is a very slow process.  It’s slow to view and slow to render which extends the production period.  This time we’ve decided to put the credits onto individual cards or screens which will make it easy to read the names and pause the video when you want to find your own name or someone else’s. Even in this new format the credits section of the film is running longer than 6 minutes – nearly twice as long as “Sing Gently”!
 
This week, Eric re-scored “Sing Gently” for string quartet and piano and recorded it at the Colburn School to accompany the credits. Thank you to the players for a superb performance: Adam Millstein (vln), Max Karmazyn (vln), Emma Wernig (vla), Ben Solomonow (vlc), Dominic Cheli (pno).

Virtual Choir 6! Here is a little taste of my string quartet arrangement of Sing Gently. The full recording will play under the VC6 credits.
BRAVO to the band: Adam Millstein, Max Karmazyn violins. Emma wernig, viola. Ben Solomonow, cello. Dominic Cheli, piano. We recorded at the beautiful @colburnschool in Los Angeles.
@adam_millstein_violin
@maxwellkarmazyn
@emmawernigviola
@bensolomonow
@domcheli

Una piccola anticipazione!

Hi everyone,

Hoping you’ve had a good week and are safe and well.

We’ve already explained a little about our process for the audio you’ve all sent us. The team has been taking large groups of tracks from each voice part – 100 or 200 at a time – to build up the ‘stems’ or full sections of the choir. Taking the voices in batches has made it easier to line up the media in terms of sync and to remove some of the audio glitches that come through recording on largely domestic equipment (rather than professional recording gear in controlled studio surroundings). Here are some MP3s (first edits with reverb) of each voice-part as the layers of voices start to build-up – for your ears only!
The film is super close to completion and we wanted to share the opening title cards with you. For font nerds out there (like ourselves!) know that this is beautiful SangBleu.
Yesterday, Eric posted a clip of “Sing Gently”, adapted for string quartet and piano, recorded at the Colburn School with instrumentalists Adam Millstein (vln), Max Karmazyn (vln), Emma Wernig (vla), Ben Solomonow (vlc) and Dominic Cheli (pno). If you didn’t catch it you can watch it on Instagram: https://www.instagram.com/p/CCHWbcOgbxm/. Quite a few people have asked whether the string quartet version will be available for performance. The answer is yes! We’re in the process of publishing it with Hal Leonard and it will be available later in the year along with the choral version.
Whilst the film is being completed, we have been letting the media know that it’s coming so they can help us spread the word about the premiere. A small number of singers were invited to participate in an interview for CBS Sunday Morning (US) and National Public Radio (US) over the past couple of weeks and we’ll let you know the transmission dates when they’re confirmed along with all other major features. We’d love to see VC6 shared across as many of the 129 countries represented as possible!
Until next week,
Claire & Meg
 
 
 
 
One of the things we worked REALLY hard to do with this virtual choir was to make sure as many faces as possible could be seen clearly. A big thank you to the amazing artists at @59_productions who worked tirelessly to make it real!
 
So happy and proud to be part of this!
Music is the unspoken language that makes us ONE.

Last Christmas, with the a cappella choir “Giuseppe De Cicco” directed by maestro Maria Carmela De Cicco, I sang “Lux Aurumque” written by the American composer Eric Whitacre.

Me and my colleague Marta Miccoli were the earlly sopranos, that actually perform the role of an eventual soloist: what a great emotion to keep firm those long notes, the breaths and most of all to say NATUS, singing the birth of Light, that Christ who is born, Light of the Father and of the Holy Spirit for the world…

After that, the strange and restless times of Covid 19. 

Uncertainties, fears, hope.

And this challenge, of which I real almost in passing, was it just “a challenge”? No, a way to test me, to learn a new piece. 

Together with 17.571 people from 129 countries.

Singers from all over the world… united in the name of music and gentleness, yes.

Because we are in need of sweetness and kindness and gentleness and consolation, in times of coronavirus.

We need to do something, to play and make music TOGETHER, as Ezio Bosso (never too mourned) insided to say.

And here I am!

https://www.classical-music.com/news/eric-whitacre-to-release-new-work-for-virtual-choir/?fbclid=IwAR3hyuKUzpyCnh-8p7CTVSUbQuf8DsxA3-T9vkkmA9kgfcskASb34Aw4scg

https://blog.google/products/youtube/virtual-choir-6/?fbclid=IwAR0cObblKUDw64YoGnYywQyqqt7pPV688YtJet1WGqgciKJiVmN5t6BhrCI

https://www.bbc.co.uk/sounds/play/w3cszvbh

https://www.yourclassical.org/programs/performance-today/episodes/2020/07/29?fbclid=IwAR2rp7Hs2srr0oFAe_sFT1iBAL2tC5EkXdkryaSf952Yh6QEswSGBy3Cli0

Episode 39: The Birth and Maturation of the Virtual Choir with Eric Whitacre

https://www.nammfoundation.org/articles/2020-07-31/eric-whitacres-virtual-choir-6-unites-time-crisis-and-isolation

Watch Sing Gently by a virtual choir of 17,572 singers!

A friend passed along this video of 17,572 singers from 129 countries performing Eric Whitacre’s “Sing Gently,” and included a poem by Bertolt Brecht

In the dark times
Will there also be singing?
Yes, there will also be singing
About the dark times.
– Bertolt Brecht, motto to Svendborg Poems, 1939

“It turns out singing is a perfect way to spread coronavirus. So, what’s a choral singer to do? Well, one could join a virtual choir, and that’s what over 17,000 people did.” — NPR

https://view.newsletters.cnn.com/messages/15975812096902abfedd01630/raw?utm_term=15975812096902abfedd01630&utm_source=Five%20Things%20for%20Sunday%2C%20Aug%2016%202020&utm_medium=email&utm_campaign=236321_1597581209693&bt_ee=MQhZxTrLVEDSSFOyXJWWNJGBFXi2plv0Nnhjxw57YzkisOCH7bkDEryiKL1TAAd4&bt_ts=1597581209693&fbclid=IwAR1zQr2Qa_V5L6HvWRdJtmIFmF6U6R-SEvrh0l9SZGEQvIJNu9U-ZYoDA5Q

Sing Gently is now in print; check out the dedication! Thank you all, each and every one of you who participated, for bringing this piece — and ten years of virtual choirs — to life.
The sheet music is now available for preorder from the Hal Leonard website. Woo hoo!
 
Let’s “play”!
 
 
 
 
CBS Sunday Morning with Jane Pauly… a little preview!
 
 
The video “Sing Gently” features 17,572 choristers from 129 countries performing together virtually – and one of them was “Sunday Morning” contributor David Pogue. He talked with Grammy-winning composer Eric Whitacre, who conducted the largest virtual choir ever assembled. Subscribe to the “CBS Sunday Morning” Channel HERE: http://bit.ly/20gXwJT Get more of “CBS Sunday Morning” HERE: http://cbsn.ws/1PlMmAz Follow “CBS Sunday Morning” on Instagram HERE: http://bit.ly/23XunIh Like “CBS Sunday Morning” on Facebook HERE: https://www.facebook.com/CBSSundayMor… Follow “CBS Sunday Morning” on Twitter HERE: http://bit.ly/1RquoQb
 
SOME DIALOGUES ON LINE…
 
Thank you Jack… for all.
I loved every single moment – studying recording watching the mosaic and struggling to search for my photo chatting in VC6 group…
I watch and listen again and again.
Goosebumps. Tears.
Me involved in such a thing.
😢
 
 

Jack Rowland

It’s bigger than all of us, right? A lasting legacy.
 

THINKTANK

Virtual Choir 6 Media Coverage

July 16, 2020

We’ll be updating this list as we become aware of more moments and features.

TV

Online

Radio

Print

Come potete vedere, nella sezione MEDIA COVERAGE di VC6 è citato anche il mio articolo – scritto sia in Italiano che in Inglese – per LA CIVETTA DI MINERVA…

 

I cori virtuali in tempo di pandemia: “Possa il nostro canto essere musica per gli altri”

In tempo di pandemia sono stati molteplici e variegati i progetti “social”: letture condivise, video di sensibilizzazione, protesta, riflessione, solidarietà, flash mob dai balconi, dalle finestre, dai terrazzi… arte, poesia, teatro. Musica.
Uno dei fenomeni che anche i sociologi stanno studiando è quello dei cori virtuali, che non sono certo nati in tempo di Covid ma sicuramente hanno subito un’accelerazione esponenziale: per un gruppo vocale la quarantena ha rappresentato l’impossibilità di provare ed esibirsi – nelle scuole e nelle università, nei centri culturali, nelle chiese e in genere negli edifici sacri, in teatro.
Come ovviare a questa sosta forzata? La tecnologia, spesso accusata di isolare e dividere le persone, ha offerto la possibilità di provare virtualmente – impossibile ricreare online la magia delle prove d’insieme, dell’intrecciarsi delle singole frequenze, dei respiri, degli sguardi tra coristi e tra coro e direttore, ma tant’è – e di registrare la propria linea vocale da mixare insieme a quelle dei colleghi, non necessariamente dello stesso gruppo o paese, per interpretare un brano classico o contemporaneo, magari scritto per l’occasione.
Eric Whitacre, compositore americano, vincitore di un Grammy per l’album “Light & Gold”, non è di certo nuovo a questo tipo di esperienza, anzi possiamo dire che ne sia stato quasi uno dei pionieri: il suo progetto “Virtual Choir” quest’anno è giunto alla sua sesta edizione, resa però speciale e per certi versi irripetibile dal periodo in cui è stata progettata e poi è giunta in porto.

Sing Gently”, il brano composto da Eric Whitacre proprio per evidenziare quanto sia grande il potere della musica, capace di sollevare mente cuore e spirito, di fare di tante individualità una comunità, di creare connessioni ponti canali di comunicazione ad ogni livello, da quello meramente fisico ad altri più sottili, è stato infatti cantato da un coro virtuale che comprende 17572 coristi da centoventinove paesi del mondo; la première mondiale del video è stata trasmessa in diretta su YouTube il 19 luglio ed è stata anticipata, accompagnata e seguita da interviste, trasmissioni televisive, radiofoniche e in streaming, come quelle su CBS Sunday, Classic FM (UK) e De Muziekfabriek su Radio 4 (Paesi Bassi), articoli come quello su Forbes.
Un evento senza precedenti: cantanti professionisti e dilettanti hanno provato, studiato per giorni e settimane confrontandosi con Eric Whitacre, con il suo staff e con colleghi dall’altra parte del mondo pronti a incoraggiare, a collaborare per il progetto comune senza protagonismi ma con il desiderio di dare il meglio di sé, consapevoli che in un coro il tutto è maggiore della somma delle parti, che età etnia aspetto fisico condizione sociale convinzioni politiche cultura religione non sono etichette ma colori di un affresco (l’aspetto inclusivo del progetto non è poco significativo: il brano è stato eseguito anche nella versione in ASL, Lingua Americana dei Segni, e la versione in Braille ha permesso di cantarlo anche ai coristi con disabilità visive).
Ecco il link al video di “Sing Gently”, la cui grafica è basata sull’arte giapponese del kintsugi – letteralmente “riparare con l’oro”, dato che il brano è basato sul potere catartico della musica, capace di lenire le ferite dello spirito con la dolcezza del canto: https://www.youtube.com/watch?v=InULYfJHKI0

Mi si permetta una notazione personale: è difficile spiegare cosa abbia rappresentato per me la partecipazione a questo progetto. Conoscevo già un pezzo di Whitacre, “Lux Aurumque”, che avevo cantato lo scorso Natale con il coro polifonico europeo “Giuseppe De Cicco”, ma “Sing Gently” è stato il mio inno della pandemia, il mio modo per restare connessa anche solo tramite pc telefono e cuffiette al mondo della coralità e della musica – che insieme alla letteratura è il pane della mia anima -: studiare il pezzo, fare vocalizzi e scale, chattare sul gruppo Facebook dedicato a “Virtual Choir 6” con coristi di tutto il mondo sentendomi parte di una famiglia corale e non una monade, creare insieme ad altri coristi italiani una costola di VC6, “Note tricolori” (ricordo qui le siciliane del progetto, Carmela Micalizzi, Giusi Nasello e Raffaella Vitale), avere la possibilità di seguire le discussioni tra maestri e musicisti, seguire le loro lezioni di canto, poter rivolgere loro delle domande, sapere che grazie alla scientifica magia dei fusi orari tutto il globo stava imparando “Sing Gently” proprio come me che pensavo alla Didattica a Distanza, che pulivo cucinavo leggevo con la linea vocale del pezzo in testa… ecco, tutto questo mi ha donato gioia. E la consapevolezza che il mio piccolo mattone, insieme a quello di altre 17571 persone, lascerà una piccola impronta vocale nell’etere, una sorta di eredità vocale, di “testamento” sonoro per chi vorrà lasciarsi cullare dalle parole – che qui tento di parafrasare molto liberamente – e dalle note di Eric Whitacre: “Che possiamo sempre cantare insieme / Che la nostra voce sia dolce / Possa il nostro canto essere musica per gli altri / E che possa sempre sollevare gli altri / Cantate, cantate, gentilmente, sempre / Cantate, cantate a una sola voce, sempre / Che possiamo rimanere saldi e forti / Che possiamo sempre ascoltare il canto / e che possiamo sempre cantare assieme”.

 

In time of pandemic manifold and variegated have been the “social” projects: shared readings, awareness or protest or reflection or solidarity videos, flash mob from the balconies, windows, terraces… art, poetry, theatre. Music.

One of the phenomena that sociologists are also studying is that of virtual choirs, which are certainly not born in Covid’s time but certainly have undergone an exponential acceleration: for a vocal group the quarantine represented the impossibility of reharsaling and performing – in schools and universities, in cultural centers, in churches and in general in sacred buildings, in the theatres.

How can we avoid this forced stop? Technology, often accused of isolating and dividing people, has offered the possibility to reharsal virtually – impossible to recreate online the magic of ensemble rehearsals, of the intertwining of individual frequencies, of breaths, of the looks between choristers and between choir and conductor, but anyway – and to record your own vocal line to mix together with those of colleagues, not necessarily from the same group or country, to interpret a classic or contemporary piece, perhaps written for the occasion.

Eric Whitacre, American composer, winner of a Grammy Award for the album “Light & Gold”, is certainly not new to this type of experience, indeed we can say that he was almost one of the pioneers: his project “Virtual Choir” this year has reached its sixth edition, however made special and in some ways unrepeatable from the period in which it was designed and then came to port.

“Sing Gently”, the song composed by Eric Whitacre precisely to highlight how great the power of music is, capable of raising mind, heart and spirit, of making many individuals a community, of creating connections, bridges of communication channels at all levels, from the purely physical one to others more subtle, was in fact sung by a virtual choir that includes 17572 choristers from one hundred and twenty-nine countries of the world; the world premiere of the video was broadcast live on YouTube on July 19 and was anticipated, accompanied and followed by interviews, television, radio and streaming broadcasts, such as those on CBS Sunday, Classic FM (UK) and De Muziekfabriek on Radio 4 (Netherlands), articles like the one on Forbes.

An unprecedented event: professional and amateur singers have tried, studied for days and weeks comparing themselves with Eric Whitacre, with his staff and with colleagues on the other side of the world ready to encourage, to collaborate for the common project without protagonists but with the desire to give the best of oneself, aware that in a choir the whole is greater than the sum of the parts, that age ethnicity physical aspect social condition political beliefs culture religion are not labels but colors of a fresco (the inclusive aspect of the project is very significant: the song was also performed in the version in ASL, American Sign Language, and the Braille version allowed choristers with visual impairments to sing it too).

Here is the link to the video for “Sing Gently”, whose graphics are based on the Japanese art of kintsugi – literally “repairing with gold”, given that the song is based on the cathartic power of music, capable of alleviating the wounds of the spirit with the sweetness of: https://www.youtube.com/watch?v=InULYfJHKI0

Allow me a personal notation: it is difficult to explain what participation in this project represented for me. I already knew a piece of Whitacre, “Lux Aurumque”, which I had sung last Christmas with the European polyphonic choir “Giuseppe De Cicco”, but “Sing Gently” was my anthem of the pandemic, my way to stay connected even if only via PC phone and headphones to the world of choral and music – which together with literature is the bread of my soul -: study the piece, make vocalizations and scales, chat on the Facebook group dedicated to “Virtual Choir 6” with choristers from all over the world feeling like part of a choral family and not a monad, create together with other Italian choristers a rib of VC6, “Note tricolori” (I remember the Sicilians of the project, Carmela Micalizzi, Giusi Nasello and Raffaella Vitale), to have the opportunity to follow discussions between teachers and musicians, following their singing lessons, being able to ask them questions, knowing that thanks to the scientific magic of time zones, the whole globe was learning “Sing Gently” just like me, who was thinking of The Distance Learning, which I cleaned cooking, I read with the vocal line of the piece in the head… here, all this has given me joy. And the awareness that my little brick, together with that of 17571 other people, will leave a small vocal imprint in the ether, a sort of vocal inheritance, of sound “testament” for those who want to be lulled by words – which I try to paraphrase here very freely – and from the notes of Eric Whitacre: “May we sing together, always, / May our voice be soft, / May our singing be music for others, / and may it keeps others aloft. / Sing gently, always, / sing gently as one. / May we stand together, always, / May our voice be strong, / May we hear the singing, always, / and may we always sing along. / Sing gently, always, / Sing gently as one”.

 

The Virtual Choir 6 soundtrack is out now!

That moment when you’re in the car, and realize you’re listening to yourself singing on the radio… Truly awesome, and I may have cried (Lisa Chapman photo courtesy)

Un anno senza Camilleri

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Sto leggendo RICCARDINO, prenotato da tempo e preso in libreria stamattina.

Anzi ho preso l’edizione speciale con le due versioni – la filologa che è in me non ne ha potuto fare a meno.

camilleri montalbano sellerio

lo ringrazio Camilleri per le ore di riflessione e felicità che mi ha regalato e che mi donerà ancora al solo rileggerlo.

Un narratore, innanzitutto. Che si fa leggere. Che ha portato lustro alla Sicilia – sì, i manierismi, sì, i luoghi comuni… ma c’è una sorta di amore/odio per chi vende tanto, per chi scala le classifiche. Io penso che il tempo ristabilirà le sorti della letteratura.

Ricordo con piacere le prime dei Montalbano al Teatro Vasquez di Siracusa, con Cesare Bocci, Luca Zingaretti, Alberto Sironi, Angelo Russo e Peppino Mazzotta, il nostro Lo Verde… ricordo lo Sciacca Film Festival del 2011, quando ho conosciuto Rocco Mortelliti e ho visto la prima de LA SCOMPARSA DI PATO’ insieme all’amica Cetta Brancato, a Emidio Greco, ad Elena Doni e alle sue donne risorgimentali… e IL PIMPIGALLO a Noto con Nino Frassica e Alessandra Mortelliti…

Nel 1994 in cui usciva il primo Montalbano cambiavano alcune cose nella mia vita e la mia scrittura in erba si incontrava con la sua.

Ora è tempo di andare oltre.

Oltre le polemiche, oltre le disquisizioni sul “camillerese”… oltre.

Pensate che qualcuno, leggendo il mio romanzo FERITA ALL’ALA UN’ALLODOLA, ci avrebbe trovato un’ascendenza camilleriana (nel linguaggio misto tra italiano e siciliano…). Avrei molto da dire ma dato il successo mainstream del maestro di Porto Empedocle lo prendo come un complimento.

Mi manca. Tanto.

La sua voce tabaccosa e funnùta di grotta, i suoi racconti, la sua capacità affabulatoria…

E adesso, un omaggio. Scritto tanti anni fa, ma che non mi sembra inopportuno offrire di nuovo adesso.

Il sito letterario su cui apparve per la prima volta non c’è più. Altro motivo di nostalgia.

La promessa di Montalbano – prima parte

S’arrisbigliò malamente.
Vagnatizzo, anzi assammarato di sudore.
Meno male che se l’era insognato!
Qualcuno gli aveva sparato in pieno petto e come diceva Freud – varda che minchia di pensate e non erano manco le cinco della matina – anche se i latri sono finti la paura è reale.
Il respiro si calmò, il battito tornò regolare. Squasi si diede del deficiente.
Stai invecchiando, Montalba’.
Dalle persiane non filtrava ancora manco una filàma di luce. L’aria era sirèna, anche troppo. Immobile.
La cosa che lo colpì maggiormente, però, fu il silenzio. Tutto taceva.
Anche il frigorifero, che certe notti scassava la minchia con quell’attacca e stacca delicato come un trattore nella grecchia, se ne stava – e qua ci vuole – come un quarto di pollo, muto e pazinzioso, là nella cucina, dove pure il ralògio a muro pareva essersi venduto le lancette.
Di riprendere sonno manco a pensarlo. Tambasiare casa casa in attesa che facesse iorno? Macari leggere quàlichi pagina del libro che si era accattato aieri e che stava ancora sul comodino avvolto nel cellofan.
Vederlo accussì gli fece una mala impressione, come di morto pronto per il cascione. O come quei poveri immigrati che dopo un viaggio in mare che manco l’Odissea, morti di fame e di sete, li ammogghiano in quella metallina che pare carta di uovo di Pasqua per non farli crepare di freddo.

Niente, non era cosa.
Restò qualche minuto a rivoltarsi come una delle cutulette di Adelina. Poi si stuffò.
E che è?
Le gambe parevano di ricotta e la testa principiò a firriargli come un tuppetto. Un tuppetto. Lo assugliò una nostalgia assurda e struggente per i giochi che faceva quand’era picciliddro. Che strano. Lui che al passato non ci pinsàva squasi mai, e d’improvviso s’arricordò pirchì. Come una botta in testa, l’assalì non il ricordo, non l’immagine, ma la prisènza viva di so’ matre. Biunna, bella da stare male, bella come forse non era mai stata. Sentì sulla varva non fatta una carizza, una. Fresca e tiepida nell’istisso tempo. Voleva affirrare quella mano e tinirasilla stritta, vasarla…
Riaprì gli occhi umidi e si ritrovò a stringere l’aria.

Al commissariato tirava un’aria strana.
Se ne accorse subito, manco il tempo di entrare.
– Ah dottori, ah dottori dottori! Ma lei qua è? O Madonna mia! Mariamariamariamari…
Catarella gli cadde davanti, preda di un sintòmo inspiegabile.
– Ma certo che sono io, Catare’!
Lo aiutò a susìrisi, gli pruì un bicchiere d’acqua.
– Ah dottori dottori!
Daccapo la litania. Forse il “signori e guistori” aveva fatto più burdello del solito, al telefono, e Catarella se n’era risentito.
– Ho capito! Ah, bestia che sugnu! Vossia è il gimello, il dottori Arturo!
Montalbano strammò.
– Il gemello di chi?
– Ah, dottor Arturo? Ma chi ci pare il momento di babbiare, quisto?
Montalbano si picchiò la fronte. Fu come un lampo nel ciriveddro. “Io ho un gemello che si chiama Arturo”. Tempo fa s’era messo a garrusiare al telefono inventandosi un fantomatico fratello gemello che ora rispuntava come un cadavere mal sepolto. Maledì la propria natura di tragediatore e le botte di metafisica stupidità di Catarella.
– Io sono, Catare’!
Agatino Catarella si fece serio. Con la manica della divisa asciugò occhi e guance, poi si ciusciò il naso con un fazzoletto, lo ripose a lento in sacchetta.
– Non babbiasse con mia, dottori Arturo. Io al commissario Montalbano ci voleva bene, ha capito? Ci avrei dato l’istissa vita mia, ca non vale niente a paro di quella sua, pi salvarlo. Ma non fu sorte.
A chi cerca? Al dottori Augello? Aspettassi ca ci lo chiamo.

Cosi ri Pirinnellu.
Roba da Pirandello. Così avrebbe commentato un analfabeta di Montelusa, Vigàta e dintorni al trovarsi in mezzo a una situazione grottesca come quella che Montalbano dott. Salvo stava vivendo dalle cinco di quella matìna.
– Mimì, vuoi degnarti cortesemente di spiegarmi che cosa sta succedendo in questo commissariato? Credo di avere diritto ad una relazione circostanziata dei fatti.
Il dottor Augello conosceva la pericolosità di certi toni apparentemente tutti scocchi e maniglie del suo capo e ne prevenne lo scoppio d’ira funesta. Montalbano però non si spiegava la reticenza circospetta, per non dire imbarazzata, del tono, dei gesti, dello sguardo del suo vice e amico.
– C’è che… che tu, Salvo, sei morto sparato alle cinco di stamatìna e ancora non abbiamo manco l’ùmmira di un sospetto, di una pista…
Mimì Augello l’abbrazzò e principiò a singhiozzare come un picciliddro.
– Salvù! Salvù!
– Mimì!
– Salvù…
– Mimì! Lasciami che mi ammazzi pi daveru!

La porta scatasciò. Catarella non ebbe manco il tempo di arriparàrisi la caduta e venne giù, porta e cardini compresi, la maniglia ancora in mano.
– Sono arrivate, dottori Augello. La signora Beba e la signorina Livia.
Livia? Ma se era partita due giorni fa, dopo una litigata apocalittica? Che fa, tornava a chiedergli scusa?
– Falle accomodare.
Montalbano provò pena nel vedere gli occhi di Livia, abbottati, gonfi, come di chi abbia pianto tutta la notte senza un momento di riposo.
Cimiàva come un àrvolo sorpreso da una tempesta improvvisa e si lasciò cadere su una sedia, la mano stretta a quella di Beba che piangeva senza ritegno.
– Ah, tu qua sei? Brutto bastardo, devi avere sempre tu l’ultima parola! Neanche il tempo di salutarti…
Scoppiò in lacrime, un fiotto di dolore lamintòso, assoluto, che straziava l’anima.
Montalbano non seppe che dire, il cuore gonfio di una compassione che era amore e ancora di più, l’impotenza disperata di chi non può asciugare le lacrime di uno ca chiangi pi tia.

Basta, basta.
Gli toccò ascoltare Beba che si chiedeva come avrebbe fatto a raccontare tutto a Salvuccio, il picciliddro che Montalbano aveva battezzato e che portava l’istisso nome so’.
Dovette assupparsi la faccia devastata di Fazio, che non riusciva a spiccicare parola e si grattava la testa come se volesse scipparsela.
Se lo figurò pronto a declinare le sue generalità: Montalbano dottor Salvatore detto Salvo, fu… nato a Catania nel 1950, il…
Avrebbe sopportato che gli elencasse uno per uno tutti gli abitanti di Vigàta, che scassinasse l’Ufficio anagrafe e gli contasse le storie dei paesani fino alla settima generazione, pur di non vederlo in quello stato.
Quando s’appresentò, trafelata ma sempre abbagliante, una Ingrid addolorata e incredula, seguita da Anna Ferrara con prole al seguito – Non avevo a chi lasciarli, appena ho saputo sono corsa qua – Montalbano non ce la fece più.

La promessa di Montalbano – seconda e ultima parte

Uscì da quello che era stato il suo ufficio senza che nessuno tentasse di trattenerlo.
Avrebbe registrato nell’anima solo gli sguardi di tutti – Livia, Beba, Mimì, Ingrid, Anna, Fazio e tutti gli uomini del commissariato – sgomenti, addolorati, pieni d’amore affetto rimpianto stima, che cosa? Come si chiama quel filo che ci tiene legati a questa vita gli uni gli altri? Quello che quando si spezza ci trancia il petto qua, all’altezza del cuore?

Nella sala d’aspetto c’era un assembramento che Catarella era incapace di sciogliere e tantomeno di contenere.
Eppure questa gente lui la conosceva. O meglio, l’aveva conosciuta. In altre e ben diverse circostanza, si potrebbe dire così.
– Condoglianze, dottor Montalbano.
– Commissario…
– Mi dispiace tanto.
Tutti che gli stringevano la mano, gli toccavano un braccio, una spalla. Quella era… oddio. Michela Licalzi. Splendida, una vera billizza, un sorriso malizioso stampato sul volto. Incontrò i suoi occhi e il sorriso si tinse di una mesta dolcezza. Le gambe per un attimo gli fagliarono. Fatima. La pelle ambrata riluceva di una serena perfezione. Lo trafisse con uno sguardo che sapeva di gratitudine e compassione, poi lo baciò su una guancia. Il cavaliere Misuraca, arzillo il passo, splendente la dentiera. Gli strinse la mano che manco un picciotto. E poi…
Mio Dio.
Giugiù.

Aveva bisogno d’aria e se ne andò a fare la solita passiàta al molo.
Manco il familiare, amico scoglio gli fu d’aiuto.
Il mare pareva fermo, come se le onde non avessero gana di arrivare fino alla pilaia, al porto, laggiù, fino alla vertigine della Scala dei Turchi.
Che era tutta quella storia?
Livia, Mimì, tutti quanti che lo chiangìvano per morto… tutti i catàferi delle indagini passate che gli venivano incontro, vivi e vegeti, per fargli le condoglianze.
Calma e gesso, Montalba’.
Qua c’è una sola cosa da fare.

A Vigàta ancora qualche cabina tilifonica è sopravvissuta all’avanzare di cellulari e computer che fanno da televisione, telefono e se la fottono loro che cosa.
Montalbano, notoriamente allergico a queste manifestazioni del nuovo che avanza come una ruspa e abbatte quel mondo cui s’era faticosamente abituato e al quale spesso con nostalgia e rimpianto s’aggrappava, entrò furtivo nella prima che gli venne a tiro.
Che strano, ricordava il numero a mente anche se non lo componeva da anni.
– Pronto?
La voce incatarrata, che sembrava emanare volute di fumo anche a distanza di chilometri, era quella.
– Montalbano sono.
– Ah. Ma lo sa che ore sono? Io a quest’ora riposo. Dovrebbe saperlo.
– E io me ne stracatafotto.
Per dirla tutta, non so manco che ore sono, ma questo non lo disse.
– Ma si può sapere che sta succedendo? Ha idea in quale burdello mi ha messo?
– Mi pare che sia lei a cacciarsi nei guazzabugli, nei pasticciacci più brutti, per dirla con Gadda. Perché ne dà la colpa a me?
– Non siamo qui per parlare di letteratura.
– Ah no?
Pausa.
Già una volta Montalbano s’era ribellato ad un destino da pupo per fare a suo modo. E non era stata l’ultima.
Sospiro.
– Non può continuare così.
– Anche i personaggi letterari muoiono, lo sa Montalbano?
– Spesso continuano a vivere dopo la morte di chi li ha creati. E lei lo sa meglio di me.
Sospiro dall’altra parte del filo. E due.
Poi silenzio.
Come gli capitava sempre quand’era al telefono, Montalbano venne aggredito dalla paura assurda di trovarsi a parlare da solo in un universo vuoto e muto. Principiò a gridare.
– Pronto! Pronto!
Pronto una minchia. Non si sentiva pronto ad uscire di scena. Dillo, Montalba’. Non ti scantare. A morire. Ecco, l’aveva pensato. L’aveva detto.
– Non voglio morire.
Non sarebbe stato sicuro, dopo, d’averle realmente pronunciate, quelle parole.
Ma dall’altra parte del filo, forse, Andrea Camilleri le aveva sentite.
Montalbano attese. Una parola, magari un insulto. Niente.
– Pronto! Pronto!
Gli giunse quello che non s’aspettava. Una risata. Soffocata all’inizio, poi sempre più fragorosa e piena.
– Ma veramente credeva che le avrei permesso di andarsene prima di me?
Sospiro. E tre.
– Non le posso nascondere nulla, vero? Bene. Mi ascolti senza interrompere, poi riagganci e non mi scassi ulteriormente i cabasisi perché ho già deciso.
Montalbano s’azzittì pure mentalmente. Non era il momento di quistionare.
– In cassaforte, a casa mia, c’è già il manoscritto del mio ultimo romanzo che la riguarda. Le mie ultime volontà stabiliscono che venga pubblicato solo dopo la mia morte. E visto che è mia intenzione campare come minimo fino a cent’anni, lei può dormire sogni tranquilli. Se ci riesce.
Uno sfaglio momentaneo della voce? Un colpo di tosse? Cos’era? Un singhiozzo, forse.
– La saluto, Montalba’.
– Aspetti, aspetti. Solo una cosa.
– Veda che non sono il dottore Pasquano. Si sbrighi.
– Non voglio chiederle nulla. Le prometto una cosa.
– Che cosa?
– Non la farò pentire della sua decisione. Arrivederci.
Era meglio addio? Forse. Meglio non dirlo. La commozione gli artigliava la gola.
– E grazie.
Clic.

Passò dalla trattoria “San Calogero” ma resistette.
Tornò a casa.
Aveva chiamato Mimì e Fazio, e magari Catarella. Chiangeva, rideva, l’avevano preso per pazzo ma chi se ne fotte. Aveva chiamato Livia.
– Non sono morto, hai visto?
– Ma che c’è? Se è uno scherzo vedi che è cretino. Vuoi farmi dispetto?
– No, è successo che ti amo.

Nel forno c’era una parmigiana da resuscitare un carico di morti ammazzati, ma non ne toccò neanche un poco.
Si andò a corcare.
S’addormiscì di botto, come se gli avessero sparato.

 

E poi l’anno scorso, una bellissima sorpresa. Il mio racconto “Un caffè per il commissario” si piazza secondo al Sicilia Dime Novels contest…

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Neanche a dirlo, è una fan fiction dedicata a Camilleri che era appena scomparso.

L’antologia relativa al premio è edita da Algra Editore e lì potrete trovarvi il mio racconto.

Un caffè per il commissario | Maria Lucia Riccioli

Ve ne offro un’anticipazione…

UN CAFFÈ PER IL COMMISSARIO

 

Il commissario Montalbano dott. Salvo strammò.

E ce ne voleva, per uno sbirro come lui abituato a vedere e sentire la qualunque.

Ma chisto no.

 

L’aria di mare sapeva di state, longa e calda.

Il profumo del cafè l’aveva raggiunto fino al letto. I linzòla frischi di bucato – ah, santa Adelina! – l’avevano cullato come un principi. Il sonno era stato longo e senza mali sogni. La matinata – niente telefonate dalla Questura, nessuna rottura di cabbasisi – s’apprisintava bene, per una volta.

Magari ci poteva scappare una bella nuotata prima di mettersi in macchina per andare da Marinella a Vigàta, giusto il tempo di salutare i ragazzi prima di partire. Livia non l’aspettava, ma sarebbe stata contenta della sorpresa.

Si susì.

Fu quello che vide nella verandina a farlo strammare.

Assittato su una delle segge, appoggiato a un bastone più per vezzo che per necessità, sigaretta in bocca, coppola in testa, una tazzina ancora vuota davanti, c’era nientedimeno che Andrea Camilleri, lo scrittore.

– Ce ne hai messo di tempo ad alzarti, commissa’. Me lo offri, un cafè?

 

Le Racconta Favole e Nana…

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Una piacevole sorpresa… surfando e sguazzando per la rete.

Grazie agli amici di Le Racconta Favole!

Ed ecco altro materiale relativo alla mia dolce balenottera gialla.

PRIMO APPUNTAMENTO CON LA BANANOTTERA DI MARIA LUCIA RICCIOLI, ILLUSTRAZIONI MONICA SALADINO, VERBAVOLANT EDIZIONI. 

Ringrazio di cuore Lucilla Franzò, Luciana Pannuzzo e tutti gli amici della Biblioteca comunale Santa Lucia di Siracusa…

SECONDA LETTURA DEL BELLISSIMO RACCONTO DI MARIA LUCIA RICCIOLI.

LA BANANOTTERA
E non è finita, continuiamo!

ULTIMA LETTURA DELLA BANANOTTERA
E adesso siamo arrivati alla fine della storia. Spero vi sia piaciuta.
Nana, la mia dolce bananottera gialla la cui storia, illustrata da Monica Saladino, è stata pubblicata da VerbaVolant edizioni (grazie a Fausta Di Falco ed Elio Cannizzaro), ha nuotato per scuole e librerie, fiere e mercatini… tra i suoi luoghi preferiti, le biblioteche, luoghi dove le parole vengono custodite e rivivono grazie al lavoro dei bibliotecari.
Ringrazio di cuore due persone speciali che resteranno sempre nel mio cuore: Pino Pennisi e Tanina Zito, che sanno perché.
Qui avete ascoltato la voce di Lucilla Franzò che ha creduto fortemente in questa storia e ha voluto leggerla anche sui social.
Grazie.
A lei e a Luciana Pannuzzo, che ha reso la Biblioteca Santa Lucia una bella oasi.
Per il montaggio di questo video ringrazio Elaine Carmen Bonsangue.

 

Ovunque siamo… and me!

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Proud to announce OVUNQUE SIAMO’S COVID-19-themed DOUBLE issue! While a pandemic is not an easy topic to write about, people put their imaginations to work—as a result, we have something valuable to curate, a snapshot in time. Thank you to everyone who answered the call for submissions—proud to have your contributions! ❤
#OVUNQUESIAMO #Italianamericanwriting

https://ovunquesiamoweb.com/

Onorata e felice – grazie all’amica poetessa, docente e molto altro Michelle Messina Reale – che tre mie poesie e una prosa compaiano su OVUNQUE SIAMO…

Che onore pubblicare le tue parole in OVUNQUE SIAMO! ❤

Cliccate qui sotto sul mio nome…

Maria Lucia Riccioli

balcony

POESIA IN TEMPO DI PANDEMIA

 

La peste degli untori manzoniana

novelle al tempo del Decamerone

Camus e la sua Tangeri infettata

le febbri perniciose del colera

malanni di latrine e di trincee

bacilli dagli archivi della Storia

Scriviamo al tempo del coronavirus

eppure noi non siamo mai cambiati

presuntuosi impauriti ignoranti

come il primo morto di nostra specie

in un giorno prima di tutti i giorni

al tempo della Terra senza nome

Siracusa, 12/03/2020

 

URBI ET ORBI

 

fragile Dio che ti veli di pane

Signore in croce mentre il Cielo piove

pioggia e silenzio denso e surreale

siamo nelle Tue e nelle Sue mani,

Maria Salus Populi Romani

Siracusa, 27/03/2020, venerdì

 

HAIKU

Sembriamo morti

Come semi interrati

Rinasceremo

Siracusa, 13 aprile 2020, Lunedì dell’Angelo

 

ALLA FINESTRA

Il sole sui balconi dopo giorni d’umido e nuvole, gioia inconsapevole di uccelli a salutarlo.

Al merlo e al colombo non interessa della mia prigionia, e neppure ai passeri, al pettirosso furbo, impegnati a cercare cibo – gli umani ne lasciano cadere meno e bisogna faticare per trovarne –, a corteggiarsi, a fare i nidi.

Uno sguardo curioso trapassa i vetri: che ci fa l’umana in gabbia? Le inferriate ci separano.  E un virus misterioso e subdolo.

Il tempo di ricambiare l’occhiata e un colpo d’ali come sbattere di lenzuola mi lascia alla finestra.

Lo smartphone spalanca visi in cui rivedo la mia perplessità. Rispondo cuoro commento, come una comare al balcone, insoddisfatta Bovary protesa verso un mondo che non la vuole.

Windows apre stanze e mondi virtuali.

Faccio lezione e visito facce, quaderni, ebook, camerette e cucine e librerie di alunni e colleghi.

Il rossetto passato di fretta prima del collegamento non mi toglie il disagio di un’estranea familiarità.

La tv è un affaccio su un mondo che mi manca e che temo. Nasconde insidie che sconoscevo e dal divano la finestra parlante stordisce e spaventa, tenta di distrarmi e mi addolora.

Spengo.

Leggo, medito, prego.

Mi specchio in me, ogni pagina è una finestra di parole, un’orazione è un balcone di silenzio su stanze interiori che non prendevano sole da anni, su intime verande orfane di straccio.

Di nuovo mattina.

Energie nuove, trilli da Biancaneve perché gli uccelli in cortile mi rispondano con le piccole gole innocenti, senza mascherina.

 

Bio:

Maria Lucia Riccioli, concittadina di Archimede, Santa Lucia ed Elio Vittorini, insegna (e cerca di imparare, sempre), canta da quando ha memoria (ultimamente, nel coro “Giuseppe De Cicco”), scrive in rete e per “La civetta di Minerva”. Pubblicazioni: il romanzo storico “Ferita all’ala un’allodola” (Premio “Portopalo – Più a Sud di Tunisi”, Kaos Festival, finalista, Premio “Alessio Di Giovanni”, segnalazione), la raccolta di cunti siciliani “Quannu ‘u Signuri passava p’ ’o munnu”(Algra Editore), la fiaba “La bananottera” (VerbaVolant edizioni).

84 Charing Cross Road diretto da David Hugh Jones

Film delizioso… storia che avrei voluto scrivere.

Letteralmentelive

Non avevo mai visto questo film e devo dire è un vero gioiellino, da non perdere  soprattutto per gli amanti della letteratura e del gusto del valore della parola scritta.

La storia è tratta dal libro autobiografico , l’omonimo romanzo, di Helene Hanff, una scrittrice americana, (Filadelfia, 1916 – New York, 1997), interpretata da una splendida Anne Bancroft, non troppo realizzata economicamente, che vive a New York. Helen vive di passione per i libri rari e antichi, ma come dice lei stessa si può accontentare anche di quelli di seconda mano in un’edizione pulita perché le edizioni pregiate sono troppo costose. In una delle sue tante ricerche di alcuni libri, reduce da deludenti visite nelle librerie della sua città, scopre attraverso una rivista di settore, una libreria antiquaria di Londra, sita al numero 84 di Charing Cross Road.

84 CHARING CROSS ROAD, Anne Bancroft, 1986

Così Helen per soddisfare la…

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